Come scegliere la prima scarpa da running

Come scegliere la prima scarpa da running

Foto 123rf

Tutto quello che bisogna sapere per acquistare la calzatura più adatta alla nostra voglia di cominciare a correre. Quindici consigli utili per scegliere la prima scarpa da running

Per cominciare a correre non è indispensabile acquistare subito un modello “top di gamma”. Non è nemmeno consigliabile allenarsi con scarpe qualunque, acquistate in un discount.
Così se si vuole correre bene, occorre procurarsi vere scarpe da running. Niente modelli da calcetto o calcio, ma neanche da basket, tennis, volley, fitness, danza, vela, trekking o altro.

Soltanto le calzature progettate e realizzate per la corsa offrono la necessaria combinazione di comfort, ammortizzazione, flessibilità, stabilità e trazione necessari per correre in sicurezza.

Come scegliere la prima scarpa da running: 15 consigli utili

  1. Saperne di più. Documentarsi: se si ha voglia e tempo, si può fare un bel tuffo nel settore, acquistando Scarpe&Sport (rivista pubblicata insieme al mensile Correre da cui è tratto questo articolo), che offre la più dettagliata raccolta di calzature per correre.
  2. Cercare un buon negozio, specializzato nel running, dove potranno consigliarvi al meglio.
  3. Stare sul sicuro”, scegliendo un modello di una delle marche che abbia una storia nel running. Le migliori aziende del settore non sono neanche una decina, mentre circa un’altra ventina sono quelle che propongono scarpe di una qualità da buone ad accettabili.
  4. Scegliere un modello semplice, dotato soprattutto di un buon materiale ammortizzante. Evitate modelli troppo complessi (anche perché non è detto che i più complicati funzionino poi così bene).
  5. Evitare gli eccessi: per cominciare a correre non serve una scarpa superleggera, tantomeno può andar bene una scarpa troppo rigida o massiccia.
  6. Il peso corporeo è importante: serve una calzatura adatta al proprio peso. Durante la corsa, ciascun piede è sottoposto a molteplici impatti a terra, con una forza che può arrivare a 2,5-3 volte il valore del proprio peso corporeo. Su ognuno dei piedi di un corridore che pesa anche solo 50 kg agiscono forze che possono arrivare a 150 kg. Al negoziante specializzato a cui ci saremo rivolti, quindi, non dovremo aver paura di dichiarare il nostro peso effettivo, qualunque esso sia.
  7. La “parola” ai nostri piedi. Una regola fondamentale è che la scarpa deve essere, sempre e assolutamente, adatta alla morfologia del corridore e non il contrario. Se vi doveste sentir dire cose tipo “poi tanto il piede si adatta…”, cambiate negozio.
  8. Le calze. Quando si provano le scarpe, bisogna sempre indossare delle calze fatte apposta per la corsa. Se ancora non le si possiedono, visto che si è nel negozio giusto, cogliete l’occasione per comprarne un paio.
  9. La lunghezza (che è la misura che determina la taglia della scarpa) deve sempre essere bella comoda. Così come la larghezza, nonché tutta la forma, in particolare sotto l’arco plantare.
    Se si ha un cosiddetto “piede piatto”, servirà una scarpa con un’ampia base di appoggio anche in questa zona. Se invece si ha un piede con l’arco plantare alto, può andare bene una calzatura più snella nella parte centrale della suola.
  10. La prova della soletta. Un semplice trucco permette di verificare se una scarpa che ci sembra interessante sia davvero adatta alla forma e alle dimensioni del nostro piede. Basta togliere dall’interno della scarpa la soletta estraibile (praticamente, oggi, tutte le calzature da running ce l’hanno). Una volta deposta a terra ci saliamo sopra, caricando tutto il nostro peso su un solo piede. È necessario che il piede caricato risulti ben compreso all’interno del perimetro della soletta, mentre davanti alle dita deve rimanere una riserva di spazio libero, diciamo un centimetro, un centimetro e mezzo.
  11. L’intersuola. Per correre è necessario scegliere una scarpa con una buona intersuola ammortizzante, di opportuno spessore, specialmente sotto la zona del piede sulla quale si atterra.
  12. Il tipo di “appoggio” del piede. Sempre con l’obiettivo di arrivare a capire se un modello di scarpa è compatibile con il nostro modo di correre, molti dei migliori negozi offrono la possibilità di provare le scarpe mentre si corre su un tappeto rotante, nonché di riprendere l’appoggio con apposite telecamere, ad alta velocità. Con l’aiuto di uno specialista, si potrà valutare il proprio appoggio e capire se il piede, quando corriamo, impatti a terra prima con il tallone (come capita nella grandissima maggioranza dei casi) oppure prima con la parte anteriore, o centrale, del piede.
  13. La cosiddetta “pronazione”. Oltre a questo, passando a osservare il movimento fra piedi e caviglie, in particolare verso i lati che a volte si urtano (chiamati mediali proprio perché sono quelli in mezzo), è utile rilevare l’ampiezza della rotazione compiuta dopo ogni impatto sul tallone. Questa rotazione è normale, propria di tutti i runner, ed è chiamata movimento di pronazione. Può manifestarsi con un’escursione nella media, o anche come un movimento più accentuato, che viene definito iperpronazione. Se si risulterà fra coloro che compiono una rotazione mediale superiore alla media, non dovremo offenderci se qualcuno ci chiamerà “pronatore”: si tratta infatti di un termine gergale molto diffuso (anche se sarebbe più corretto usare il termine iperpronatore). In questo caso, comunque, si dovrà scegliere la propria scarpa fra quelle che aziende e negozi definiscono “stabili”. Spesso questi modelli si riconoscono per la presenza di un rinforzo semirigido, posto nella zona posteriore-mediale dell’intersuola (che è la parte della scarpa inserita fra la suola, che tocca terra, e la tomaia, il componente in tessuto che avvolge il piede).
  14. Donne, specialmente. Anche se non è molto noto, il consiglio sulle scarpe stabili è importante che sia recepito soprattutto dalle donne: infatti la struttura fisica femminile, che comprende una larghezza del bacino proporzionalmente maggiore rispetto all’uomo, ha come conseguenza un’inclinazione della tibia (“angolo Q”) maggiore. Questo rende più sicuro correre con scarpe dotate di buon controllo del movimento, quelle che, nel gergo del running, vengono chiamate, appunto, “stabili”.
  15. Plantari. Se si corre usando delle ortesi plantari, è indispensabile portarle con sé quando si comprano scarpe per correre, per provare a inserirle al posto del sottopiede di serie (che di solito è estraibile). Così facendo, si potrebbe verificare se, messi i plantari nelle scarpe, rimane spazio per alloggiare comodamente i piedi. Nel caso, dovremo anche verificare con il nostro ortopedico che le ortesi plantari siano di tipo adatto allo sport (ad esempio, che siano lavabili e che non siano troppo ingombranti e rigide).

    Infine, dato che correndo ci si scalda e si suda, si noterà che le migliori scarpe per correre sono costruite con tessuti morbidi, leggeri ed eccezionalmente traspiranti, spesso traforati, allo scopo di evitare il surriscaldamento. Questa è una delle ragioni dell’elevato comfort delle scarpe da running, che però presentano il rovescio della medaglia di bagnarsi facilmente quando c’è acqua.

    Se si pensa di correre spesso in ambienti bagnati (sentieri, boschi, soprattutto in autunno-inverno), si potranno in seguito acquistare delle scarpe impermeabili e traspiranti, anche se con un costo un po’ maggiore.
Allenamento News Equipment Salute Correre