fbpx

Caso Schwazer: Baldini 8 ore in Procura

Otto ore. Tanto è durato il colloquio che Stefano Baldini ha dovuto sostenere alla Procura della Repubblica di Bolzano nell’ambito dell’inchiesta relativa al caso Schwazer. Il campione olimpico di maratona non risulta indagato ma è stato ascoltato come persona informata dei fatti in quanto indagati sono invece i medici federali del periodo in esame, ossia Giuseppe Fischetto e Pierluigi Fiorella oltre alla dirigente Fidal Rita Bottiglieri.

In questo secondo colloquio gli inquirenti avrebbero ulteriormente approfondito il periodo di Pechino 2008, quello delle ultime Olimpiadi di Baldini in cui Alex Schwazer vinse l’oro nella 50 km di marcia. Una vittoria su cui, dopo gli ultimi sviluppi, si allungano le ombre del doping.

In particolare agli atti c’è uno scambio di mail tra Fiorella e Baldini riguardo al caso Riccò. E’ luglio 2008, a un mese da Pechino, il mondo dello sport è sconvolto dalla positività all’epo del ciclista. Baldini pone a Fiorella alcune domande sugli effetti collaterali dell’eritropoietina. “Pura curiosità e desiderio di capire bene quello di cui si parlava – sostiene il maratoneta emiliano – serve a rispondere in modo corretto a interviste, a parlare nelle scuole, nei corsi di formazione dove faccio docenze, le domande sul doping sono frequenti”.

E in effetti Baldini, oggi tecnico federale del settore giovanile, è quotidianamente impegnato sia in ambito sportivo che divulgativo. Da sempre abituato a sostenere conferenze, dibattiti, interviste ha dimostrato negli anni una spiccata capacità comunicativa tanto da svolgere oggi, con ottimi risultati, anche attività di commentatore.