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Velocità: Luca Lai, il terzo incomodo

Di: Walter Brambilla

E’ un susseguirsi di tante piccole manifestazioni in pista. L’una dopo l’altra per tentare di riportare l’atletica a livelli che le competono. La velocità in questo periodo e i concorsi vanno per la maggiore. Il mezzofondo per ora sta iniziando a vedere la luce. Fioca per ora, ma di luce sempre si tratta.

E a proposito di velocisti propongo Luca Lai. Sardo, di Oristano, 28 anni, capace di esprimersi al meglio nelle gare indoor grazie alle sue partenze al fulmicotone. Quest’anno avrebbe potuto dare qualche fastidio al suo quasi corregionale Filippo Tortu nella finale dei 60 sotto tetto ad Ancona, un giorno prima dello stop in Lombardia e Veneto delle manifestazioni sportive. Invece, dopo il 6”57, realizzato il primo febbraio, il destino ha voluto che Lai si fermasse per infortunio. Niente sfida. Il confinamento l’ha costretto a seguire i consigli del suo tecnico (il fratello Alessandro, medico che vive in Svizzera) tra quattro mura, nel vero senso della parola, poiché per due mesi è stato in clausura in un appartamento di 30 metri quadrati in una zona centrale di Milano. Pesi, solo pesi, sino a quando ha scoperto che nel garage si poteva correre, o almeno provare allunghi e partenze. Finito il periodo maledetto, quando Luca Lai ha potuto vedere la luce, ha iniziato a frequentare il Campo intitolato a Pino Dordoni a Sesto S. Giovanni, da luglio al mattino al XXV Aprile di Milano.

Luca Lai ha iniziato bene la stagione all’aperto. In terra elvetica (Bulle) ha stampato un bel 10”22 (record personale) alla prima gara, poi si è ripetuto con 10”26 a Pont Donnas. A fine agosto (prima ovviamente ci saranno altre possibilità di provare i 100 metri, dove fu terzo agli Assoluti di un anno fa), si troverà di fronte i vari Jacobs, Tortu, Desalu, tanto per citare i migliori. “Loro sono professionisti” ci ricorda il velocista sardo, io solo quest’anno ho deciso di dedicarmi anima e corpo all’atletica, prima facevo l’infermiere a Pavia. Mi sono allenato anche quando facevo i turni di notte, dopo aver dormito tre o quattro ore”.

La stagione è ancora agli albori, anche se siamo alla fine di luglio, si finirà a settembre inoltrato. Aspettiamo, a Padova (Campionati Italiani) a fine agosto ne vedremo delle belle.

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