In ricordo di Giampaolo Lenzi

Foto: Benini
Di: Walter Brambilla

Ne sono sicuro. Giampaolo Lenzi da lassù avrà sorriso. Avrà osservato bene i volti dei suoi “ragazzi” vi avrà trovato qualche ruga in più, qualche capello bianco in eccesso, ma ancora quella voglia di esserci con l’atletica, la disciplina che il prof di Ferrara ha insegnato. I vari Massimo Magnani, Laura Fogli, Orlando Pizzolato, Emma Scaunich, che il commentatore di “atletica tv” ha nominato, erano presenti. Chi sugli spalti, chi in campo come il prode Massimo che accompagnava la sua deambulazione aiutandosi con un bastone.

Sabato, a Ferrara cose in grande: hanno intitolato al prof ex CT della nazionale (tra i tanti incarichi avuti nella sua lunga carriera), il campo scolastico di Via Porta Catena, hanno pensato bene di allestire un concerto della figlia Silvia, violoncellista di fama internazionale e un convegno “Correre ma non solo” al quale hanno preso parte il gotha dei tecnici di casa nostra e dulcis in fundo il campionato italiano dei 10.000. Una delle specialità, con la maratona che l’allenatore di Ferrara certamente amava di più. Ferrara in anni ormai lontani è stata la patria della nostra maratona. Gli atleti che ho nominato hanno mietuto successi in ogni parte del mondo e tutti, sabato 12 maggio l’hanno ricordato con la loro presenza.

Veniamo alle gare, un pio di contorno nei 1500 uomini (Abidkadar 3’41”07) e una negli 800 donne (Bellò 2’03”48 primato personale. Poi le due serie sui 25 giri di campo. La prima ha visto il successo dell’olandese Holtermann che si è presa il compito di guidare alternandosi con Rosalba Console al comando della gara. Il successo è andata alla rappresentante “orange” in 34’41”75, seconda ma campionessa d’Italia per la terza volta la minuta maratoneta in 34’56”52. Tra le promesse s’impone Rebecca Lonedo 35’51”28. Prova più attesa quella tra gli uomini con una trentina di concorrenti. La sfida tra i due azzurri della maratona Daniele Meucci e Stefano La Rosa erano il piatto succulento di portata. Nessuno pretendeva dagli azzurri “crono” di gran livello. Era sufficiente mostrare che le maratone disputate nei mesi scorsi erano state digerite, con tanto di primati personali. La sfida tra i due toscani si protrae da almeno una decina di anni, chi scrive ricorda personalmente gli assoluti di Cagliari 2008 con le sfide nei 5 e 10 mila vinti i primi da Daniele e i secondi da Stefano. Al termine delle 25 tornate l’ha spuntata grazie alla volata finale Stefano la Rosa che almeno sulla carta era il meno veloce tra i due. I loro responsi sono stati: 28’36”86 il carabiniere, 28’38”94 per il rappresentante dell’Esercito. Il primo a tagliare il traguardo comunque è stato l’eritreo Gebru Kobob (28’23”11). Tra gli under 23 vince l’ex gambiano Nfamara Nije.

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