Marcia, decisione storica: cinquanta sì o cinquanta no?

Foto Giancarlo Colombo
Di: Walter Brambilla

Pare sia questione di ore e la 50 chilometri di marcia nel programma olimpico e mondiale potrebbe sparire. La decisione da parte della Federazione Mondiale sarà nota entro un paio di giorni (giovedì?). Una notizia è rimbalzata la scorsa settimana sui quotidiani ed è di quelle che fanno male al cuore. La competizione già in passato (Olimpiadi di Montreal) fu annullata e si disputò solo la prova sui 20 km. In questo caso l’annullamento della prova più lunga olimpica sarebbe sostituita da una sulla mezza maratona, in altre parole nel programma della Iaaf resterebbe solo la distanza sui km 21,07 sia uomini che donne.

Soggettività delle giurie, squalifiche dopo tanto tempo e anche parità di genere sono dei motivi sufficienti per arrivare a queste conclusioni? Si tratta, a parere di chi scrive, di uno sfregio, profondo, all’atletica tutta, cercando di uniformarla alle corse su strada (vedi appunto la distanza), con la quale non ha moltissimo da spartire. La corsa assai diversa dal tacco e punta che ha regalato alla nostra nazione ori purissmi (leggi Dordoni e Pamich).

Potrebbe significare anche il tramonto definitivo di questa disciplina. La Iaaf ritiene che sia una distanza poco spettacolare? Chi ha seguito la finale olimpica dello scorso agosto a Rio, non può dimenticare la bellezza, la spettacolarità degli ultimi chilometri con continui cambiamenti al comando della gara, molto meglio di quanto visto nella maratona, dove a volte, specie in campo non olimpico o mondiale il copione è lo stesso da anni e anni.

Maurizio Damilano (fa parte del Comitato della marcia con potere consultivo e non decisionale) si batterà per salvare la gara almeno sino a Tokyo 2020. Visto che la Iaaf ha parlato di parità di genere perché non aprire la distanza anche alle donne? A Roma lo scorso maggio in occasione della Coppa del Mondo di marcia per la prima volta ha preso il via la statunitense Erin Taylor, inoltre abbiamo sotto gli occhi quasi quotidianamente le donne in maratona e nelle cento chilometri, proviamo a insegnare loro anche a marciare per 50. Forse salveremo la gara. Qualora il pollice fosse verso l’ultima prova sulla 50 km si disputerà a Taicang in Cina nel 2018.

Zona mista augura Buona Pasqua ai lettori e si prende una settimana di sosta. Ci si rivede il 25 aprile.

  • Stefano La Sorda

    Non mi sembra che Maurizio Damilano ne gli altri membri della commissione marcia si siano “battuti”. Mi risulta che le proposte di modifica assurde vengano proprio dalla commissione marcia stessa, che aveva discusso della questione già in Febbraio, senza mai consultarsi con la comunità dei marciatori.

    Inutile dire che la proposta dei 21Km di marcia la dice tutta sull’impegno profuso in tutela della disciplina…fare 21Km è una cavolata, cancellare la 50Km una idiozia. Possibile che una commissione di quel livello sia riuscita a produrre solo queste stupidaggini?

    Invece di preoccuparsi per far gareggiare i marciatori su percorsi decenti in cui i giudici posano giudicare in modo ottimale, adesso la soluzione sarebbe uccidere la disciplina con delle proposte circensi. La marcia va rivalorizzata a partire dai punti cardine, uno dei quali è sicuramente la gara per eccellenza, ovvero la 50Km

    Tutte le obiezioni del CIO sono facilmente ribaltabili

    Per il CIO i problemi sarebbero:
    – durata della gara e mancanza di attrattiva per i giovani
    IN REALTA’ ci sono anche altre discipline che durano più di 5 ore, e la marcia non ruba spazio a nessuno anche perchè di spazio (soprattutto televisivo) glie ne viene concesso ben poco

    – problemi di doping
    IN REALTA’ il doping è un problema di tutto gli sport e se proprio vogliamo andare sulla marcia il problema si è cronicizzato causa Russi e vecchi dirigenti IAAF corrotti. La colpa non è della 50Km ne tantomeno degli atleti puliti che la praticano

    – parità di genere
    IN REALTA’ 50Km femminile è già in cantiere, già approvata nella scorsa coppa del mondo. La scusa di non poter fare la gara assieme alle Olimpiadi è un’altra cazzata

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  • Stefano La Sorda

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    Inutile dire che la proposta dei 21Km di marcia la dice tutta sull’impegno profuso in tutela della disciplina…fare 21Km è una cavolata, cancellare la 50Km una idiozia. Possibile che una commissione di quel livello sia riuscita a produrre solo queste stupidaggini?

    Invece di preoccuparsi per far gareggiare i marciatori su percorsi decenti in cui i giudici posano giudicare in modo ottimale, adesso la soluzione sarebbe uccidere la disciplina con delle proposte circensi. La marcia va rivalorizzata a partire dai punti cardine, uno dei quali è sicuramente la gara per eccellenza, ovvero la 50Km

    Tutte le obiezioni del CIO sono facilmente ribaltabili

    Per il CIO i problemi sarebbero:
    – durata della gara e mancanza di attrattiva per i giovani
    IN REALTA’ ci sono anche altre discipline che durano più di 5 ore, e la marcia non ruba spazio a nessuno anche perchè di spazio (soprattutto televisivo) glie ne viene concesso ben poco

    – problemi di doping
    IN REALTA’ il doping è un problema di tutto gli sport e se proprio vogliamo andare sulla marcia il problema si è cronicizzato causa Russi e vecchi dirigenti IAAF corrotti. La colpa non è della 50Km ne tantomeno degli atleti puliti che la praticano

    – parità di genere
    IN REALTA’ 50Km femminile è già in cantiere, già approvata nella scorsa coppa del mondo. La scusa di non poter fare la gara assieme alle Olimpiadi è un’altra cazzata