Londra 2017: il pianto di Gimbo Tamberi

Foto Giancarlo Colombo
Di: Walter Brambilla

Chi si aspettava una vittoria di Emma Coburn nelle siepi? Nessuno. Gli allibratori italiani davano la sua vittoria a 33. Per intenderci chi avesse puntato un euro ne avrebbe vinto 33. Spiego meglio: nel martello il favorito era il polacco Faidek, quotato 1,66. Martellista che ha poi vinto, pertanto se si fosse giocato un euro se ne vinceva 1,66. Capito dunque il significato della vittoria della bionda statunitense di Boulder?
Emma non è di certo arrivata all’oro per caso, già un anno fa giunse terza a Rio. Tanto per ricordare il suo passato recente. I favori del pronostico erano però tutti per le keniane o per la Jebet che batte bandiera del Barhein. Invece? La bionda del Colorado di 27 anni ha piazzato con la compagna di squadra Frerichs una doppietta (Usa) formidabile cacciando all’inferno le specialiste africane che di solito dominano la prova dei 3000 metri con siepi. Emma ha attaccato ai 300 conclusivi, ha affiancato le keniane, sulla riviera è stata perfetta, migliore ancora sull’ultimo ostacolo, quello più difficile, l’ha affrontato da grande specialista. Il suo crono finale 9’02”58 è primato continentale, mentre la Frerichs chiudeva in 9’03”77 sulla keniana Jepkemoi 9’04”03. Particolare assai divertente in occasione del passaggio sulla prima riviera (posta all’interno della pista) un’africana ha sbagliato strada, ovvero ha proseguito la sua corsa all’esterno, poi è dovuta ritornare sui suoi passi.

Rimanendo nel mezzofondo ci sono state le semifinali dei 1500 in evidenza i keniani Kiprop, Managoi. Cheruyiot, il ceco Holusa, il norvegese Ingebritsen. Insomma ci sarà da divertirsi.

Il divertimento è meno assicurato negli 800, con la quasi certezza della vittoria della sudafricana Caster Semenya, anche se in questi mondiali i pronostici sono stati spesso stravolti. Hai visto mai? Splendida la gara di chiusura nei 200 dove Dafne Schippers, la regina d’Olanda, si rimette in testa la corona, persa lo scorso anno a Rio, bissando il risultato di Pechino di 2 anni fa. Pure in quest’occasione la bahamense Miller avrebbe dovuto fare doppietta (200/400) come Van Niekerk, è finita che torna a casa con un “bronzino”.

Italia

Il pianto di Gianmarco Tamberi esprime sino a questo momento tutta la disperazione della nostra spedizione che all’interno dello stadio non è riuscita a fare altro che portare in finale il Rocky Balboa del martello, così si è definito Marco Lingua, decimo con 75,13. Grande rispetto per quest’atleta di 39 anni, che si allena da solo, e lancia nel campo dello zio agricoltore, quando non lavora. “Il mio è un hobby – ha dichiarato – e sono decimo al mondo”. Tutto con un pizzico d’ironia.

Dicevamo delle lacrime di Tamberi, uscito dalla finale con la misura di 2,29. Peccato. La qualificazione a 2,31 ma Gimbo è un uomo forte, l’ha fatto vedere quest’anno, è stato rioperato a gennaio. A fine aprile, per sua stessa ammissione, riusciva a valicare l’asticella solo alla misura di 2,00. Ritornare a certe altezze ad esempio i 2,39 dello scorso anno a Montecarlo era quasi impossibile se non miracoloso.

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