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Londra 2017: è finita

14 Agosto, 2017
Foto Iaaf/Getty Images

Si chiude con Usain Bolt che lemme lemme fa il suo giro di pista, camminando, dopo aver ricevuto un omaggio da Seb Coe e dal Mayor of London. E’ stata una giornata densa, una fatica seguirla, lunga troppo lunga, iniziata con l’assolo del transalpino Yohan Diniz nella 50 km in 3h33’12”, per la prima volta sul podio mondiale a 39 anni. Gara che è servita a fare indossare la maglia iridata, per la prima volta a una donna la lusitana Henriques dopo 4h 05’56” di marcia. De Luca è stato il primo dei nostri in 3h45’02. Poi il bronzo di Antonella Palmisano di cui abbiamo già parlato ieri. La prima parte della giornata terminava con la 20 maschile con l’oro di Arevalo (Colombia). Il trio azzurro (Rubino, Fortunato, Giupponi) nella norma.

Il pomeriggio/sera le finali di corsa tutte entusiasmanti. Si partiva con i 5000, dove la lotta tra Obiri e Ayana era una sorta di rosolio da assaporare con le due atlete che in sincrono muovevano gambe e braccia, uno dietro all’altra. Vince la keniana in 14’34”86 con un finale strepitoso. Caster Semenya era la favorita e con il suo passo da carro armato chiudeva gli 800 in 1’55”92. Ultima gara di mezzofondo Managoi (Ken) nei 1500 la spuntava sul connazionale Cheruyiot, mentre il campione europeo Filip Ingebritsen (Nor) era terzo. Poi le staffette, spettacolo conclusivo dove una nazione con la sigla TTO Trinidad & Tobago vinceva la 4×400 uomini. E quando finisce la 4×400 come sempre un filo di tristezza scende su chi per una ragione o per l’altra ha seguito questo avvenimento mondiale.

Al termine in diretta televisiva il presidente Alfio Giomi non si nascondeva dietro a un dito, mostrando tutta la sua delusione: la spedizione azzurra è andata veramente male, anzi malissimo. Stefano Tilli, commentatore televisivo per la Rai ha ricordato al presidente della Fidal di non curare un tumore con un’aspirina!

Avviso ai naviganti. La rubrica riprende regolarmente martedì con il commento finale dei Mondiali di Londra.