La bella estate: considerazioni atletiche di fine stagione

Foto Giancarlo Colombo
Di: Walter Brambilla

Siamo entrati in autunno, anche se dalle nostre lande pare ancora estate piena. Tra poco quando le foglie inizieranno a cadere in un paio di giorni specialmente al Nord della nostra penisola, i colori muteranno, pertanto ci si dovrà occupare principalmente della corsa su strada, poi quando comincerà, a fare freddo, con gli alberi spogli, con le nebbie mattutine e primi geli, si passerà alla corsa campestre. Intanto due parole sulla “bella estate” appena conclusa.

A parte i ragazzi seguiti da Stefano Baldini, non c’è stato tanto da gioire. Anzi, ancora una volta l’amaro in bocca ci è rimasto per un bel po’ di tempo e resiste ancora. Qualcuno come il sottoscritto compreso, (lo scriverò sino alla noia) sognava di tornare dai Campionati Europei di Berlino con allori, non tantissimi, di quelli che però lasciano il segno. Si voleva sentire suonare l’inno di Mameli più volte. Niente da fare, si è udito solo una volta, l’ultimo giorno di gare con la maratona maschile per il titolo a squadre. Un po’ pochino. In seguito sono arrivate come fulmine a ciel sereno le dimissioni di Stefano Baldini, che hanno scosso l’ambiente, il presidente Alfio Giomi da buon”pompiere” ha pensato bene, come sempre di procrastinare, di rimandare il tutto. “Le decisioni si prendono dopo Berlino” disse un anno fa dopo lo smacco dei Mondiali di Londra. Decisioni che dopo quasi quarantacinque giorni, nello sport quasi un tempo biblico, non sono ancora arrivate. Il prossimo week end pare si saprà tutto. Un po’ tardi, nel frattempo l’atletica sulle pagine dei quotidiani è finita… anzi non c’è proprio (record di maratona di Kipchoge a parte).
Nel prossimo fine settimana ci saranno i mondiali di ciclismo, poi la fine iridata della pallavolo, il calcio, pardon Cristiano Ronaldo (prima di lui il diluvio..), pertanto a chi interessa se Stefano Baldini diventasse DT? Se Elio Locatelli fosse spostato ad altro incarico?

Da più parti si legge che il nuovo responsabile potrebbe essere Antonio La Torre, (notare il condizionale) che nel corso della stagione si era occupato dell’endurance (marcia e maratona) da questo settore le uniche medaglie di Berlino. Personaggio di grande cultura atletica al quale ci pare ovvio non si potranno chiedere miracoli. Per quelli ci si dovrà attrezzare. Traduzione: non facciamoci illusioni per i prossimi Mondiali (Doha nel Qatar il prossimo anno) le Olimpiadi di Tokyo del 2020. Forse con un’adeguata e lungimirante programmazione se ne può parlare nel dopo Tokyo. Pessimista? No, più realista del re.

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