fbpx

Green pass prima del via

09 Settembre, 2021
Foto: Piero Giacomelli
Al momento dell’ingresso nell’area di partenza i concorrenti dovranno esibire il green pass o il test molecolare o antigenico negativo. È la principale novità dell’aggiornamento dell’ormai noto “protocollo Fidal Anti-Covid 19”. Il tutto da lunedì 13 settembre. Timore degli organizzatori per i tempi di partenza che si allungano. Banco di prova per la nuova procedura saranno le manifestazioni del fine settimana del 18-19 settembre.

Da lunedì 13 settembre, per partecipare a una gara su strada o a un’altra competizione classificata come “non stadia” occorrerà esibire una delle certificazioni “verdi” Covid-19 oltre a consegnare, come già avviene, l’autodichiarazione anti-Covid-19, ai fini del tracciamento. 

Il nuovo protocollo

Lo ha stabilito la Federazione italiana di atletica leggera, che martedì 7 settembre ha pubblicato sul sito federale la nuova versione de “L’Italia torna a correre – Protocollo organizzativo temporaneo non stadia”. Il protocollo offre linee guida per le competizioni su strada (corsa, marcia e nordic walking) e off-road (corsa in montagna, trail running e corsa campestre), cioè per tutte quelle specialità dell’atletica denominate “non stadia”. Le regole valgono per tutte le gare di questo tipo inserite nei calendari Fidal, sia quello nazionale sia quelli territoriali, che fanno capo ai Comitati regionali della Federatletica. “L’entrata in vigore della normativa – si legge nel comunicato – è fissata alla data del 13 settembre 2021”.

Certificati da esibire per partecipare

“Quanti avranno diritto o dovranno accedere al sito di gara – si legge nel nuovo protocollo Fidal – dovranno essere in possesso di una delle certificazioni verdi CoVID-19 e, per il tracciamento, consegnare l’autodichiarazione anti-CoVID19: 

1. certificazione verde CoVID-19, che può essere rilasciata dopo la somministrazione della prima dose di vaccino e ha validità dal quindicesimo giorno successivo fino alla data prevista per la somministrazione della seconda dose (nel caso di vaccino a doppia dose). 

2. la guarigione dall’infezione da Sars-CoV-2 (validità 6 mesi); 

3. effettuazione di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo al virus Sars-CoV-2 (con validità 48 ore).” 

Viene poi precisato che queste disposizioni non si applicano “ai soggetti esclusi per età dalla campagna vaccinale e ai soggetti esenti sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della Salute”. 

Come avviene la verifica

La Fidal descrive poi la procedura per il controllo del possesso della certificazione di ogni concorrente: “Il processo di verifica delle Certificazioni verdi COVID-19 prevede l’utilizzo della app di verifica nazionale VerificaC19, installata su un dispositivo mobile. Tale applicazione consente di verificare l’autenticità e la validità delle certificazioni senza la necessità di avere una connessione internet (offline) e senza memorizzare informazioni personali sul dispositivo del verificatore”.

“L’applicazione VerificaC19 (gratuita, ndr) è conforme alla versione europea, ma ne diminuisce il numero di dati visualizzabili dall’operatore per minimizzare le informazioni trattate.”

Ecco allora come avviene la verifica:

1. La certificazione è richiesta dal verificatore all’interessato che mostra il relativo QR Code (in formato digitale oppure cartaceo). 

2. L’App “VerificaC19” legge il QR Code, ne estrae le informazioni e procede con il controllo del sigillo elettronico qualificato. 

3. L’App VerificaC19 applica le regole per verificare che la Certificazione sia valida. 

4. L’App VerificaC19 mostra graficamente al verificatore l’effettiva validità della Certificazione nonché il nome, il cognome e la data di nascita dell’intestatario della stessa. 

I tempi si allungano

La decisione Fidal era nell’aria, alla luce del fatto che il controllo delle certificazioni in ingresso sta già avvenendo in altri tipi di eventi a elevata partecipazione, come i concerti musicali. La preoccupazione, però, emerge nei commenti a caldo degli organizzatori: «Controlli di questo tipo rischiano di allungare ulteriormente la fase di ingresso dei concorrenti dell’area di partenza» è il timore ricorrente tra i responsabili dei prossimi eventi, sentiti da Correre.it, con in più la preoccupazione per il funzionamento effettivo della App e per la probabile poca dimestichezza con l’applicativo da parte dei podisti meno giovani, che però, stando a quanto indicato nel documento Fidal, potranno comunque esibire QR Code in formato cartaceo, come accade, ad esempio, per l’ingresso nei ristoranti e negli altri locali ove è richiesto il controllo. 

Banco di prova per la nuova procedura saranno le manifestazioni del fine settimana del 18-19 settembre, a partire da una delle gare più attese di questa stagione: la Run Rome The Marathon. 

Info: qui il testo completo del protocollo:

http://www.fidal.it/content/Aggiornato-il-protocollo-per-le-gare-non-stadia/135440