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Giù le mani dalla pista di atletica di Sesto San Giovanni

11 Marzo, 2020

Sesto San Giovanni, città dell’hinterland milanese, nel mondo dell’atletica ha vissuto tempi d’oro dal 1957 al 2013 con la celeberrima Coppa Città di Sesto San Giovanni. Una gara su strada che ha visto transitare tutti i mostri sacri del tacco e punta, in campo maschile da Dordoni a Pamich, da Damilano a Perricelli, fino a Brugnetti, figlio della stessa Sesto che la classica l’ha mai vinta. Al femminile con Salce, Salvador, Giordano, Sidoti, Perrone. Ho citato solo i nomi di marciatori italiani, ma da quelle parti sono transitati campioni di ogni nazione.

Da parecchi anni il campo di Via Nino Bixio, è unicamente dedicato all’atletica, altri sport non sono contemplati. Una sorta di piccolo eden, dove con il trascorrere degli anni sono transitati sotto le grinfie dei tecnici Roberto Vanzillotta e Antonio La Torre moltissimi atleti, alcuni hanno vestito la anche la casacca della nazionale. Si va da Stefano Malinverni (bronzo nella 4×400 a Mosca), all’altista Sandra Fossati, dai marciatori Raffaello Ducceschi, Alessandro Gandellini e Francesco Galdenzi a Ivano Brugnetti, sino ai giorni nostri con Alessia Trost, non scordandoci di Chiara Vitobello ed Elena Sordelli. 

Il problema assai gravoso riguarda appunto la struttura che dal 1° giugno potrebbe passare nelle mani della Pro Sesto Calcio, unica società che ha risposto all’avviso pubblico lanciato dal Comune che non intende più accollarsi alcuna spesa per la gestione dell’impianto. A questo punto si tratta di cancellare una vocazione atletica addirittura ventennale in un campo che vede una moltitudine di ragazzini delle scuole come frequentatori, persone che alla fine del lavoro si presentano per sgranchirsi le gambe e anche atleti della categoria disabili.

La stessa Chiara Vitobello finalista nel 2010 a Moncton (Mondiali under 20) ha scritto una lettera aperta e tramite il quotidiano “Il Giorno” si è potuto apprendere quanto la stessa ex azzurra ha scritto: “pensare che generazioni future non possano godere allo stesso modo di questa eccellente e sana realtà mi rattrista davvero molto”.

C’è da rimanere allibiti per l’ennesima volta, specie se si pensa che campi di atletica a Milano sono già al collasso, ovvero n’è rimasto solo uno praticabile il XXV Aprile di Milano, chiuso in questi giorni per coronavirus.