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Eyob Faniel, così si allena a Bassano del Grappa il primatista italiano di maratona

Alberto Chiavacci / Travel Marathon (Eyob Faniel con il suo staff dopo il record italiano registrato a Siviglia)
Di: Walter Brambilla

Aveva chiuso il 2019 con un autentico botto. Eyob Fanel aveva stupito tutti, forse anche se stesso, andando a vincere una classica di fine anno: la “Boclassic” di Bolzano. Trovare un italiano sul gradino più alto del podio, significava andare indietro di più lustri. Quel pomeriggio anche i più scettici avevano capito che il ragazzo scoperto da “Spino” Chittolini e plasmato da “Rero” Pertile, aveva fatto il cosiddetto salto di qualità. Poi è arrivata la mezza maratona di Siviglia a fine gennaio che Eyob vinceva in 1h00’44” (terzo italiano di sempre dietro a Berradi e Mazza). Il “crono” è un altro segnale importante per l’obiettivo che si era prefisso: le Olimpiadi. Con grande voglia Eyob macina altri chilometri e il 23 febbraio torna sul luogo del delitto: Siviglia. Quel giorno si corre la maratona. Mentre l’atletica italiana consuma all’interno dell’impianto indoor di Ancona il suo ultimo giorno di gioia e di competizioni prima del “morbo”, al termine della mattinata il DT Antonio La Torre si sostituisce allo speaker ufficiale annunciando al microfono dell’impianto sportivo il nuovo record italiano di Eyob Ghebrehwivet Faniel: 2h07’19”. Poi passa il microfono a Stefano Baldini che deteneva il primato dal 22 aprile del 2006 a Londra (2h07’22). Una festa sugli spalti.

Eyob fissa subito il programma per arrivare sino a Tokyo 2020, passando per la mezza maratona mondiale. Poi… poi… sappiamo tutti come stanno andando le cose. Lui si è rintanato nella sua Bassano del Grappa tra gli affetti della compagna e di sua figlia Wintana, tre anni mezzo, un’età bellissima da assaporare giorno per giorno. Leggiamo cosa ci ha detto al telefono:

Sono d’accordo con lo spostamento di un anno dei Giochi, la mia paura è che fossero addirittura annullati. Speriamo che questo incubo finisca presto. La decisione è giustissima, prima di tutto la salute. Dopo la maratona  di Siviglia mi sono allenato per una settimana, pensavo di correre la mezza maratona mondiale, in seguito al riposizionamento ad ottobre della prova sui 21,097, mi sono preso due settimane di recupero totale”.

Tokyo l’estate del 2021 ha fatto il resto.

Riesce ad allenarsi?

Sì, una volta al giorno, vado al Campo di Atletica a Bassano, sono solo, corro in pista, oppure in un perimetro esterno di circa 500 metri. Non è di certo il massimo per un maratoneta, mi considero comunque fortunato. Sia ben chiaro: Ho in tasca tutte le certificazioni che mi servono”.

Se tutto andrà bene dal 31 maggio si potrà parlare nuovamente d atletica. Ha già preso in considerazione qualche appuntamento?

Nella seconda parte dell’anno abbonderanno (se va tutto bene N.d.r.R.) le corse su strada, mi sembra ovvio, prevedere una maratona. Di quelle “grandi” come: New York, Londra, Boston, tanto per citarne qualcuna. Deciderò con il mio manager Marcello Magnani

Durante l’inverno è stato ad allenarsi in Eritrea sua nazione d’origine, ha ancora parenti nel Corno d’Africa?

“Sì, una nonna e dei cugini che visito quasi tutti gli anni. Vivono ad Asmara dove le persone meno giovani parlano ancora l’italiano”.

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