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Due chiacchiere con Yeman Crippa

17 Ottobre, 2017
Foto Giancarlo Colombo

Domenica 15 ottobre Yemaneberhane Crippa ha compiuto ventuno anni. Un tempo a quell’età si diventava maggiorenni, da qualche decennio si diventa a 18. Yeman “bracciodestrodidio” Crippa maggiorenne lo è diventato molto prima. Il suo arrivo in Italia dall’Etiopia avviene quando il bimbo che accudiva alle mucche aveva cinque anni, la sua storia è nota nel nostro mondo e sventagliata ai quattro venti da tutti i media.

Ventuno anni sono un’età importante, specie per un atleta. A 23 anni Francesco Panetta è divenuto vice campione europeo nelle siepi, Alberto Cova a 24 campione Europeo, e via dicendo. Karsten Warholm, norvegese, specialista, dei 400 e 400hs ha vinto l’oro agli ultimi mondiali di Londra nel giro della morte con ostacoli, all’età di 21 anni!

Tutto questo per dire che Yema non deve perdere il treno sul quale è salito. E’ certamente un personaggio ancora da scoprire, ma da lui la stagione (estiva) scorsa si poteva pretendere qualcosa in più. Il tempo realizzato sotto tetto a febbraio 13’23”99 nei 5000 era una sorta di splendida certezza che d’estate il ragazzo trentino, allenato da Massimo Pegoretti, avrebbe realizzato un tempo magari sotto i 13’20” e sarebbe filato diritto a Londra. Invece, qualcosa si è inceppato. L’estate è trascorsa quasi senza di lui. Si è rifatto vivo a Trento (Giro al Sas) con una buona prestazione, a dimostrazione potrebbe essere partito con il piede giusto.

Si è appurato che ha vissuto per tre settimane nella periferia di Addis Abeba (Etiopia) e s’è allenato con gli amarici capitanati dal campione del mondo dei 5000 Mukhtar Edris. Edris è uno che si fa un “mazzo” così! Ha sentenziato Yema dopo la conclusione della classica su strada trentina. Rivisto una settimana dopo a Rovereto, questa volta in veste di spettatore non troppo attento durante il Giro Podistico Internazionale, ha informato che l’obiettivo stagionale (inverno) saranno i Campionati Europei di cross di Samorin (Slovacchia) a dicembre.

Con le corse attraverso i campi Yema ha un feeling particolare: due ori individuali tra gli juniores e un bronzo lo scorso dicembre a Chia (Sardegna) tra gli under 23. Yema Crippa ha un carattere vincente, tosto, uno che difficilmente si rassegna al secondo o terzo posto. Il problema è che le sirene della vita di tutti i giorni possono riservare distrazioni specie agli atleti. Proprio per questo motivo lo stesso ragazzo ha annunciato che si sorbirà altre tre settimane in quota, questa volta in Kenya. “Si corre e basta” ha ammesso la promessa italiana del mezzofondo prolungato. Crediamoci. Samorin in Slovacchia è dietro l’angolo: il 10 dicembre.