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Il coraggio di Antonio La Torre

Foto Giancarlo Colombo
Di: Walter Brambilla

Ci vuole una buona dose di coraggio. Quando si era insediato, aveva dichiarato: “Io ci metto la faccia”. Il personaggio in questione è il DT della nazionale azzurra Antonio La Torre, il “prof” come lo chiamano, o meglio chiamavano i suoi allievi alla “Statale” di Milano. Che fosse una persona sicura di se, chi scrive, può sempre dichiararlo apertamente, visto il numero di anni che lo conosce e lo frequenta. Rivoluzionario quel tanto che basta, solo in un’occasione le nostre opinioni erano completamente divergenti. Acqua passata, adesso l’impegno con la Coppa Europa è dietro l’angolo, nel prossimo fine settimana,  lui sempre più bianco di capelli e sempre meno saggio che ha fatto? Ha sparigliato le carte, ha convocato atleti che, forse, in pochi al suo posto avrebbero osato fare. Non ha guardato in faccia a nessuno, non ha risposto al cellulare, avrà probabilmente anche alzato la voce, ma la formazione l’ha fatta. Punto.

Giovani, imberbi, alla prima apparizione in nazionale, faranno il loro esordio azzurro in Coppa Europa. Ci sono ben nove matricole: Antonio Cassano, Eloisa Coiro, Chiara Gherardi, Dalia Kaddari, Alice Mangione, Stefano Sottile (2,33 in alto…) Matteo Spanu, Francesca Tommasi e Marta Zenoni. Le velociste Kaddari e Gherardi sono nate nel 2001. Diciassette elementi della nazionale azzurra hanno partecipato ai campionati europei under 23 di due anni fa nella stessa località di Bydgoszcz. Quattro di questi sono saliti sul podio. Due atleti doppieranno l’impegno: Yeman Crippa che sulla carta è il favorito nei 5000, sarà in gara anche nei 3000, Marta Zenoni nei 1500 e nei 3000, pure dalla bergamasca sono attesi punti pesanti. Si cercherà di incamerare numeri preziosi nelle gare sprint mentre siamo abbastanza carenti nel mezzofondo veloce, specie in campo maschile, ma nelle staffette potremmo dire la nostra con le stelle Jacobs e Re, anche senza Pippo Tortu e Gimbo Tamberi ancora in bacino di carenaggio,

Due sono i personaggi antichi della spedizione, il mai domo 38enne triplista lombardo Fabrizio Schembri, uomo sicuro oltre i 16 metri, e Chiara Rosa con la 52ª presenza in azzurro. L’Italia di Antonio La Torre ha pescato moltissimo tra i giovani guidati da Tonino Andreozzi, personaggio schivo, mai sotto le luci della ribalta, capace di lavorare nell’ombra (era secondo anche di Stefano Baldini nello scorso quadriennio) e portare molto spesso risultati. In finale in Polonia ci sono 12 squadre attenzione quest’anno retrocedono in cinque, lo scopo è quello di riportare ai fasti di un tempo la Coppa Europa con otto squadre finaliste. Di conseguenza non sarà facilissimo evitare la retrocessione, rimanere tra le otto migliori del Vecchio Continente è motivo d’orgoglio.

Tre giorni di gare. Da venerdì a domenica. Incrociamo le dita. Tutto ciò mentre domenica 4 agosto è quasi passato sotto silenzio l’anniversario del salto di 2,01 di Sara Simeoni (39 anni fa!) a Brescia (record del mondo).

Avviso ai naviganti. Zona mista sarà anticipata nella giornata di lunedì con il commento riguardante gli Europei a squadre (Coppa Europa). Per poi prendersi un breve periodo di sosta e ripresentarsi il 28 agosto (dopo il Palio della Quercia di Rovereto):

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