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Sebastian Coe

Accadde… domani: le corse che furono, in questi stessi giorni 

Foto: Colombo
Di: Danilo Mazzone
Da sabato 6 a venerdì 12 giugno, ecco cosa accadde negli stessi giorni che stiamo vivendo. 
6 giugno: duello keniano alla maratona di San Diego 2004, dove vince Joseph Ngolepus; 7 giugno: record europeo juniores sugli 800 m di Andreas Busse con 1’45”45 (1978); 8 giugno: al Golden Gala 1995 il mondiale di  Moses Kiptanui sui 5.000 m: 12’55”30; 9 giugno: nel 2007, Lorna Kiplagat vince la prima 10 km di New York per sole donne; 10 giugno: a Firenze, nel 1981, il record mondiale di Sebastian Coe sugli 800 m: 1’41”73; 11 giugno: a Bergen (Norvegia) la turca (ex etiope) Evan Abeylegesse porta il record mondiale dei 5.000 m a 14’24”68; 12 giugno: nell’ottagonale di marcia 1993, a Eschborn (GER), si accende la stella di Michele Didoni.

Dentro a certi nomi e tempi si annida un po’ di nostalgia. Basterà pensare al 10 giugno 1981 e a Sebastian Coe che quella sera emoziona (in diretta TV) gli spettatori con il mondiale sugli 800 m in 1’41”73, primo a scendere sotto il limite di 1’42”00. O alla vittoria di Annarita Sidoti nell’ottagonale di Eschborn (Germania), il 12 giugno 1993, quando fra gli juniores vinse Michele Didoni. 

6 giugno 2004 – Fa caldo, a San Diego (Usa, California), dove si corre la Rock and Roll marathon, ma fra una melodia country e un’altra Joseph Ngolepus riesce a distanziare Ondoro Osoro, uno degli esordienti più veloci di tutti i tempi, e a vincere in un discreto 2:11’04”. Fra le donne vince la russa Titova (2:33’23”). 

7 giugno 1978 – Andreas Busse, “l’etiope della Germania Est” (così chiamato per l’eleganza di corsa in gara) stabilisce a Ostrava (TCE) il record europeo juniores sugli 800 m con 1’45”45. Si migliorerà, nel 1980, con 1’44”72. Non molto fortunato all’Olimpiade di Mosca, dove del resto lui e il connazionale Jurgen Straub se la devono vedere con la coppia d’assi Coe-Ovett. Sarà quarto nei 1.500 m e quinto negli 800 m. Riuscirà a correre i 1.000 m in 2’15”25, per molti anni una delle migliori prestazioni di tutti i tempi, e 3’34”10 sui 1.500 m. 

8 giugno 1995 – Il giugno 1995 è davvero pirotecnico in quanto a record. Per la terza volta a Roma si stabilisce un record mondiale sui 5.000 m dopo l’allora sovietico Vladimir Kuts (13’35”0 nel 1957) e il marocchino Said Aouita (12’58”39 nel 1987). La platea suggestiva del Golden Gala fa da cornice all’impresa del keniano Moses Kiptanui, che aspetta gli ultimi cinquanta metri per vincere in 12’55”30, crono che migliora il 12’56”96 di Gebrselassie. Ed è un ordine d’arrivo sontuoso con il secondo posto di Daniel Komen, al mondiale junior con 12’56”15, e il terzo dell’etiope Worku Bikila (12’57”23). Settimo è Genny Di Napoli (13’17”46), quattordicesimo Stefano Baldini (13’42”44). Moses fino a quel momento era considerato il re delle siepi. Si conferma padrone anche in una distanza senza ostacoli né barriere con l’acqua. 

9 giugno 2007 – Nomi d’eccezione per la 10 km femminile di New York (USA). Le corse in rosa non sono ancora molto diffuse, e fa da apripista, come da tradizione, la Grande Mela. E le attese non vanno deluse, perché, in quanto a profondità di risultati, la competizione è eccellente. L’ex keniana naturalizzata olandese Lorna Kiplagat trionfa in prossimità di Times Square in 32’10”, dovendosi guardare dalla sorpresa della giornata, la neozelandese Kimberley Smith (32’18”). Terza la nippo-inglese Mara Yamauchi, 32’21”, quindi quarta l’australiana Benita Johnson (32’21”). È quinta una runner assai conosciuta anche in Italia come la lettone Jelena Prokopcuka, 32’26”.

10 giugno 1981Sebastian Neowald Coe (nella foto) è già un simbolo del mezzofondo mondiale, ma è ancora alla caccia dei record. E l’impresa, sugli 800 m, arriva in una calda serata toscana di inizio estate a Firenze. C’è il keniano Billy Konchellah ad aiutarlo. Ai 200 m si capisce subito che l’andatura è veloce: 24”4. Konchellah esegue alla perfezione il compito da “rabbit” passando al primo giro in 49”7. Ora tocca all’elegante inglese, che non cede, e raggiunge i 600 m in 1’15”0. Strenuo l’ultimo rettilineo, la voce di Paolo Rosi, in diretta TV grida “1’41”73, record mondiale!”. Per la prima volta un mezzofondista scende sotto il limite di 1’42”00. Sebastian migliora… il Coe di circa due anni prima, 1’42”33 a Oslo, il 5 giugno 1979. 

11 giugno 2004 – A Bergen (Norvegia) la turca (ex etiope) Evan Abeylegesse corre i 5.000 m in 14’24”68, record mondiale. Evan parte molto veloce (giri di 67”7 ai primi 400 m), cala un po’ ai 2.000 m (5’47”36), ma riesce a tenere con un ultimo mille in 2’54”25 che le fa tagliare il traguardo con circa quattro secondi di miglioramento nei confronti della cinese Jang Bo (14’28”09). Il record durava dal 23 ottobre 1997 e, parlando chiaro, si portava dietro un certo “stigma” di immagine. Ed è grande, al secondo posto, una giovane Tirunesh Dibaba. L’etiope realizza il record mondiale al limite dei 19 anni con 14’30”88. Terza la sorella Ejagayehu, 14’32”74. Al quinto posto un mito come Derartu Tulu, 14’46”51. Una delle più grandi gare femminili sulla distanza.

12 giugno 1993 – Si disputa a Eschborn (Germania) un incontro ottagonale di marcia su strada. Viene nostalgia a pensare al successo di Annarita Sidoti sui dieci chilometri. La piccola siciliana stringe i denti, ma alla fine trionfa in 42’41” per soli sei secondi davanti alla russa Ramazanova, 42’47”. Nella gara juniores si mette in luce un nome nuovo, Michele Didoni. Il “ragazzo di Quarto Oggiaro” si impone sui 10.000 m in 41’21” davanti al russo Esipchuk, 41’33”. È il primo successo internazionale di un certo peso. Due anni dopo, a Goteborg, Michele si laureerà campione mondiale in una giornata storica per il “tacco e punta”. Nei 35 km (distanza inconsueta) il polacco Robert Korzeniowski colleziona un altro record mondiale, vincendo in 2:28’30” davanti agli spagnoli Massana e Plaza. Dominio messicano nella 20 km maschile, con 1-2 di Bernardo e Garcia.    

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