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Accadde… domani: le corse che furono, in questi stessi giorni

Foto Giancarlo Colombo
Di: Danilo Mazzone
Da domenica 16 a giovedì 20 agosto, ecco cosa accadde negli stessi giorni che stiamo vivendo.

Per tanti anni Ferragosto (e dintorni) per gli appassionati ha significato “Zurigo”, inteso come meeting di atletica, possibilità di seguire le sfide tra i più grandi in un’epoca in cui questo poteva accadere altrimenti solo nei Giochi olimpici o campionati europei, e niente negli anni dispari. Poi vennero anni di corse su strada ricche (anche in Italia) dove i migliori facevano passerella e passavano alla cassa. Potevi vedere all’opera gli emergenti, che tempo un paio di stagioni non avresti più visto, perché saliti ai piani alti della maratona. Queste righe ricordano due di questi casi:

il marocchino di Brooklyn Khalid Khannouchi, che diventerà il primo a scendere sotto le 2:06’00” in maratona, e il keniano Martin Lel (nella foto), che vincerà tre volte a Londra e due a New York.

 

16 agosto 1998 – Khalid Khannouchi, prima di diventare re della maratona, diventa re di Falmouth (USA) in occasione della classicissima del Maine che tocca alcuni fari sul mare come in un romanzo di Virginia Woolf. Il marocchino di Brooklyn vince in 31’48” (11,6 km) davanti al keniano John Korir. Fra le donne si afferma il grande nome della keniana Catherine Ndereba.

 

17 agosto 2001 – Appuntamento a Zurigo (SUI), con il meeting internazionale che non tradisce le attese al Letzigrund. Così, spinto dal grande tifo, Andrè Bucher vince gli 800 in 1’42”55, migliorando il record nazionale. L’elvetico è autore di 250 metri finali al fulmicotone, tali da fargli superare concorrenti agguerriti che concludono tutti con le migliori prestazioni nazionali: Jean Patrick Nduwimana (Burundi) è secondo con 1’42”81, Wilfred Bungei (Kenya) terzo con 1’42”96, e Yurij Borzakovskiy (Russia) solo sesto in 1’43”30. Nei 1.500 m il marocchino Hicham El Guerrouj fa a lungo pensare al record mondiale, poi vince in 3’29”06 davanti al keniano Bernard Lagat, 3’30”61. Grandissima gara del marocchino Brahim Boulami nelle siepi: con 7’58”50 è a un nulla dal mondiale. Nei 3.000 m femminili Olga Yegorova riesce a beffare la romena Gabriela Szabo: 8’23”26 contro 8’24”08. Quinta Paula Radcliffe in 8’28”07.

 

18 agosto 2000 – Peccato davvero per la vicenda di doping, perché l’algerino Ali Saidi Sief a cavallo del nuovo millennio rappresentò molto per il mezzofondo. La riprova, il 18 agosto 2000, in occasione del meeting di Monaco-Montecarlo. Quel giorno Ali, nei 3.000 m, passa agli 800 m in 1’55” e chiude in 7’25”02, allora terza prestazione mondiale di tutti i tempi, precedendo di una manciata di metri il belga ex marocchino Mohamed Mourhit, che, a sua volta, stabilisce il primato continentale con 7’26”62, mentre terzo è un frastornato Daniel Komen in 7’28”92. Nei 1.500 m si impone William Chirchir del Kenya in 3’31”02 davanti allo spagnolo Diaz, 3’31”48. Bernard Barmasai vince i 3.000 siepi in 8’02”76 davanti al marocchino Brahim Boulami, che stabilisce il record nazionale con 8’02”90. Angelo Carosi è tredicesimo con 8’28”81. Parata di stelle nei 3.000 m femminili, vinti da Lydia Cheromei (Kenya) in 8’30”80 davanti all’eterna Tegla Loroupe, 8’30”95, e alla marocchina Asmae Leghzaoui, 8’33”85. Decima Roberta Brunet in 8’52”60.

 

19 agosto 2001 – Nella classica 10 km di Scicli (AG) neanche i saliscendi e le colline lungo il percorso spengono gli ardori del keniano Martin Lel, che domina i dieci chilometri in 28’45” davanti al connazionale Robert Cheruyot, 29’24”, e al qatariano Shami, 29’24”. Una vittoria netta, mai in discussione. Di lì a poco il runner di Kapsabet prenderà letteralmente il volo in maratona, affermandosi due volte a New York e tre volte a Londra, dove nel 2008 ottenne il personal best di 2:05’15”. Un agonista straordinario, un vero maratoneta nel senso classico del termine.

 

20 agosto 2006 – Si concludono a Smirne (TUR) le Universiadi, dai cui risultati emerge il “triplete” dell’ugandese Wilson Busienei, che, incurante del grande caldo, vince i 5.000 (13’38”51), 10.000 m (28’27”57) e mezza maratona (1:03’47”). Un po’ di gloria per la Turchia nei tremila siepi vinti da Hali Akkas (8’30”16). La distanza riserva sorprese in campo femminile: invece delle africane si afferma l’ungherese Livia Toth in 9’40”37. Nona è Agnes Tschurtschenthaler (10’12”54). Nella mezza maratona femminile, condizionata dall’afa, è prima la sudcoreana Lee Eun-Jeong in 1:14’31”, capace di vincere il derby del 38° parallelo con Jang Son Ok, 1:14’50”.

 

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