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Corsa e jet lag: i segreti per vincere il fuso

28 Febbraio, 2017
Foto: 123RF

Correre dall’altra parte del mondo è un traguardo ambizioso, ma molti podisti sono spaventati dagli effetti negativi del fuso orario. Ecco alcuni accorgimenti da mettere in atto prima, durante e dopo il viaggio.

Tra i sintomi più comuni del jet lag troviamo: stanchezza fisica e mentale, disordini del sonno, mal di testa, irritabilità, diminuzione della concentrazione e disturbi gastrointestinali. Alla base del jet lag vi è l’alterazione delle oscillazioni periodiche delle funzioni biologiche, come temperatura, frequenza cardiaca, pulsatilità ormonale e pressione arteriosa. L’oscillazione giornaliera di queste variabili fisiologiche viene indicata come ritmo circadiano e la modifica della struttura temporale dei ritmi circadiani può portare anche a un peggioramento della prestazione fisica e mentale in gara.

La velocità di adattamento al cambiamento di fuso è in parte soggettiva e in parte modificabile: può essere velocizzata da alcuni comportamenti e può essere più o meno rapida in funzione della direzione del volo. Quattro consigli per ridurre gli effetti negativi del jet lag:

Nei giorni precedenti la partenza spostare l’orario degli allenamenti alla sera.

Appena atterrati, se possibile adeguarsi subito al ciclo sonno-veglia del luogo e all’orario dei pasti. Una breve corsa nel tardo pomeriggio può attivare il sistema nervoso e facilitare il recupero post volo.

Allenarsi il primo mattino post volo intercontinentale ricercando un orario simile a quello della gara.

Curare l’alimentazione e l’idratazione, evitando sostanze eccitanti o cene molto caloriche che possano ritardare l’orario di addormentamento.

Nota: Questo testo rappresenta una sintesi del servizio “Corsa e jet lag: i segreti per vincere il fuso”, di Huber Rossi, pubblicato su Correre n. 389, marzo 2017, alle pagine 24-26.

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