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Zurigo 2014: Meucci come Bordin e Baldini

17 Agosto, 2014

L’ultima giornata di gare regala all’Italia un oro pesantissimo: Daniele Meucci si laurea Campione Europeo di maratona in una Zurigo finalmente soleggiata dopo tanta pioggia e tanto freddo.
L’ingegnere pisano è diventato il terzo maratoneta italiano capace di vincere il titolo europeo dopo Gelindo Bordin a Stoccarda 1986 e Spalato 1990 e Stefano Baldini a Budapest 1998 e Goteborg 2006.
Il 28enne allenato da Massimo Magnani ha lanciato il suo attacco poco prima del 35° km proseguendo gli ultimi 7 km in solitario. Daniele ha completato la sua cavalcata sul lungolago zurighese in 2:11’08” sostenuto dal numeroso pubblico accorso nel pieno centro della città elvetica.
Il polacco di origini etiopi Yared Shegumo ha vinto la medaglia d’argento in 2:12’00” precedendo il russo Aleksey Reunkov (2:12’15”). Meucci ha stabilito anche il suo record personale migliorandosi di quasi un minuto rispetto al 2:12’03” stabilito lo scorso anno a New York dove fu il primo degli atleti europei.

Ora il pisano ha una medaglia per ogni colore a livello europeo: bronzo a Barcellona 2010 sui 10.000 m, argento a Helsinki 2012 sui 10.000 e oro nella maratona a Zurigo 2014.

La Russia ha vinto la Coppa Europa a squadre davanti alla Francia e alla Svizzera. L’Italia ha concluso al quarto posto grazie all’ottimo settimo settimo posto di Ruggero Pertile in 2:14’18” e al 32° posto del 22enne Michele Palamini in 2:21’32”.

La medaglia è più bella quando arriva inaspettata. Ho capito di poter vincere nell’ultima salita. Ho corso senza guardare l’orologio ma secondo le mie sensazioni. Intorno al 35° km Massimo Magnani mi ha detto di partire all’attacco. Io avevo qualche dubbio perché mi sembrava troppo presto. Ho ascoltato il suo consiglio e ha avuto ragione. Ringrazio lo splendido pubblico che mi ha sostenuto lungo il tracciato. Non mi ha fatto sentire la fatica. Il percorso mi ha ricordato quello dove mi alleno a Cascina non lontano da Pisa. Ha le stesse pendenze. Le salite si sono fatte sentire ma per fortuna nei primi due giri le ho affrontato senza spingere al massimo ” queste le prime parole di Meucci dopo aver tagliato il traguardo.

Dopo New York ho capito che la maratona era la strada giusta. Ho un progetto preciso di quattro anni che mi porterà fino a Rio. Questa è appena la mia terza maratona e ho ancora tanta strada da fare in una disciplina che ha sempre regalato grandi campioni all’Italia. Preferisco vincere medaglie piuttosto che correre grandi tempi.

Meucci si era classificato sesto mercoledì nei 10.000 metri: “Non ho mai pensato ad una medaglia. Li ho corsi solo per sbloccarmi. La pista continua a piacermi e correrò ancora dei 10000 ma mi sto innamorando delle gare su strada”
Il maratoneta pisano si divide tra l’atletica e il Dottorato di ricerca all’Università di Pisa dopo aver conseguito la laurea in Ingegneria dell’Automazione. “Gli studi mi hanno permesso di non pensare solo all’atletica. L’atletica mi ha permesso di studiare. Atletica e studi vanno di pari passo”.

Qui a Zurigo c’erano anche i miei due bambini Dario e Noemi e la mia compagna Giada. Durante la gara ho incrociato lo sguardo di Dario”.