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Foto Giancarlo Colombo

Zona mista – Speciale Mondiali: Abbiamo vinto noi

E’ stata una delusione per l’Italia? Sì. Sono stati mondiali all’insegna di Usain Bolt? Sì. Senza primati del mondo? No. Uno è arrivato da Ashton Eaton (Usa) nel decathlon che per chi non lo sapesse è una disciplina che si dipana in due giorni, si tratta di partecipare a 10 gare, cinque il primo giorno altrettante il secondo.

Non voglio trattare questo argomento ma segnalare, cari amici, che se guardiamo bene la classifica degli azzurri ci accorgiamo che dei quattro finalisti, tre arrivano dalla strada e uno dalla pista. Allora diciamolo sino in fondo abbiamo vinto noi, che ci sentiamo rappresentati da Ruggero Pertile, 41 anni, quarto nella maratona, che piange di gioia all’arrivo. D’accordo “Rero” avrà avuto tutte le possibilità del mondo di allenarsi bene, ma la sua grande figura l’ha fatta. Così come Daniele Meucci, ottavo, con problemi difficili da affrontare durante una maratona, come quelli di correre al bagno e poi recuperare. Bene o male anche se il ragazzo può fare di più, è sempre campione d’Europa in carica.

Poi la marcia di 20 km, tralasciando la squalifica di Eleonora Giorgi e Elisa Rigaudo che ad ogni buon conto lottavano per il terzo posto, non nelle retrovie, ci ha pensato Antonella Palmisano ad arrivare zoppa, ma al quinto posto.

Allora abbiamo vinto noi che tutti i giorni ci mettiamo le scarpe non chiodate e andiamo a correre dove ci capita, non siamo di certo schizzinosi, basta una strada, un prato, un campo, non importa se in salita o in discesa, lo facciamo da soli o magari in compagnia. Ripeto: abbiamo vinto noi!

Ci chiamino pure tapascioniValeria Straneo (anche lei non di primo pelo come età) che ha cominciato a cogliere successi vicino alle 40 primavere.

Non ci sentiamo vicini a quelli che durante l’anno soggiornano all’estero magari in posti caldi e affascinanti, scelti per allenarsi alla grande, magari con tecnici stranieri e poi fallire al momento più importante. Tutto qui. Mi pareva giusto sottolinearlo, come l’ottavo posto di Gianmarco Tamberi nell’alto.

Per farsi notare forse sarebbe opportuno in una finale arrivare a saltare 2,30 (ha un record di 2,37, fatto all’inizio di agosto) e lasciare perdere la mezza barba. Salta come sai fare, pubblico e telecamere ti seguiranno lo stesso!

P.S. I Mondiali cinesi li ho potuti seguire in televisione su emittenti straniere, questo nelle ultime 5 giornate. Guardando facebook (la cloaca massima dell’informazione e della controinformazione) ho potuto apprendere che nel nostro mondo, specie nei giorni del mondiale, sono tutti tecnici, tutti giornalisti e tutti telecronisti, né più né meno di quello che accade nel calcio dove in Italia, si sa, si contano 60 milioni di Commissari Tecnici.!!