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Zona mista – Sono brave ragazze

Non ce ne vogliano i maschietti, ma le donne d’Italia tengono alto il nostro vessillo. Ci ha pensato ieri sera Libania Grenot ad imporsi in un 400 che di certo non passerà alla storia per come è stato conquistato e per il risultato cronometrico in sè. L’importante era però aggiudicarsi, finalmente, una vittoria dopo che Francia e Gran Bretagna stanno facendo man bassa di risultati in ogni dove. In più ci aggiungiamo che la reginetta di questi Europei è senz’altro l’olandese Dafne Schippers, così come avevo previsto in sede di presentazione di questi bagnati e infreddoliti campionati continentali in una splendida Zurigo.

Libania Grenot, dicevamo, una guerriera, così si è definita la figlia di Cuba che viva stabilmente gran parte dell’anno in Florida (beata lei) alla corte del guru Loren Seagrave (presente come tecnico in terra elvetica). Seagrave l’ha plasmata, l’ha fatta lavorare alacremente tutti giorni che il buon Dio ci manda in terra e l’ha trasformata da atleta insicura in una macchina da guerra. Buon per lei che è partita allo sparo come un missile ingoiando le avversarie con un passaggio ai 200 a ritmi elevatissimi, per poi resistere al ritorno delle avversarie e pur cedendo vistosamente negli ultimi metri si è messa al collo un oro atteso da tutta la nostra delegazione come una manna. Il suo crono 51”10.

Questa mattina a riscaldarci i cuori ci ha pensato mamma Valeria Straneo. Un secondo posto dietro alla francese Christelle Daunay, che tra l’altro l’aveva battuta sia a New York lo scorso novembre e pure nella mezza maratona a Copenaghen a marzo. Valeria e la transalpina hanno corso una gara incredibile, su un tracciato difficilissimo, con salite e discese spezzagambe, entrambe hanno concluso con un tempo da grande maratona internazionale.  Valeria Straneo con 2:25’27” ha realizzato lo stesso tempo ottenuto alle Olimpiadi di Londra del 2012. La lotta tra le due “mature” signore (Valeria ha 38 anni, Christelle che è nata a Le Mans, 40), è stata affascinante. Due attacchi dell’azzurra sulla salita e due immediate risposte di Christelle. L’affondo della maratoneta d’Oltralpe al 40º km, come lo scorso anno ai Mondiali quando l’alessandrina arrivò seconda alla spalle della keniana Kiplagat. Questi i due momenti significativi della maratona.

Valeria ha sofferto di crampi nel finale, ma ha stretto i denti e un argento l’Italia se lo porta a casa, compresa la vittoria a squadre (non fa medaglia) con Anna Incerti quinta in 2:29’58”, Nadia Ejjafini, dodicesima, in 2:29’58”, Emma Quaglia quattordicesima in 2:32’45”; Debora Toniolo, sedicesima, 2:33’02”, 40ª Robalba Console in 2:43’40”.