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Foto Giancarlo Colombo

Zona mista – La Classica Cinque Mulini (one lap more)

E venne il giorno della Cinque Mulini. Mettersi nel 2015 a rifare la storia della più antica e celebrata gara di corsa campestre ci pare fuori luogo e non al passo con i tempi.
Allora in sede di presentazione dell’avvenimento che avverrà per l’83ª volta domenica 15 febbraio cominciamo col dire che forse ritorna Paul Tergat.

Chi? Si chiederanno i neofiti del cross. Eccovi accontentati: Paul Tergat è il keniano pluridecorato campione mondiale di corsa campestre, iridato per cinque volte consecutive, argento alle Olimpiadi e ai Mondiali nei 10.000 ex primatista del mondo della maratona, campione mondiale di mezza maratona.

Sì, proprio lui. Ma si è ritirato da tempo, diranno i più informati! Certo, ma questa volta, se viene, arriva in veste di accompagnatore, porterà quattro giovani keniani che secondo Paul potrebbero essere il futuro della specialità.

L’atleta nato nel 1969 nella seconda metà degli anni Novanta era l’uomo più ricercato nelle gare di cross, nelle mezze maratone e nelle kermesse su strada.
Simpatico, disponibile, sempre pronto a firmare autografi e rilasciare interviste, a San Vittore Olona arrivò nel 1998. Da Nairobi sbarcò a Linate il sabato mattina. Trascorse tutto il pomeriggio acquartierato nella stanza dell’hotel che l’ospitava. La domenica si presentò al via.

La gara era di quelle che lasciano il segno. Lui era il grande favorito, ma i vari Ramaala, Tadesse e Bett non avevano intenzione di rendergli la vita facile.

La corsa transitava all’interno dello stadio del cross, su più giri. Successe che all’ingresso del penultimo giro Paul lanciò una volata irresistibile, di quelle che lui sapeva fare, che non perdonano.
Il sottoscritto che raccontava la Cinque Mulini al microfono si accorse dell’errore e avvisò Paul urlando: “one lap more”. Paul udì il richiamo, rallentò, si fece raggiungere dagli avversari che poi regolò al giro successivo, ma per non incorrere in altri rischi li staccò prima di entrare nello stadio.

Terminata la gara Paul raggiunse velocemente l’aeroporto di Linate, riprese il volo per Nairobi. Toccata e fuga. Si comportò così tante altre volte. Un grande, anzi un grandissimo.

Particolare non indifferente ogni volta che m’incontrava ricordava l’episodio e alla fine giù una sonora risata per entrambi.
Questa è una delle tante storie che si raccontano in riva all’Olona.

E veniamo a domenica, sui prati lombardi vedremo l’etiope Mukhar Edris, già primo nel 2013, il keniano Kipchoge Birech che vanta un 7’58”41 nelle siepi, Alex Kibet, secondo lo scorso anno e Thomas Lokomwa vincitore dell’ultima Stramilano.

Tra le donne da seguire la campionessa europea di cross la britannica Gemma Steel e la lusitana Ana Dulce Felix.
Gli italiani? Questa è un’altra storia….

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