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Foto Giancarlo Colombo

Zona mista – Due note a pagina 41

Cerco di essere più esplicito: mi riferisco alla Coppa dei Campioni di cross che si è disputata a Guadalajara in Spagna, domenica 1° febbraio. L’Italia seniores era presente solo con una formazione femminile (Esercito) e le ragazze hanno svolto sino in fondo il loro dovere piazzandosi quinte.
Gli junior della Fratellanza Modena sotto la spinta dell’azzurrino Alessandro Giacobazzi si sono messi addirittura al collo il bronzo. Tutto qui? Sì, poche e striminzite righe piazzate sulla Gazzetta dello Sport (unico quotidiano che scrive di atletica) siglate pe. m: si tratta del collaboratore in loco Pedro Molero, che esegue gli ordini da Milano.

Allora facciamo un salto a ritroso nel tempo per spiegare, per chi non lo sapesse, cos’era la gara una ventina d’anni fa. Alla Coppa Campioni di corsa campestre è legato un po’ tutto il mondo del mezzofondo e fondo che negli anni ’80 spadroneggiava in lungo e in largo.
Allora vi erano le sfide infinite tra la Pro Patria targata Beppe Mastropasqua con i vari Cova, Panetta, Gozzano, Demadonna, Bernardini, Boffi che se la dovevano vedere con lo Sporting di Lisbona con i vari Mamede, Lopes, Canario, Domingos e Dionisio Castro.
Dispute che erano una lotta all’arma bianca, corride, faide, dove succedeva di tutto.

Quando organizzavano i lusitani preparavano il terreno a loro più consono. Sceglievano un meraviglioso tratto erboso in riva all’oceano Atlantico, ad Albufeira (Algarve/Sud del Portogallo), che all’inizio di febbraio poteva già mostrare i mandorli in fiore, oltre a qualche grado sopra la norma. In altre parole poteva fare caldo.

In una di queste sfide, pardon “faide” il mitico Giorgio Rondelli che già allora guidava alla grande i suoi ragazzi targati Pro Patria, si piazzò dietro a un dosso del percorso e non appena si accorse che i suoi a punti erano davanti al team di Lisbona, urlò: “siamo campiones”, pronta fu la risposta di uno di loro: “no, peones”. Tra l’altro esclamata durante la corsa.
Finì che la Pro Patria si piazzò seconda e qualcuno mandò il mitico Giorgio a farsi benedire. Non finì qui.

L’anno successivo i milanesi pensarono bene di mettere a posto le cose e allestirono loro la Coppa Campioni a Clusone, centro turistico montano lombardo in provincia di Bergamo.
La località era completamente innevata, con il termometro che oscillava di poco sopra lo zero, venne addirittura “costruita” una statua di ghiaccio…

Al primo giro Beppe Mastropasqua urlò: “Mamede settantesimo!!”. Vinse la Pro Patria. Erano altri tempi, altre sfide, che coinvolsero nel corso degli anni anche la Snia a livello femminile e successivamente la Paf di Verona con Bordin e Panetta, per ultimo la Cover di Verbania.
C’è anche un altro piccolo particolare non indifferente: le società come la Pro Patria, Paf e Cover non dimenticavano di invitare la stampa specializzata, particolare che adesso pare caduto in disuso.
Quest’anno a difendere i colori in campo maschile avrebbero dovuto esserci i ragazzi dell’Esercito, ma vista l’indisponibilità di Daniele Meucci (la maratona…) si è preferito soprassedere. Ogni commento sulla questione a questo punto è pleonastico.

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