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Zona mista: aspettando maratona e Stramilano

Domenica mattina ore 9,30. Piazza dei Mercanti a Milano (due passi due dal Duomo). Passano un paio di runner completamente ignorati dalle poche persone che sono nel centro storico della metropoli. Sulla piazza si staglia il lungo tendone della Stramilano.

Salgo su di un mezzo di superficie (tram) e vedo molte altre persone che corrono. Torno indietro con gli anni e penso: Com’è cambiato il mondo!. Quando si correva verso la metà degli anni Settanta, qualora fossimo passati per il centro storico della città meneghina, gli astanti ci avrebbero guardato con sorpresa, con spunti verbali ironici, per non dire altro. Allora abbiamo vinto? Beh, magari proprio di vittoria totale ancora non si può dire… Vedremo come andranno le cose dopo il mese più podistico dell’anno (uso il termine podistico benché desueto, ma lo usa Orlando Pizzolato, allora mi adeguo..) cioè a cavallo tra marzo e aprile con Stramilano e la Maratona di Milano, difficili da digerire, specie la seconda in un contesto che fatica a comprendere di lasciare l’auto a casa, visto che già per tutta la settimana Milano è off limits, in una ampia zona centrale.

Intanto cominciamo col dire che in molti corrono, con magliette e tute adeguate, per non parlare delle “ruote motrici” (scarpe) e questo va a nostro favore, poi per arrivare a “dominare” la città, una volta, al massimo due l’anno, c’è ancora da fare.

Poi torni a casa e scopri che alla Roma-Ostia erano in 15.000, in tantissimi anche a Brescia, Vigevano, S. Margherita Ligure e via dicendo. Alla Roma Ostia ci pare doveroso risegnalare la prestazione di Xavier Chevrier, valdostano allenato da Paolo Germanetto, cugino di Federico Pellegrino lo sciatore di fondo ammazza nordici, entrambi di Nus (Aosta).

Chevrier è un prodotto della corsa in montagna che fa vedere che anche questi specialisti sono in grado di cogliere tempi interessanti su distanze classiche come la mezza. Il suo “crono” 1:03’33” e assai probante, come si dice in gergo, uno che di professione fa l’agricoltore, che il lavoro di forza non lo fa di certo in palestre, ma nei campi, uno come i gemelli Dematteis che quando c’è da prendersi a legnate metaforiche in gara non si tirano indietro, ma quando c’è da aiutarsi pure.
Volete un esempio? I gemelli esordiranno in maratona a Roma, Xavier sarà il loro pacemaker. Imparare gente, imparare.

Portland. Il prossimi week end in programma ci sono i mondiali indoor di Portland nell’Oregon (Usa), la nostra nazionale ci arriva con uno sparuto gruppetto di atleti: cinque. Tre saltatori: Alessia Trost, “Gimbo” Tamberi e Marco Fassinotti, una pesista: Chiara Rosa e una velocista: Gloria Hooper. Questo è quello che passa in convento. Facciamocene una ragione.

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