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Valeria Straneo in gara a New York

28 Ottobre, 2014

La semplicità fatta maratona. Facile a dirsi, ma mettetevi nei panni di una donna, non giovanissima – atleticamente parlando – con marito e figli (2), che sino a quasi tre anni fa non era nessuno a livello nazionale o internazionale in maratona e ora, può vantarsi di avere in tasca un argento mondiale e un secondo posto europeo, centrati rispettivamente nell’estate del 2013 a Mosca e tre mesi fa a Zurigo.

Lo avrete capito tutti: si tratta di Valeria Straneo che abbiamo contattato telefonicamente mentre si stava per imbarcare per New York, dove domenica prenderà parte alla mitica maratona che affascina sempre un numero incredibile di appassionati.

Nella Big Apple Valeria ci arriva senza uno scopo ben preciso, come pure lei ha ammesso. “L’obiettivo quest’anno erano gli Europei” ci dice Valeria, il secondo posto l’ha appagata, missione computa. Pertanto, adesso ciò che arriva è bene accetto.

“So benissimo che mi troverò al fianco delle più grandi maratonete, ne cito solo un paio: Edna Kiplagat e Mary Keritany, pensate un po’, maratonete in grado di staccare chiunque. Io non mi perdo certamente d’animo, affronterò i 42 km della Grande Mela, con il mio solito ritmo. Poi si vedrà”. Valeria è serena e tranquilla. Dopo gli europei elvetici si è riposata in Sardegna. In settembre ha ripreso a macinare chilometri con una media di 170 km la settimana e punte di 38 km quotidiani.
Nell’ultimo periodo ha scelto la costa toscana dalle parti di Piombino, esattamente a Poggio dell’Agnello per rifinire alla grande la preparazione in vista di New York. “Credetemi, ho ancora tanta voglia di correre, di faticare, non mi fanno paura certi impegni, basta selezionarli”, come ad esempio la 10 km di Parigi, dove Valeria si è presa il lusso di battere Christelle Daunay, la transalpina che l’aveva battuta ad agosto a Zurigo. “In volata, da non crederci” dice sorridendo Valeria, che subito dopo, quasi scusandosi del successo, afferma: “forse la francese non era nelle stesse condizioni di Zurigo”. Una risposta che dimostra tutta la modestia della maratoneta alessandrina che ha già disegnato la sua prossima stagione senza Mondiali, per concentrarsi su Rio de Janeiro 2016, quando avrà 40 anni, la stessa età della Daunay che ha vinto l’Europeo.

Nel frattempo Valeria si gode la Big Apple. Con lei è partita la sua allenatrice-amica Beatrice Brossa e il marito Manlio. I figli? “Sono rimasti a casa, se li spupazzeranno i nonni – dice Valeria – un po’ i miei genitori, un po’ quelli di mio marito. Per non lasciare nulla d’intentato, a New York ci sono arrivata martedì, voglio smaltire bene il fuso, poi subito dopo la maratona me ne torno a casa”.
Lo scorso anno chiuse in 2:28’31”, quest’anno? “Le condizioni di forma – ha ammesso Valeria – sono più o meno le stesse di Zurigo”, dove il tracciato era molto difficile, ma neppure a New York si scherza o poi ci saranno le africane che andranno a strappi e renderanno la vita difficile a Valeria e alle altre maratonete che corrono sul ritmo.
Buon viaggio Valeria, la maratona azzurra è sempre nelle tue mani.