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Il graphic novel su Dorando Pietri

Di: Saverio Fattori

È la storia più incredibile che gira attorno alla corsa e alla rappresentazione forse più mitica della corsa, ovvero la maratona olimpica. Il sogno di tutti, che rimane tale per il garzone di pasticciere di Carpi Dorando Pietri. Un sogno sfuggito a pochi metri dal traguardo, un fallimento che si fa favola: lui resterà il magnifico perdente ricordato per sempre, mentre del vero vincitore dei Giochi di Londra 1908 forse nessuno ricorda il nome. Una storia di sport unica raccontata nel graphic novel su Dorando Pietri Una storia di cuore e gambe, di Antonio Recupero e Luca Ferrara.

Da Conan Doyle alla Regina

L’autore del testo è Antonio Recupero, sportivo ma non amante del running in senso stretto. Ha incontrato la figura di Dorando nella biblioteca della direzione nazionale della Uisp, dove stava facendo uno stage come ufficio stampa. Ad attirare la sua attenzione sono state soprattutto le foto e una storia che colpì anche Arthur Conan Doyle, l’inventore di Sherlock Holmes, e commosse la Regina Alessandra del Regno Unito, che premiò quell’omino con una coppa d’oro nel corso di una cerimonia solenne. La squalifica arrivò al termine di un vero e proprio processo che il bel graphic novel su Dorando Pietri di Antonio Recupero e Luca Ferrara mette in scena molto bene, così come è raccontato bene l’aiuto finale del giudice a un Dorando ormai quasi privo di coscienza a pochi metri dal traguardo. Nel testo entra in gioco anche la figura del fratello Ulpiano, il primo sostenitore di Pietri, che commise l’errore di acquistare in quel di Londra una pasticca di stricnina (il doping all’epoca, che procedeva a braccetto con la morte), peraltro mai utilizzata. Curioso personaggio Ulpiano Pietri, un ribelle, una testa calda si sarebbe detto in quel tempo antico, ma in fondo pieno di buoni sentimenti.

Dopo Londra

Dopo la vicenda, Dorando acquisterà da subito una fama che arriva fino ai nostri giorni. Nell’opera edita da Tunué sbobina la sua vita a un giornalista inventato che lo intervista nella hall dell’hotel di lusso (troppo, per una cittadina come Carpi) che rileverà con i primi guadagni. Un investimento in verità non fortunatissimo. Ancora più avventurosa è la seconda parte della sua carriera agonistica. Dorando vola negli Stati Uniti e ingaggia una serie infinita di sfide, gare a livello professionistico, con tanto di scommesse. Incredibile, per chi di corsa un po’ se ne intende, il fatto che Pietri otterrà il suo miglior risultato cronometrico in maratona proprio all’ultima gara della carriera, a Buenos Aires, la sua prova migliore corsa proprio al temine di un’epopea umana e sportiva che lo aveva reso esausto a livello fisico e mentale.

Vita in acquerello

Luca Ferrara ha curato la parte grafica di un libro realizzato interamente con la tecnica dell’acquerello digitale. Colpiscono nei suoi disegni quegli occhi neri e profondissimi, enormi, disperati. I corpi sembrano sempre inadeguati, le gambe storte, i personaggi sono quasi caricature, la chiave è il grottesco. Le tavole sono davvero bellissime.

Antonio Recupero e Luca Ferrara, Dorando Pietri, una storia di cuore e gambe, Tunué, 144 pagg., 16,90 euro

Leggi anche: L’arte di allenare

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