Pierluigi Benini

Trail running: l’importanza del gesto atletico

Più coordinazione motoria significa minore costo energetico e ridotto rischio infortuni. Questa equazione è valida per qualsiasi tipo di corsa, ma in particolare per il trail running.

Perché il trail running è tutto fuorché regolarità e ripetitività, e per di più si sviluppa su lunghe distanze.
“Per questi motivi è necessario adattare il corpo alle continue variazioni del terreno nella maniera più economica dal punto di vista energetico e più funzionale dal punto di vista cinematico”, scrive Fulvio Massa su Correre di luglio.

Queste le regole individuate dal nostro esperto:

È molto importante avere un appoggio reattivo ed elastico da parte degli arti inferiori nel momento di contatto al suolo.
La lunghezza della falcata non sarà mai costante, ma va modulata in funzione delle irregolarità del fondo.
Il busto non deve mai cercare la verticalità a tutti i costi, ma deve adattarsi alle sollecitazioni ascendenti con atteggiamenti laterali e torsionali.
Gli arti superiori hanno un ruolo di bilanciamento importante in funzione del mantenimento di un baricentro dinamico.
Il posizionamento del capo non è prefissato e la direzione dello sguardo varia a seconda che si corra in discesa, salita o pianura.

È importante correre in scioltezza, evitando di contrarre muscoli non coinvolti nello sforzo.
Nelle pagine del servizio sono illustrate le tecniche e gli esercizi che permettono di ottenere questi obiettivi.