fbpx

Dopo il sisma: Speranze da Norcia

Di: Luca Uccellini

L’anno scorso è stata la cittadina più colpita della regione, con gli ingenti danni subiti, tra gli innumerevoli altri, dalla basilica di san Benedetto. Qui si organizza da sempre, e sarà così anche quest’anno, il Trofeo delle Marcite. Tra disagi, abitazioni inagibili e vite che ricominciano, pur tra mille difficoltà, ecco il racconto dei podisti nursini.

E così dopo poco meno di vent’anni (vedi Correre numero 169 del febbraio 1998) mi ritrovo a dover scrivere di un terremoto. Allora si trattava di quello del settembre 1997, che mise in ginocchio la mia Umbria e le Marche. E anche un anno fa Umbria e Marche sono state colpite duramente, insieme a Lazio e Abruzzo: precisamente il 24 agosto e il 30 ottobre 2016, con un terremoto che tuttora continua a farsi sentire in quelle zone, dove tante persone in quei giorni hanno visto andare in frantumi, insieme con le loro case, certezze, sogni e speranze di una vita.

Una società simbolo

Anche il mondo del running è stato, di conseguenza, colpito dal sisma, mondo e situazioni sicuramente di meno conto rispetto ad altri, ma è anche da qui che si può cogliere un segnale di positività e normalità. È quanto ci ha raccontato, ad esempio, Mario Ottaviani, presidente di Norcia Run e Norcia per l’Umbria e non solo, che rappresenta il simbolo del terremoto, specialmente quello del 30 ottobre, che ha fatto crollare la basilica di San Benedetto, patrono d’Europa, la cui statua al centro della piazza è rimasta però lì, intatta, austera, a simboleggiare la speranza di un domani migliore. Per Ottaviani e per tutti i runner delle zone colpite, la corsa, la gara domenicale rappresentano un modo di uscire, di stare insieme e cercare una sana distrazione dopo tanti mesi non facili.

Se nel 1997 la zona “podistica” interessata dal terremoto era più vasta e coinvolgeva un maggior numero di società, e quindi di eventi organizzati sul territorio, stavolta è proprio Norcia Run la società simbolo di tutto, un sodalizio che quest’anno riproporrà la propria competizione, il Trofeo delle Marcite, o il 27 agosto o il 3 settembre (non si ha ancora la certezza definitiva della data nel momento in cui scriviamo, ndr), un segnale anche questo di rinascita e di voglia di normalità.

Andate e ritorni

Per questi runner non è però stato facile neanche continuare compiere un gesto naturale e semplice come quello della corsa, che comunque è stato in qualche modo neutralizzato dalla forza brutale della natura. Persone che prima uscivano insieme ad allenarsi si sono disperse, hanno dovuto abbandonare le proprie case, distrutte o inagibili, il proprio territorio ferito e si sono ritrovate a vivere in località diverse, lontane tra loro, dalle loro abitudini, dalle loro amicizie. Tuttavia la passione è stata più forte del terremoto: uscivano a correre lì dove si trovavano, su percorsi nuovi e sconosciuti, con la mente da un’altra parte.

Poi, con il passare dei mesi, il riavvicinamento verso i luoghi cari, magari andando a vivere in una casetta provvisoria o di nuovo nella propria abitazione (tornata agibile dopo ulteriori controlli), hanno fatto il resto. Il cuore podistico di Norcia si ritrova, si riforma il gruppo e si cerca di correre di nuovo insieme. I disagi ci sono, tante strade che prima erano terreno ideale di allenamento non sono più praticabili, tante piccole cose non sono più come prima e rendono difficile anche il semplice correre. Però è un bel segnale, un modo per dire “ecco, si ricomincia da dove eravamo rimasti”, è solo sport, ma è importante. I podisti di Norcia non si sono fermati, non hanno mai smesso di correre e allenarsi.

Solidarietà e futuro

C’è poi il lato bello della situazione, quello della solidarietà che ogni volta che accadono fatti simili si mette in moto per portare sollievo alle popolazioni colpite. È stato così anche stavolta, con persone provenienti da tutta Italia, di ogni età e ceto sociale, che sono corse disinteressatamente dove c’era bisogno: la gente qui è forte, ha dignità, lo scrissi anche nel 1998, sa riconoscere e apprezzare l’aiuto arrivato da ogni parte, la solidarietà concreta e al tempo stesso è capace di rimboccarsi le maniche e ripartire.

E anche il mondo podistico di ogni parte del Paese ha espresso solidarietà e sostegno concreto ai podisti nursini in molti modi, ci tiene a sottolinearlo il presidente Ottaviani. Partendo da questi gesti la sua associazione ha un obiettivo da centrare, quello di dotarsi di una nuova sede, individuata nella zona delle marcite, un territorio caratteristico di Norcia e un’area unica in tutto l’Appennino centro-meridionale per le sue eccezionali caratteristiche naturalistiche e ambientali, ma anche storiche e culturali. Si tratta di un esempio di un delicato ecosistema costituito da prati perennemente irrigui, strettamente connessi a fenomeni idrogeologici sotterranei (una falda acquifera affiora in superficie in una miriade di rigagnoli). La nuova sede della società sarà poi destinata a essere anche un centro di aggregazione, un modo, anche questo di ripartire guardando al futuro con certezza e convinzione.

Oggi la corsa, la gara, è un po’ il riflesso della vita di tutti i giorni per gli umbri, ma anche per marchigiani, abruzzesi e laziali: è vero, il percorso è in salita, ma la voglia di farcela è in ognuna di queste persone e alla fine ciascuno con il proprio passo e con il “tifo” solidale di tante persone buone riuscirà a scollinare e a tagliare il traguardo di questa dura sfida iniziata il 24 agosto di un anno fa. Bisogna crederci, tutti insieme, superare la salita e puntare dritti verso il traguardo: sarà la vittoria di ognuno, la riconquista di quella normalità strappata via violentemente durante il sonno in una calda notte d’estate e poi ancora in un limpido mattino d’autunno.

Il prossimo 27 settembre saranno trascorsi 20 anni dal terremoto infinito che colpì Umbria e Marche; allora furono Assisi e la basilica di San Francesco i tristi simboli di quel tragico evento, oggi, come detto, Norcia e la sua basilica di San Benedetto. Ricordare, per non dimenticare.

Articoli Correlati

Dopo il sisma: Camerino e le Marche, un movimento tosto
Dopo il sisma: Abruzzo, quella terra forte e gentile
#SiamoConVoi, l'iniziativa a favore delle vittime del terremoto