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Settembre – I master non hanno età

26 Agosto, 2014

Velocissima quest’estate, almeno nella mia percezione. Ed è un segno del tempo, del mio tempo. Non so se capita solo a me: la velocità dell’estate aumenta man mano che passano gli anni. C’erano estati infinite quarant’anni fa, dove il più insormontabile dei problemi era: «A cosa giochiamo oggi?». Il tempo era allora un tapascione che si crogiolava nel lunghissimo. Poi vennero estati già più andanti, di quelle che Orlando Pizzolato incasella in un giorno della tabella, con la sigla “CLS”, Corsa (ancora) Lunga (ma già più ) Svelta. Fu in un’estate così, bolognese, sudata e vuota come la città, a metà degli anni ’70, che conobbi una donna irraggiungibile: l’atletica. Sognavo di diventare un bravo mezzofondista come quelli che vedevo allenare da quel signore coi baffi nella compagnia atleti del centro sportivo dei Carabinieri. Ero giovane, lo ricordo bene, e me lo conferma il fatto che sognavo. Già: quando si diventa vecchi? I “Quattro amici” di David Trueba, mentre vanno senza volerci andare verso il matrimonio di Barbara, elaborano una teoria interessante: si comincia a diventare vecchi quando d’improvviso scopri che i calciatori della tua squadra del cuore sono più giovani di te. Ci può stare. Si comincia a diventare vecchi quando si smette di sognare. In un’altra estate ancora più veloce, fatta di ripetute di lavoro brevemente intervallate da pochi giorni di vacanza, insufficienti per il recupero, mi ritrovai con un taccuino in mano a scrivere per questo mensile, per raccontare i campionati italiani Fidal amatori su pista, a Cesenatico (FO). Eravamo alla fine degli anni ’80.
Quel mondo mi è ricomparso davanti quest’estate a Modena, nella più riuscita delle edizioni dei Campionati italiani Master (Corbelli, da pagina 125). Tre giorni di gara, tre sessioni di scuola di vita: corpi anche belli da vedere, mantenuti sempre in grande efficienza, uomini asciutti e donne non rifatte, gesti tecnici più che dignitosi, entusiasmo alle stelle, spirito di vecchio ragazzo. Il linguaggio della loro passione è al tempo stesso una medicina e una necessaria malattia contagiosa. Adesso che tutti si interessano di sport come salute, questi atleti dovremmo mandarli in giro come testimonial di corretto stile di vita, del corpo e della mente. In quei tre giorni dal 4 al 6 di luglio la mia velocissima estate, ormai un unico, forsennato corto-veloce, si è fermata, come se fosse incappata in un ansa del fiume, dove la corrente si spegne. E come per magia mi è ricomparso davanti quel signore coi baffi che allenava gli atleti al centro sportivo dei carabinieri: era reduce stavolta dalla festa per il suo ottantesimo compleanno. I fisiologi mi spiegano che c’è un’età anagrafica e un’età biologica e che le due età non sempre coincidono. Gli psicologi aggiungono che non sempre l’età della mente collima poi con le altre due. I master non hanno età. La loro estate è immobile.