fbpx

Settembre – Così, 30 anni fa, nacque il triathlon in Italia

26 Agosto, 2014

Tra un sorriso e due parole sui fatti nostri, forse al bar, Franco Fava me lo aveva raccontato che a Central Park facevano una gara piuttosto pazza, una tipica “americanata”, insomma. La cosa era volata via, ma, ahimè, come a volte succede, il ricordo rimase dormiente per poi farsi vivo all’occasione buona. Così, arrivato in gita di piacere a New York, l’incontro avvenne. Se sei nella Grande Mela e se il tuo albergo dà sul parco, non puoi esimerti dal metterti in divisa, maglietta, calzoncini e scarpe, per farti un giro, specie, poi, se sei l’editore di una rivista che di corsa parla. Cosi al “ … ritmo lento del maestro Gambara”, nota battuta che Alberto Sordi faceva prima di cantare una delle sue canzoni, parto con l’amico Carlo e dopo un boschetto, un viottolo e un prato, ecco davanti a noi il laghetto, che già da lontano sembrava piuttosto animato. C’erano biciclette a terra e atleti in costume, che si stavano preparando alla partenza di una gara, quella che Franco mi aveva raccontato e che, prima per curiosità, poi divertito e affascinato, ho visto tutta.
Avevo incontrato il Triathlon ed era scoccata la scintilla.
A mio modo ero stato un multi-sportivo, un ostacolista con la passione delle 4×400, nuotatore d’estate e rugbista d’inverno quando l’atletica era un’altra cosa. In fondo non era così casuale che il Triathlon mi piacesse, anche perché aveva il sapore del nuovo e profumava d’avventura.
Così com’era correre, di quei tempi. Coinvolti Antonio (Brazzit), Luigi (Pericoli) e Flavio (Salvarezza) organizzammo a Ostia nel settembre del 1984 la prima gara italiana. Non c’erano i tessuti tecnologici di oggi e dopo ogni frazione bisognava cambiarsi. Levavi il costume per vestirti da ciclista per poi ricambiarti e indossare il materiale più adatto alla corsa… nudi e crudi, donne comprese, ma mai dal pubblico urla o qualche battutaccia.
Correre scrisse le gesta di quel primo Triathlon di atleti ormai dimenticati: Alain Lorenzati, Ornella Maiolini e altri, che però hanno fatto la storia della triplice disciplina e a cui mando un caloroso «Grazie». Sono passati trent’anni e oggi il Triathlon, sport moderno per eccellenza, rappresenta come non mai l’immagine iconografica dell’atleta completo.