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Dolore al fianco destro

Salute, a tu per tu con Il dolore al fianco destro 

Foto: 123rf

Un sintomo sempre difficile da decifrare, anche per il runner esperto, che finisce per rimbalzare da un ambulatorio all’altro. Ecco diagnosi e rimedi dal nostro medico esperto di corsa, Luca Speciani 

“Il dolore al fianco destro nell’atleta insorge prevalentemente per due motivi: l’utilizzo intenso del glicogeno muscolare negli atleti che si riscaldano per un tempo insufficiente e l’accumulo di microcalcoli minerali o lipidici all’interno della cistifellea. Spesso la diagnosi sfugge per la temporaneità del problema, che non si presenta sempre, a ogni ora del giorno, ma soltanto in corrispondenza del momento di disidratazione connesso con lo sforzo fisico prolungato. Così, quando si arriva a effettuare un’ecografia addominale, solitamente in grado di evidenziare i microcalcoli o il fango biliare eventualmente presenti, questa risulta invariabilmente negativa. Quando l’atleta si è reidratato e il pomeriggio successivo si reca in ospedale per effettuare l’esame, spesso la sabbietta biliare è già tornata in soluzione ed è del tutto invisibile a livello ecografico.” Così si esprime Luca Speciani medico nutrizionista responsabile dei contenuti “Salute” della rivista Correre, in un intervento pubblicato sul suo testo Basi di medicina per gli sportivi (Edizioni Correre).

Le cause del dolore al fianco destro: Il ruolo del fegato

“Per capire la causa del dolore al fianco destro – spiega Speciani – bisogna cominciar a fare attenzione a quando si manifesta: all’inizio dell’attività oppure dopo un certo tempo.” 

Il dolore a inizio attività è dovuto alla brusca chiamata in gioco del fegato. Quando il muscolo viene sollecitato con la corsa, le cellule muscolari utilizzano come carburante il glucosio stivato nel fegato sotto forma di glicogeno. Il meccanismo è rapido, ma non immediato. Se l’azione di corsa è da subito intensa, senza un adeguato tempo di riscaldamento, il tessuto muscolare chiede la collaborazione del fegato, che deve così impegnarsi in modo istantaneo per arricchire il sangue di glucosio. Tale brusca chiamata in causa può provocare, in atleti sensibili, una sensazione di dolore al fianco destro. Il rimedio, in questo caso, è la gradualità nello sviluppo dello sforzo.” 

Le cause del dolore al fianco destro: Il rischio di microcalcoli 

“La seconda importante causa di dolore al fianco destro ha invece cause più complesse – prosegue Speciani -, ed è connessa con la presenza di microcalcoli all’interno della cistifellea (o colecisti). La presenza di un calcolo, ovvero di un “sassolino” all’interno di un viscere può creare un rigonfiamento del viscere stesso (se si posiziona sul foro di uscita) o un blocco del dotto di deflusso del liquido, in questo caso la bile. Il rigonfiamento del viscere o del dotto genera un dolore intenso che può costringere l’atleta anche a fermarsi.

La prevenzione

La prevenzione deve prevedere una corretta idratazione sia prima sia durante lo sforzo. I farmaci utilizzati per prevenire questo problema sono l’acido ursodesossicolico (da utilizzare solo su indicazione del medico) e l’acido citrico, di solito sotto forma di citrato di magnesio, ma senza un’adeguata prevenzione della disidratazione non c’è farmaco che possa funzionare. La sottostima del problema può portare ad una stabilizzazione del calcolo, con dolori anche da fermo e potenziali danni al pancreas. 

Rimedi naturali per prevenire

“Per favorire il lavoro della cistifellea è importante mangiare regolarmente per permettere un corretto svuotamento della bile ed evitarne un’eccessiva concentrazione. Infatti i succhi biliari vengono progressivamente concentrati nella colecisti che poi con l’arrivo del chimo dallo stomaco vengono liberati nel duodeno favorendo la digestione dei grassi. I problemi nascono quando la bile rimane per troppo tempo nella cistifellea diventando progressivamente più densa o formando microcalcoli, che per essere espulsi costringono la cistifellea e il coledoco a un grande sforzo e a intense contrazioni fino allo spasmo con conseguente fastidio al fianco destro, fino a una colica biliare vera e propria. 

Rimedi: l’inositolo e il magnesio

“Quando si parla di fegato non si può non parlare dell’inositolo. Questa semplice vitamina idrosolubile, detta anche vitamina B7, è di grande aiuto nel favorire tutti i processi metabolici epatici a partire dai processi di pulizia del fegato. Si utilizzeranno anche 2-3 grammi al giorno distribuiti nel corso della giornata per cicli terapeutici di circa 10-15 giorni ripetibili nel corso dell’anno. All’inositolo è possibile affiancare alcuni fitoterapici con un’azione di drenaggio biliare: l’Uncaria tormentosa, l’Achillea millefolium, l’Echinacea angustifolia, l’Equisetum arvense, la Melissa officinalis, il Taraxacum officinale e la Betula albasvolgono, utilizzate singolarmente o in combinazione e nei giusti dosaggi, per una forte azione disintossicante. Si seguiranno cicli di una decina di giorni che potranno essere ripetuti con efficacia nei periodi di maggior allenamento. Per prevenire gli spasmi è inoltre di grande aiuto il magnesio per la sua azione detensiva sulla muscolatura liscia viscerale. Prima di una gara o di un allenamento impegnativo l’utilizzo di 50-100 mg di magnesio pidolato (oxiprolinato) riduce gli spasmi prevenendo il dolore al fianco destro. 

Se il dolore perdura 

Se il dolore al fianco destro non è un caso sporadico, ma si presenta con una certa frequenza, mentre aspettiamo di approfondire con gli esami che il nostro medico ci suggerirà (e verificare il funzionamento di fegato, colecisti, pancreas), vale la pena di provare qualche strada empirica. Due le linee principali: evitare alcune sostanze che sicuramente influenzano digestione e depurazione, ed usare moderazione con altri gruppi alimentari di per sé innocui, ma che possono contribuire al problema se assunti in maniera eccessiva. Della prima categoria fanno parte gli alcolici: davvero insensato impegnare il fegato nella metabolizzazione dell’etanolo proprio in prossimità di sforzo fisico, senza contare l’azione irritante locale sull’intero apparato digerente di alcune classi di farmaci, come gli anti-infiammatori/analgesici (ma anche antibiotici e statine).

Alimenti da controllare

Alimenti da controllare tè e caffè. Meglio evitare, inoltre, per la sua azione irritante il cioccolato. Evitare gli eccessi di cibi grassi e di alimenti proteici.

 

 

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