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Rio2016: Elaine Thompson, che doppietta!

La ventiquattrenne Elaine Thompson ha bissato il successo dei 100 metri vincendo anche il titolo dei 200 metri in uno strepitoso 21”78 davanti alla grande favorita olandese Dafne Schippers, a cui non è bastato il personale stagionale di 21”88 per eguagliare il successo della mitica connazionale Fanny Blankers Koen ai Giochi di Londra 1948.

La statunitense Tori Bowie ha conquistato il bronzo in 22”15 davanti all’ivoriana Marie Josée Ta Lou, autrice di un eccellente 22”21. Thompson ha riscattato la sconfitta con la Schippers ai Mondiali di Pechino dello scorso anno quando la “Regina d’Olanda” si impose per tre centesimi in 21”63. La giamaicana nata a Banana Ground nel distretto di Manchester in Giamaica e cresciuta con la nonna, fu scoperta da Paul Francis, fratello di Steven Francis, allenatore di Shelly Ann Fraser. Elaine fa parte del gruppo di allenamento del MVP che ogni estate si allena a Lignano Sabbiadoro.

“Sono cresciuta nel mito di Shelly Ann Fraser, mia amica e mia compagna di allenamento. E’ sempre stata una fonte di ispirazione”, ha detto Elaine Thompson

Nello sprint brillano Usain Bolt e André De Grasse che danno spettacolo correndo rispettivamente in 19”78 e in 19”80 (record nazionale per il canadese) senza impegnarsi fino in fondo. Bolt inseguirà l’ottavo oro olimpico della sua inimitabile carriera (uno solo in meno rispetto a Carl Lewis e Paavo Nurmi).

Sotto i 20 secondi è sceso anche Lashawn Merritt, che nella prima semifinale si è imposto in 19”94 precedendo il francese Christophe Lemaitre, tornato su livelli eccellenti con 20”01. Fuori dalla finale Justin Gatlin, a cui non è bastato correre in 20”13 per passare il turno nella terza batteria vinta da Alonso Edward in 20”07.

Trionfo a stelle e strisce anche nei 100 ostacoli femminili dove la campionessa mondiale di Mosca 2013 Brianna Rollins ha conquistato l’oro con 12”48 precedendo le connazionali Nia Ali (12”59) e Kristi Castlin (12”61). Pensare che gli Stati Uniti si sono permessi di lasciare a casa la primatista mondiale Kendra Harrison, esclusa dal team a stelle e strisce dopo il sesto posto ai Trials di Eugene ma successivamente arrivata fino a 12”20 al meeting di Londra. 

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