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Prudenza in pendenza

Di: Fulvio Massa

Liberiamoci dall’ossessione della velocità al chilometro: parliamo di trail, non di drittoni in pianura. Capiamo piuttosto come equipaggiarci, come rifocillarci e come affrontare salite e discese. Un sorpasso non azzardato fa la differenza, qualche secondo in meno no

Riferimenti spazio-temporali e certezze numeriche: scordateveli in una gara di trail! La famosa media chilometrica tanto cara al podista stradaiolo, che ne scandisce il passo e ne classifica la prestazione, nei trail è fortemente influenzata dal profilo altimetrico e dal tipo di terreno, motivi per cui l’atleta deve fare riferimento ad altri parametri. 

Parametri alternativi

Il primo parametro alternativo alla velocità media è la frequenza cardiaca, monitorata attraverso un cardio frequenzimetro per cercare di mantenersi nei parametri di sforzo prefissati, che variano a seconda che si stia facendo una gara di breve, media o lunga distanza. 

Credo però che il metodo migliore sia regolarsi “a sensazione”, cercando di esprimere il miglior livello di sforzo in base alla situazione. Non è facile né immediato, ma la saggezza e l’esperienza, unite alla conoscenza dei propri limiti, sono le armi migliori per una gestione tattica ottimale. 

Tattica per un atleta di medio livello

Partiamo dal presupposto che, in questa situazione, l’obiettivo è divertirsi. Cercate poi di condurre una buona gara, ottenendo il massimo da voi stessi, rispettando i vostri limiti. 

Utilizzare un equipaggiamento bilanciato è indispensabile: bisogna trovare il giusto equilibrio tra l’avere tutto il necessario e il non affardellarsi con peso inutile.

Effettuate una partenza prudente e valutate la condizione fisica della giornata.

Sfruttate i tratti del percorso che vi sono più congegnali, ottimizzando l’andatura su questi tratti e cercando di limitare i danni nei tratti più sfavorevoli.

Utilizzate i ristori come momento di ricarica fisica e psicologica, senza la preoccupazione di perdere un minuto in più o in meno, specie in un ultra trail.

Gestite le eventuali crisi con tenacia e pazienza. In determinate situazioni potete anche fermarvi a un check point per un tempo più o meno lungo, in modo da riprendervi e riuscire poi a continuare fino al traguardo.

Tattica per un atleta di buon livello

Sono consapevole che ci sia ben poco da insegnare a un atleta esperto, dal momento che l’esperienza maturata nel corso del tempo è già stata maestra. Riferiamoci allora a coloro che non sono ancora atleti di ottimo livello, ma che presto lo diventeranno.

Effettuate un adeguato riscaldamento, importante per riuscire a dare il massimo già nelle prime fasi di gara.

Portate con voi il materiale obbligatorio, evitando inutili sovraccarichi.

Studiatevi bene il tracciato di gara e il road book.

Cercate sempre di viaggiare al regime di sforzo massimo consentito, spingete soprattutto nei tratti a voi favorevoli e gestitevi al meglio pensando alla globalità della competizione.

Nei ristori puntate all’essenzialità, fermandovi il minimo indispensabile per ricaricare acqua e cibo.

Se è consentito e ne avete la possibilità, chiedete a un amico di farvi assistenza in prossimità dei check point.

Road book

Specialmente nelle ultra, può essere di grande importanza avere a portata di mano, in formato ridotto, il profilo altimetrico del percorso. Fotocopiatelo e plastificatelo, poi conservatelo in un punto comodo dello zaino, pronto per essere consultato in caso di necessità. Può essere di grande aiuto, perché potrete inserirvi dislivelli e distanze progressive, intermedie e totali, segnare i punti d’acqua e di ristoro, tempi di previsione intermedi e totali.

Assistenza

Soprattutto negli ultra trail, potrebbe essere molto utile prevedere, nel rispetto del regolamento, un’assistenza privata ai check point. Si tratta di una strategia utilizzata dagli atleti di alto livello che hanno a disposizione un team di assistenza e che consente loro di avere a disposizione il cibo preferito, scorte e informazioni sull’andamento di gara degli avversari. Anche se non siete top runner, potrebbe rivelarsi un accorgimento decisivo.

Sorpassi

Capita spesso che, affrontando una salita o una discesa, ci sentiamo in grado di spingere con una marcia in più rispetto ai nostri avversari, ma non troviamo lo spunto per superare perché il sentiero è troppo stretto o troppo tecnico. Evitate sorpassi pericolosi ma, quando il momento lo consente, chiedete strada ad alta voce, indicando se intendete passare a destra o sinistra. Non possiamo pretendere che chi ci precede si fermi, si sposti fuori dal sentiero o aderisca alla parete di roccia solo per farci passare. Sarà necessario attendere il momento propizio, quando il sentiero offrirà uno slargo e il sorpasso non metterà in condizione di pericolo noi stessi e gli altri. Non rischiate per pochi secondi di differenza. 

Scia

Può capitare di trovarsi nella scia di un gruppetto di atleti che procedono con un’andatura simile alla nostra, ma che poi gradualmente le cose cambino. Può capitare che a un certo punto ci accorgiamo faticare a tenere il loro passo, ma non vogliamo rallentare per timore di perdere posizioni o perché ci sentiamo spinti dal fiato sul collo di chi ci segue, incalzandoci su sentieri spesso non più largo di 40 cm. Si tratta di una situazione pericolosa, perché se si protrae a lungo rischiamo di correre fuori soglia per troppo tempo, rischiando di “saltare”. Evitate di proseguire stoicamente a un ritmo che non sentite vostro, piuttosto fatevi da parte consentendo a chi incalza di superarvi. 

La prudenza non è mai troppa

I consigli precedenti derivano dall’esperienza e consentono di trarre il meglio da alcune situazioni concrete che si possono presentare il giorno della gara. Ogni percorso presenta un’estrema variabilità di difficoltà tecniche, come pendenze importanti, fondo dissestato, erba o foglie che coprono la presenza di sassi o buche, sentieri stretti, tratti immersi nel bosco con scarsa visibilità, tratti esposti… e chi più ne ha, più ne metta! In queste situazioni non è sempre facile effettuare un sorpasso, anche se chi ci precede appare decisamente più lento di noi. Attenzione anche in discesa, dove l’imperativo è non farsi male e non farlo a chi ci circonda. In queste situazioni di gara, ricordatevi di non stare mai troppo a ridosso di un altro concorrente, perché i tempi di reazione variano a seconda di velocità e lucidità, rendendoci incapaci di evitare gli ostacoli se il nostro campo visivo è limitato alla schiena del trailer che precede.

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