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Pizzolato e l’allenamento prima della gara

19 Maggio, 2015

Come per uno studente l’esame è l’epilogo di un lungo periodo di studio, la gara è per il podista il momento di concretizzare settimane di allenamenti impegnativi. Per essere nella migliore situazione possibile, entrambi si testano con un ripasso nei giorni precedenti. A poche ore dall’appuntamento non ha più senso darci dentro per recuperare le lacune. O meglio, lo studente può sempre assimilare le nozioni di cui è ancora carente, anche fino all’ultimo.
La fisiologia ha invece tempi diversi per favorire adattamenti specifici, quindi per il runner non è più efficace svolgere una seduta impegnativa a meno di tre giorni dalla competizione. Non ci sarebbe il tempo per favorire l’assimilazione e la trasformazione della sollecitazione sostenuta, e quindi sfruttarne il vantaggio a livello organico.

Questo il pensiero di Orlando Pizzolato che in Correre di maggio approfondisce il modo dettagliato questa considerazione. Se nei giorni prima della gara è bene non eccedere bisogna, fare altrettanta attenzione a non staccare troppo la spina.

Ci sono podisti che, preoccupati di arrivare stanchi alla gara, fanno anche tre giorni di stop consecutivi. Non conviene, perché anche 48 ore senza correre hanno risvolti sfavorevoli. Non sono certo un allenamento di 8 km il venerdì, o una sgambata di 5-6 km il sabato, a determinare segni di stanchezza. Un’attività aerobica contenuta favorisce invece il rendimento in gara, perché la seduta da svolgere è praticamente un riscaldamento prolungato.

Per essere tonici in gara è quindi sufficiente svolgere, a metà settimana, uno stimolo mirato. I podisti più tecnici inseriscono di solito un allenamento intervallato il mercoledì, a mezzo carico, proprio per non stancarsi eccessivamente.
La finalità di questa seduta è doppia:
1. mantenere una buona forma fisica;
2. acquisire maggiore sicurezza allo sforzo della gara, perché si cerca di correre al ritmo che si vuol mantenere nella competizione. L’allenamento intervallato implica la corsa veloce e le tensioni per tenere un buon passo contribuiscono a mantenere tonici i muscoli.

Nel numero di Correre in edicola tutti i dettagli a cura di Orlando Pizzolato.

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