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Pizzolato – A caccia del “giusto mix” dell’allenamento

Non sempre un allenamento “andato male”, in quanto corso a ritmi più lenti delle aspettative, è inutile, anzi. L’importante è seguire un programma bilanciato, in cui ogni settimana dovrebbe prevedere 2 sedute di carico e 2-3 di scarico. Ripartire le sollecitazioni in modo bilanciato favorisce il recupero e la risposta del corpo a queste sollecitazioni induce degli adattamenti fisici che determinano progressi cronometrici graduali.

Su Correre di dicembre le proposte di Orlando per rendere l’allenamento più vario e stimolante, senza trascurare l’aspetto che più degli altri limita le capacità prestative di un podista amatore: il tempo a disposizione. Ecco allora che la soluzione sta nel valorizzare le sedute non specifiche, aumentando in esse il livello qualitativo degli stimoli:

progressioni di ritmo;
allunghi;
variazioni di ritmo.

Simili allenamenti determinano un maggior affaticamento ed è probabile che la seduta successiva venga affrontata in condizioni fisiche non perfette, come invece vorrebbe la gran parte degli amatori. Va capito che la componente allenante non è determinata soltanto dalla velocità dell’andatura, bensì dalle sollecitazioni che alterano lo stato di base del corpo. Per esempio, se ho in programma di correre 5 prove da 1.000 m in 4′, ma le corro a 4’10” e con difficoltà, la situazione non è necessariamente negativa. Non lo sarebbe neppure se invece che 5 riuscissi a completarne soltanto 4. Bisogna considerare la mole di lavoro svolta nei giorni precedenti, dal momento che è la sommatoria della sollecitazione a produrre effetti sempre più allenanti.

Il tutto senza spaventarsi o demoralizzarsi se col tempo i progressi cronometrici si attenuano. Anzi, dopo mesi di gare e allenamenti intensi potrebbe perfino verificarsi un calo di rendimento. In queste circostanze il corpo necessita di una fase di recupero per favorire la rigenerazione degli apparati che sono stati a lungo sollecitati. Non abbiate paura di adeguare il carico di allenamento al livello fisico contingente.

Su Correre di dicembre (pagine 18-22) i consigli e le proposte di allenamento di Orlando nel dettaglio.