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Più sani e longevi con la corsa

17 Marzo, 2016

Ogni tanto può essere un po’ troppo scontato dire che “lo sport faccia bene” nonostante ciò a noi piace ribadirlo. E lo facciamo su Correre di marzo insieme ad Antonella Carini che ci spiega quali sono i principali tesori dello sportivo, o meglio, di chi pratica attività soprattutto di tipo aerobico, a partire dalla camminata a passo veloce di un’ora piena.

Abbiamo già detto di quanto la corsa ci renda più felici e intelligenti, ora invece capiamo perchè ci rende anche più sani e longevi.

Qui entra in gioco il cortisolo, ormone secreto dalle ghiandole surrenali, in risposta a situazioni vissute come generatrici di stress. È la nostra risposta all’aggressione e purtroppo può attivarsi, oggi, anche per un ritardo nel prendere un treno, per una discussione con il capo o per una giornata scandita da orari e da impegni.

Il succedersi di situazioni di tensione e di periodi di ansia provoca la produzione ripetuta di cortisolo. Tale ormone ha la capacità di ridurre il volume del timo, una ghiandola strategica per le nostre difese immunitarie. Il timo è preposto alla crescita, alla maturazione e alla selezione dei linfociti, cioè i globuli bianchi che ci difendono da virus, batteri e cellule tumorali. Lo stress, rimpicciolendo il timo, ne abbatte il numero. Ma i livelli di cortisolo risultano decisamente più regolati in chi pratica attività sportiva.

Quindi lo sport ben effettuato, con una corretta graduazione dei carichi, un’efficiente tempistica degli allenamenti e un’adeguata alimentazione (anche ricca di antiossidanti, vitamine e sali minerali) è in grado di fornirci un migliore scudo di protezione contro infezioni e malesseri stagionali, ma anche attacchi più profondi alla salute. E per avere vantaggi anche in termini di longevità è sufficiente anche un movimento blando, purché regolare.

È la conclusione dei ricercatori di diverse università americane e scandinave, che hanno analizzato i dati di sei studi di popolazione, su un totale di oltre 660.000 individui dai 21 ai 98 anni e su un arco di 14 anni. Gli autori dello studio, pubblicato sulla rivista medica JAMA Internal Medicine, confermano come anche la passeggiata quotidiana di mezz’ora possa ridurre di un terzo il rischio di mortalità.

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