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Peres Jepchirchir entra nella storia della mezza maratona

foto di Jose Antonio Miguelez /A.G.Giancarlo Colombo
Di: Diego Sampaolo

Peres Jepchirchir è stata la grande protagonista della stagione delle corse su strada a livello internazionale. La ventisettenne keniana ha stabilito due primati del mondo sulla mezza maratona in gare solo femminili correndo in 1h05’34” a Praga il 5 settembre e in 1h05’16” in occasione della medaglia d’oro ai Mondiali di Gdynia in Polonia.

Peres Jepchirchir si mise in luce per la prima volta nel 2014 quando si classificò seconda ai Campionati keniani di corsa campestre, preceduta allo sprint dalla campionessa olimpica dei 1500 metri Faith Kipyegon. In quell’occasione Jepchirchir precedette la medaglia d’oro iridata di corsa campestre Emily Chebet.

Il manager trentino Gianni Demadonna rimase impressionato dalle qualità di Peres Jepchirchir e decise subito di inserirla nel suo team.

“Peres non era molto conosciuta ma ha corso una grande gara. E’ stata raggiunta negli ultimi 500-600 metri ma ha dimostrato di essere un grande talento non soltanto nelle gambe ma anche di testa, perché ha corso al comando senza paura di nessuno”.

La storia di Peres Jepchirchir

Peres Jepchirchir è cresciuta a Kericho nella parte occidentale del Kenya. I genitori sono contadini e coltivano piantagioni di mais e tè. Peres percorreva 5 km ogni giorno per andare a scuola e prese parte alle prime gare durante la Primary School su spinta del fratello.

“Mio fratello mi disse che potevo diventare una buona atleta e questo mi ha motivato molto”, ha dichiarato Peres Jepchirchir.

Jepchirchir è stata allenata nei primi anni della sua carriera dal tecnico torinese Gabriele Nicola.

Nel 2016 Peres Jepchirchir migliorò il primato personale con 1h06’39” nella velocissima RAK Half Marathon di Ras Al Khaimah negli Emirati Arabi un mese prima di vincere il primo titolo mondiale di mezza maratona a Cardiff. L’anno successivo migliorò il primato del mondo correndo in 1h05’06” a Ras Al Khaimah battendo di sette secondi la connazionale Mary Keitany. Quel giorno era già incinta di alcune settimane. La figlia Natalia nacque nell’Ottobre 2017.

“Ho avuto pazienza quando sono tornata ad allenarmi. Non è stato facile perché ho dovuto perdere peso, ma Natalia è stata una benedizione di Dio”.

Peres Jepchirchir
Peres Jepchirchir

Tredici mesi dopo il parto Jepchirchir tornò alle gare in una maratona in Kenya dove corse in 2h46”15. Nel Dicembre 2018 vinse la maratona di Saitama in Giappone stabilendo il record personale con 2h23’50 (tempo di 32 secondi più lento rispetto al record personale).

Jepchirchir si allena a Kapsabet insieme al marito David Ngeno, che gareggiava a buoni livelli alcuni anni fa. Durante il periodo del lockdown gli atleti non potevano correre in più di due. A causa della chiusura degli impianti per contenere la pandemia Jepchirchir ha proseguito la preparazione con corse su lunghe distanze sulle colline intorno a Kapsabet.

“Il periodo del lockdown è stato molto difficile e ha colpito molte persone. Non ho mai smesso di allenarmi per raggiungere la mia forma migliore”.

I prossimi obiettivi

L’obiettivo originario era la Maratona di Boston dello scorso aprile ma è stata posticipata al 2021. Peres ha ora concentrato la sua preparazione verso i Mondiali di mezza maratona di Gdynia.

Nonostante il freddo e il vento del Mar Baltico Jepchirchir ha vinto il secondo titolo mondiale di mezza maratona migliorando di 18 secondi il primato del mondo per una gara solo femminile con 1h05’16”. La keniana ha battuto di due secondi la tedesca di origini etiopi Melat Yisak Kejeta.

“Sono contenta del titolo mondiale. E’ stato un regalo per la mia famiglia e tutti i keniani. Mi sono goduta questa vittoria con mia figlia. Capisce già cosa faccio e vuole diventare come me”.

Il recente successo a Valencia

Nella recente maratona di Valencia Jepchirchir ha vinto la prima grande maratona della sua carriera in 2h17’16” diventando la quinta atleta più veloce sulla distanza dopo Brigid Kosgei, Paula Radcliffe, Mary Keiany e Ruth Chepngetich. La gara di Valencia è stata di altissimo livello con sei atlete al di sotto della barriera delle 2h20’ e otto con tempi inferiori alle 2h21’. “E’ stata una grande giornata per me. Ero preoccupata della distanza ma volevo vincere. Una volta che ho capito di avere molta forza ho deciso di accelerare con l’obiettivo di battere il record del percorso e il record personale”.