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Otto luoghi comuni del vegetariano “fai da te”

Tutto nasce dal testo di Luca Speciani dedicato al rapporto tra proteine e tumori (Correre di febbraio), in un passaggio del quale il nostro esperto di alimentazione criticava le conclusioni dello studioso Colin Campbell nel suo The China Study. Ne è nata un’interessante corrispondenza dell’Autore con alcuni lettori, che su Correre di aprile viene trasformata in un ragionamento pubblico. Con l’obiettivo di fornire alcuni spunti documentati per operare le nostre scelte individuali.

Il testo diventa così l’occasione, da parte del nostro esperto, per demolire otto luoghi comuni (alimentati dalle affermazioni di Campbell), che di solito accompagnano e sorreggono la scelta vegetariana.

Eccoli:
1: topi gravemente ammalati, privati di una quantità adeguata di proteine alimentari (5% o meno) sviluppano più lentamente i sintomi della malattia.
2: questi esperimenti dimostrano la diversità tra proteine animali e proteine vegetali.
3: il China Study è un punto di riferimento.
4: colesterolo uguale cancro. E poiché il colesterolo è contenuto nei prodotti animali, occorre evitare questi ultimi.
5: chi mangia proteine animali soffrirà di patologie cardiovascolari, obesità, diabete, cancro e patologie autoimmuni.
6: gonfiandosi di carboidrati si rimane magri.
7: i cibi di origine animale non contengono quasi sostanze nutritive che non siano meglio fornite dalle piante.
8: un’alimentazione davvero benefica per una particolare malattia cronica sarà di vantaggio alla salute su tutta la linea.

Rispetto per la scelta. “Chi non vuole consumare carni per non uccidere animali − conclude Speciani nel suo intervento su Correre di aprile − gode di tutto il mio rispetto e, come medico, indirizzo il paziente vegetariano o vegano a costruire la dieta migliore possibile all’interno dei suoi vincoli individuali: etici, allergologici, digestivi, di repulsione, senza discutere i perché o i “percome” della sua lecita scelta. Testi come quello del dottor Campbell rischiano invece di arrecare più danno che beneficio nel momento in cui vengono presi come base scientifica per crociate che nulla hanno di scientifico. La vera scienza sta altrove, in ricerche fatte senza avere idee preconcette da dimostrare, ma con la curiosità di capire, e documentare, perché ci ammaliamo di cancro, di diabete, di malattie autoimmuni. Trovare soluzioni semplicistiche e fideistiche (“togli la carne e guarisci da tutti i mali”) non potrà che allontanarci dalla realtà delle cose, ritardando quei progressi nella scienza dell’alimentazione di cui abbiamo invece, in questo momento, un grandissimo bisogno”.