Nagoya marathon: domenica il rientro di Sara Dossena

Giancarlo Colombo

A tre mesi e una settimana dalla mancata partecipazione all’ultima maratona di New York, Sara Dossena torna a schierarsi sulla linea di partenza di una gara di 42,195 km. L’azzurra è attesa infatti al via della 38ª Nagoya Women’s Marathon, che nel 2018 è risultata la decima maratona al mondo per numero di finisher (21.145) pur essendo una corsa riservata alle donne. C’è attesa per la prova della bergamasca, che è diventata il punto di riferimento della maratona azzurra nel breve volgere di due sesti posti: New York 2017 in 2:29’39” e gli Europei di Berlino 2018 chiusi in 2:27’53”. 

Personal rewind
Era il primo novembre dell’anno scorso: “Un post che non avrei mai voluto scrivere… Domenica non sarò alla partenza della maratona di New York. Ci ho creduto fino alla fine, ma un problema fisico mi costringe a rinunciare. Ho le lacrime agli occhi e il cuore in gola in questo momento, ma sono convinta che con un po’ di pazienza saprò trarre del buono anche in questa esperienza … perché quando si cade poi ci si rialza. Sempre.” Il dolore al quadricipite della gamba sinistra si era fatto più acuto ed era diventato impensabile anche solo partire per quella gara, con tra l’altro i riflettori puntati addosso dopo il debutto col botto dell’anno prima.

La rinascita
La “pazienza” invocata in quell’amaro post condiviso dalle migliaia di suoi follower-tifosi si è tradotta in prima battuta in un mese di sostanziale riposo e poi in una ripresa “alla Brassini”, il tecnico che la segue da anni e che sa miscelare uscite in bici e sedute di nuoto che abbiano valore di carico equivalente ai tradizionali mezzi di allenamento della corsa a piedi, ma con il più il pregio di non sollecitare troppo la delicata e leggera struttura ossea e tendinea di Sara.
L’inverno è stato poi scandito da segnali concreti del progredire di condizione. Domenica 17 febbraio ha corso sulle strade del Principato di Monaco ed è giunta quarta nei 5 km della Monaco Run in 16’03”, miglior prestazione italiana, alle spalle di grossi calibri come l’olandese Sifan Hassan, la britannica Laura Weightman e la danese Anna Emilie Moller.
Ancor più significativo il crono fermato la settimana dopo in mezza maratona, quando sulle strade quasi di casa della Maratonina città di Treviglio ha chiuso in 1:11’09” i 21,097 km, distanza sulla quale la trentaquattrenne tesserata per il Laguna Running ha un personale di 1:10’10”, stabilito a Udine nel settembre dello scorso anno. Tutti frutti delle giornate passate a correre sulla ciclabile vista mare di Borghetto Santo Spirito (SV) dove ha svolto buona parte della preparazione.

Vigilia positiva
Gli ultimi messaggi che Sara ha pubblicato sui suoi profili social parlano di uno stato d’animo positivo: dichiara di trovarsi bene col fuso orario del Giappone (a differenza di quello degli Stati Uniti, che ammette di soffrire un po’) e di amare una nazione che fa del rispetto un caposaldo della propria cultura. Al buon umore contribuisce probabilmente un po’ di “fattore campo”: Sara conosce la città e il tracciato, per aver corso lì, nel 2018, un test sulla mezza maratona chiuso in 1:12’40”.
«Conosco il percorso, che è molto veloce anche se non completamente piatto e con lunghi tratti in rettilineo, sui quali si spera di non sentire troppo il vento. Un’esperienza che volevo fare.»
Il via è previsto alle ore locali 9:10 del mattino, cioè l’1:10 della domenica mattina in Italia.

Le avversarie
La starting list della 38ª Nagoya Women’s Marathon si può riassumere in una frase: “Tutte contro Meseret Defar”, pluricampionessa olimpica e mondiale su pista, che nel 2018 ha debuttato in maratona con 2:27’25” ad Amsterdam, percorso non facile. Tempi di accredito più veloci ce ne sono, come quelli delle le tre keniane Valary Jemeli (2:20’53”, Berlino 2017), Visiline Jepkesho (2:21’37”, Parigi 2017) e Monica Jepkoech (2:24’31”, Seul 2018). Primato della gara: 2:21’17” di Eunice Kirwa (Bahrain) nel 2017.