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Giancarlo Colombo

Mondiali indoor – 1a giornata: Magnani in finale

Margherita Magnani ha guadagnato l’accesso alla finale dei 3.000 m nella prima mattinata di gare alla Ergo Arena di Sopot, teatro in questo fine settimana dei mondiali indoor. 

La ventiseienne cesenate ha corso con autorità centrando un terzo posto straordinario nella prima batteria in 8’58”81 nella scia della primatista mondiale Genzebe Dibaba (8’57”86) e dell’olandese di origini etiopi Sifan Hassan (8’58”50).

Saranno in tutto sei le atlete di origini etiopi delle quali due autentiche, Genzebe Dibaba e la dominatrice della stagione del cross, Hiwot Ayalew oltre all’olandese Sifan Hassan, campionessa europea under 23 di corsa campestre nel 2013, a Maryam Yusuf Jamal, due volte iridata dei 1.500 m all’aperto che corre per il Barhein, e Mohamed Alia Saeed e Bethlem Desalegen, due atlete nate nel paese amarico, ma che gareggiano sotto la bandiera degli Emirati Arabi. Inoltre ci saranno le due keniote Hellen Obiri, campionessa in carica della distanza, e Irene Jelagat.

L’azzurra sarà una delle due sole atlete nate nel Vecchio Continente insieme alla polacca Renata Plis. Tre in totale le concorrenti bianche, novero completato dalla forte statunitense Shannon Rowbury, medaglia di bronzo ai Mondiali di Berlino nel 2009.

“Correndo nella prima batteria, sapevo di dovermi classificare necessariamente tra le prime tre. Essere una delle poche bianche in mezzo alle tante africane mi rende felice”, ha detto Margherita Magnani

Visibilmente contento dell’impresa della sua è l’allenatore Vittorio di Saverio. “Correre la batteria é sempre più difficile rispetto alla finale. Sei mesi di lavoro sono stati ripagati”.

Avvincenti, comunque, tutte le prove in cui si è articolato il primo turno degli 800 m, anche perché erano già delle semifinali dirette per l’accesso alla finale.

Batterie 800 m maschili – Il campione mondiale Mohamed Aman ha iniziato la difesa del suo titolo vinto a Istanbul imponendosi agevolmente nella prima batteria in 1’46”73. Il sudafricano André Olivier, secondo al mondo in questa stagione con l’1’44”99 ottenuto a Birmingham, ha vinto la seconda batteria in 1’46”18, precedendo il polacco Marcin Lewandwski (1’46”26). Come spesso accade, il miglior tempo è arrivato dalla terza e ultima batteria, dove l’altro beniamino del pubblico polacco, Adam Kszczot, ha fatto segnare un ottimo 1’45”76 (secondo tempo mai registrato in una batteria nella storia di questa rassegna) trascinando il britannico Andrew Osagie sotto il muro dell’1’46” con 1’45”88. Qualificazione per ripescaggio per l’altro polacco, Marcin Lewandowski, terzo nell’ultima semifinale.

Batterie 800 m femminili – Il pubblico polacco si é scaldato per sostenere la beniamina Angelika Chikovska, che ha vinto la prima batteria in 2’00”37 davanti alla giovane e promettente Laura Muir (2’02”55). Peccato per la giovane islandese Anita Hinriksdottir (campionessa mondiale under 18 a Donetsk e medaglia d’oro agli Europei Juniores 2013 a Rieti, il tutto nel giro di una settimana, la scorsa estate), che prima festeggia l’ingresso in finale e il record del mondo juniores con 2’01”03, poi si ritrova squalificata per invasione di corsia. Nella seconda batteria si é imposta la campionessa europea indoor in carica, Natalia Lupu, con il tempo di 2’00”65, mentre la primatista stagionale Ajee Wilson non è andata oltre il quarto posto mancando così l’ingresso in finale. La più grande sorpresa l’ha regalata la giovane svizzera Selina Buchel, che ha vinto la terza semifinale con il primato personale di 2’00”93 rinverdendo i fasti del mezzofondo elvetico, che visse una stagione straordinaria alla fine degli anni ’90 e inizio del Terzo Millennio con André Bucher e Anita Weyermann.

Batterie 1.500 m maschili: Il ventunenne tedesco di origini etiopi Homiyu Tesfaye, quinto ai Mondiali di Mosca della scorsa estate, si candida come un possibile protagonista per la finale dopo Jakub Holusa (3’47”20). Il giovane talento di Gibuti si è imposto nella seconda batteria in 3’38”94 precedendo l’argento olimpico di Pechino Nicholas Willis (3’39”14) e Silas Kiplagat (3’39”70). Il tempo più veloce è arrivato dalla terza batteria dove l’etiope Aman Wote ha fermato il cronometro in 3’36”75 davanti al marocchino Abdelati Iguider (3’37”83).

Batterie 1500 metri femminili: Abeba Aregawi ha passeggiato vincendo la seconda delle tre batterie in 4’08”74, ma a stupire è soprattutto la giovane Rababe Arafi, che si è imposta nella prima batteria in 4’10”95. La statunitense Treniere Moser si é aggiudicata la più lenta delle tre batterie correndo in 4’12”63 davanti all’emergente albanese Luiza Gega (4’13”78).

Batterie 3000 metri maschili: Nessuna sorpresa particolare nelle batterie dei 3.000 m. Augustine Choge si è imposto nella prima batteria dei 3.000 m in 7’44”85 davanti all’argento olimpico Dejen Gebremeskel (7’45”09). Nella seconda batteria, più veloce, Caleb Ndiku ha preceduto con 7’42”75 l’argento di Mosca dei 5.000 m, Hagos Gebrehiwet (7’42”95), e il tre volte campione del mondo dei 3.000 m Bernard Lagat (7’42”98).

Le finali della prima giornata

Getto del peso maschile: Wgiting si conferma campione del mondo

Spettacolo puro sulla pedana del lancio del peso maschile, una delle gare più attese per la presenza del beniamino del pubblico di casa Tomas Majewski, due volte campione olimpico a Pechino e a Londra. La finale non ha tradito le attese anche se è mancata la medaglia polacca tanto sognata dal pubblico che ha gremito la Ergo Arena. Il gigante statunitense Ryan Whiting si é confermato campione del mondo indoor vincendo ancora due anni dopo il trionfo di Istanbul e lo ha fatto in grande stile vincendo con 22.05, sua seconda migliore stagionale dopo il 22.23 realizzato due settimane fa ai Campionati Nazionali di Albuquerque. Nella sua serie il vice campione mondiale outdoor ha piazzato altri tre lanci oltre i 21 metri (21.47 alla seconda, 21.95 alla quinta e 21.11 alla sesta).

“Ero il favorito e sono contento di aver rispettato questo ruolo perché non ero riuscito a vincere a Mosca. David Storl ha piazzato un grande lancio ma sono riuscito a rispondere. Il tedesco è’ un grande campione. Ho gareggiato contro di lui in quattro  mondiali e ad un’Olimpiade e mi aspettavo che potesse fare grandi cose anche oggi. La nostra sta diventando una delle più grandi rivalità della storia della nostra specialità. Amo gareggiare in Polonia. E’ la mia sesta volta in questo paese”, ha detto Whiting.

Il giovane tedesco David Storl, due volte campione mondiale outdoor, si è dovuto “accontentare” della medaglia d’argento con 21.79 alla seconda prova (con altri due lanci oltre i 21 metri 21.35 e 21.19). La Nuova Zelanda sale sul podio anche a livello maschile dopo i successi a livello femminile con Valerie Adams con il giovane talento Tomas Walsh che scaglia l’attrezzo alla misura di 21.26 gelando la Ergo Arena che sperava nel bronzo di Majewski, terzo fino al quinto tentativo con 21.04, due centimetri meglio del bulgaro Georgi Ivanov. In finale sono approdati due atleti di origini italiani che rappresentano terre lontane come l’argentino German Lauro, sesto con 20.50 e il sudafricano di origini mantovane Orazio Cremona, settimo con 20.49. 

Prove multiple

Mattina: Le gare multiple raccontano la bella storia della famiglia Eaton. Ashton Eaton, campione olimpico e mondiale di decathlon e primatista del mondo del decathlon e dell’eptathlon in carica, guida dopo le prime due prove mattutine con 2012 punti grazie al 6”66, primato personale sui 60 metri, e al 7.78 nel salto in lungo. Lo statunitense ha 48 punti di vantaggio rispetto alla tabella di marcia del record del mondo da lui stabilito due anni fa a Istanbul 2012.

La moglie Brianne Theisen Eaton che gareggia per il Canada ed è la vice campionessa mondiale di Mosca all’aperto, ha concluso in terza posizione dopo le prime tre prove del penathlon femminile con 2914 punti (primato personale nei 60 ostacoli con 8”13, 1.84 nell’alto e 13.86 nel peso) a cinque punti dalla seconda, la primatista statunitense Sharon Day Monroe che recentemente ha battuto il record nazionale ai Campionati Nazionali di Albuquerque . Al termine delle prime tre prove guida in cima alla classifica Nadine Broersen che dopo aver corso in 8”32 nella prova inaugurale dei 60 ostacoli, ha stabilito il record olandese del salto in alto con 1.93 e ha lanciato a 14.59 nel peso totalizzando 3035 punti.

Sessione serale:

ORO OLANDESE NEL PENTATHLON FEMMINILE: L’ucraina Alina Fodorova si é portata in seconda posizione  nella classifica generale con 3836 punti grazie al 6.26 nel salto in lungo. Broersen ha conservato il primo posto con 3937 punti dopo il 6.17 nel lungo mentre Theisen Eaton si è mantenuta in terza posizione con 3804 punti.

Broersen, sesta nei conclusivi 800 metri, vince la medaglia d’oro con 4830 punti (migliore prestazione mondiale dell’anno) davanti a Brianne Theisen Eaton (4768 punti record nazionale indoor) e a Alina Fodorova (primato personale 4724 punti)

Il successo di Nadine Broersen premia la scuola olandese delle prove multiple che negli ultimi anni ha prodotto campioni come Eelco Sintnicolaas (oro europeo indoor nel 2013) e Dafne Schippers, bronzo ai Mondiali di Mosca 2013 della scorsa estate e ottima velocista che gareggerà sui 60 metri Sabato.

Batterie dei 60 ostacoli femminili: CARAVELLI 7”97: L’australiana Sally Pearson, campionessa olimpica, ha iniziato la difesa del suo titolo mondiale indoor vinto a Istanbul vincendo alla grande la sua batteria in un eccellente 7”79, tempo con il quale ha eguagliato il suo record mondiale stagionale stabilito a Berlino settimana scorsa nella prima edizione del meeting Istaf Indoor. Ottima anche Eline Berings che ferma il cronometro con 7”95. Brilla anche il colore azzurro nella seconda batteria dove Marzia Caravelli scende per la prima volta in carriera sotto il muro degli 8 secondi con 7”97 diventando la seconda in Italia di sempre dietro al 7”94 di Veronica Borsi e a pari merito con Carla Tuzzi. L’ostacolista di Pordenone trasferitasi a Roma è finita nella scia della campionessa statunitense Nia Ali (7”87) e della panamense Yvette Lewis (7”91). Grandi tempi hanno caratterizzato anche la terza batteria dove la francese Cindy Billaud ha migliorato il suo record personale con 7”87 precedendo la medaglia olimpica del salto in lungo Janay De Loach Soukup (8”01). Nell’ultima batteria vinta dalla britannica Tiffany Porter in 7”95 davanti alla tedesca Nadine Hildebrand (7”98) si è difesa bene la toscana Giulia Pennella che con 8”16 ha mancato di dodici centesimi di secondo il suo personale stabilito agli Assoluti di Ancona.

“Sono riuscita a realizzare questo risultato proprio nel momento più importante. Ho raccolto i frutti del lavoro fatto nelle ultime settimane. Agli Assoluti di Ancona ero stata battuta da Giulia Pennella ma soprattutto avevo corso in 8”10, un tempo che penso di non valere”, ha detto Marzia Caravelli.

Batterie dei 60 metri maschili: Il campione italiano Fabio Cerutti ha centrato la qualificazione per semifinali per ripescaggio ottenendo un buon 6”67, solo due centesimi più lento rispetto al tempo degli Assoluti di Ancona, nella prima delle sei batterie. La sua batteria viene vinta dallo zambiano Gerld Phiri in 6”59, stesso tempo fatto registrare dal giamaicano Kimmari Roach (6”59), Terzo è finito il recente campione statunitense Marvin Bracy. Il cinese Bingtian Su si è aggiudicato la seconda semifinale con 6”58 ma a brillare è soprattutto il britannico Richard Kilty che vince la quarta batteria eguagliando il suo record personale con 6”53 precedendo l’iraniano Reza Gzazemi (6”58) e il giamaicano Nesta Carter, uno dei favoriti per la vittoria finale (6”58). In chiave europea da sottolineare anche il 6”57 fatto registrare sia dal tedesco di origine polacche Lucas Jakubczyk che dal britannico Dwain Chambers. 

Semifinali 400 metri maschili: Nella prima semifinale desta una grande impressione il campione europeo indoor e outdoor Pavel Maslak che realizza un ottimo 45”79.  Chris Brown delle Bahamas, campione del mondo indoor del 2010 e tre volte medaglia di bronzo nel 2006, 2008 e 2012, si è aggiudicato il primo posto nella seconda semifinale in 46”19 precedendo di sei centesimi di secondo il campione mondiale uscente Nery Brenes di Costarica.

Qualificazioni del salto in alto: La due volte campionessa mondiale indoor e outdoor Blanka Vlasic ha dovuto faticare molto per passare il turno guadagnando l’accesso alla gara delle migliori otto che si giocheranno le medaglie solo per ripescaggio. La fuoriclasse di Spalato, tornata asuperare i 2 metri recentemente a Praga dopo sette mesi di assenza dopo un periodo di infortuni, ha sbagliato tre prove a 1.95, quota di ammissione diretta alla finale superata da sette atlete. Con otto atlete direttamente qualificate per la finale Vlasic ha dovuto tremare fino all’ultimo sperando che nessun’altra riuscisse a superare 1.95. Alla fine 1.92 è bastato perché nessuna è riuscita a superarla. Qualificazione agevole per la spagnola Ruth Beitia che disputerà la sua settima finale su otto partecipazioni ai Mondiali Indoor.

Nelle qualificazioni del salto in alto femminile qualificazione con qualche patema per la croata Blanka Vlasic che passa come ottava con 1.92 malgrado tre errori a 1.95, quota di accesso diretta alla finale. Passano alla finale con 1.95 tutte le favorite con in testa la spagnola Ruth Beitia, la russa Maria Kuchina, la tedesca Maria Laurence Jungfleisch e la polacca Kamila Kiwicko.

Batterie 400 maschili: Nelle batterie dei 400 metri si mettono in evidenza il campione olimpico della 4×400 Chris Brown con 45”84 e il campione europeo indoor e outdoor Pavel Maslak (46”01). Brillano anche il bronzo olimpico Lalonde Gordon di Trinidad and Tobago con 46”07 e l’argento olimpico Luguelin Santos, primo nella terza batteria con 46”54.

Batterie 400 femminili: La nigeriana Regina George è stata l’unica a scendere sotto il muro dei 52 secondi con 51”90, mezzo secondo meglio rispetto alla seconda migliore classificata Shaune Miller delle Bahamas, campionessa mondiale dei 400 metri a livello allievi e juniores e finalista a Mosca sui 200 metri.

Qualificazioni del salto triplo femminile: La giamacana Kimberly Williams ha ottenuto la miglior misura delle qualificazioni con 14.35 precededno l’ucraina Olga Saladukha (14.31) e la russa Ekaterina Koneva (14.20).