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Mondiali di Doha: Super Hassan vince i 1500 metri in 3’51”95, sesta di sempre

Foto Iaaf/Getty Images
Di: Diego Sampaolo

La penultima giornata dei Mondiali di Doha è stata un susseguirsi di emozioni e di risultati sensazionali all’interno del Khalifa Stadium gremito di gente.

Sifan Hassan ha completato una doppietta senza precedenti vincendo i titolo mondiale dei 1500 metri bissando il successo di pochi giorni fa sui 10.000 metri. La mezzofondista nata in Etiopia ma trasferitasi in Olanda quando aveva 15 anni ha polverizzato il record dei campionati con un clamoroso 3’51”95, sesta prestazione mondiale all-time in una gara strepitosa nella quale addirittura nove atlete sono scese sotto i 4 minuti. Hassan ha percorso l’ultimo 400 metri in 54”9. In otto hanno corso al di sotto del precedente record dei campionati realizzato da Tatyan Tomashova a Parigi 2003 con 3’58”52. Straordinari anche i tempi della campionessa in carica Faith Kipyegon (seconda in 3’54”22), della statunitense Gudaf Tsegay (terza in 3’54”38), della statunitense Shelby Houlihan (primato nordamericano con 3’54”98), della britannica Laura Muir (secondo crono della sua carriera con 3’5”76) e della canadese Gabriela Debues Stafford (record nazionale con 3’56”12).

Secondo oro consecutivo sui 5000 metri di Obiri, bronzo per Klosterhalfen

La keniana Hellen Obiri ha confermato il titolo mondiale di due anni fa a Londra 2017 vincendo anche a Doha con il nuovo primato dei Campionati (14’26”72) con un ultimo giro in 2’06” e i 400 metri finali in 58”4 davanti alla connazionale Margaret Chelimo (14’27”49) e alla tedesca Konstanze “Koko” Klosterhalfen (14’28’43). La pista di Doha si è confermata magica per il mezzofondo. Ben undici hanno stabilito il record personale. Di grande livello tecnico anche le prestazioni dell’etiope Tsehay Gemechu (14’29”60) e della keniana Lilian Rengeruk (14’36”05). La britannica Laura Weightman ha stabilito il personale con 14’44”57 superando Hawi Feysa (14’44”92) e la figlia d’arte scozzese Elish McColgan (14’46”17).

Staffette 4×400 maschile e 4×100 femminile italiane in finale

Le staffette italiane della 4×100 femminile e della 4×400 maschile hanno staccato il biglietto per le prossime Olimpiadi di Tokyo 2020 grazie alle finali raggiunte ai Mondiali di Doha.

Il quartetto della 4×100 femminile formato da Johanelis Herrera Abreu, Gloria Hooper, Anna Bongiorni e Irene Siragusa si è classificato al settimo posto in 42”98 mancando di otto centesimi di secondo il fresco primato italiano stabilito nella semifinale dei Mondiali di Doha. Le italiane hanno eguagliato il miglior piazzamento di sempre a livello azzurro nella storia dei Mondiali detenuto da Masullo, Dal Bianco, Ferrian e Tarolo a Tokyo 1991. Il team giamaicano composto da Natalliah Whyte, Shelly Ann Fraser Pryce, Jonielle Smith, Shericka Jackson ha vinto l’oro in 41”44 davanti alla Gran Bretagna (Asha Phillip, Dina Asher Smith, Ashleigh Nelson e Darryl Neita), seconda in 41”85, agli Stati Uniti con Dezerea Bryant, Tehana Daniels, Morolake Akinosoun e Klara Parker (42”10). Fraser Pryce ha vinto il nono titolo mondiale della sua straordinaria carriera. La Svizzera (Ajla Del Ponte, Sarah Atcho, Mujinga Kambundji, Salomé Kora) sfiora l’impresa di salire sul podio ottenendo un ottimo quarto posto con il record nazionale davanti alla Germania (42”48) e a Trinidad and Tobago (42”71).

Italia in finale con il quinto miglior tempo italiano di sempre nella 4×400

Edoardo Scotti, Vladimir Aceti, Matteo Galvan e Davide Re hanno centrato il doppio obiettivo della finale iridata e della qualificazione diretta alle Olimpiadi di Tokyo grazie all’eccellente terzo posto nella semifinale in 3’01”76, quinto miglior tempo italiano all-time e crono più veloce italiano degli ultimi 22 anni. Davide Re ha compiuto un capolavoro straordinario rimontando dalla sesta alla terza posizione nell’ultima frazione. Sul rettilineo finale il ligure ha superato prima Martin Rooney e il botswano Scotch acciuffando il terzo posto della qualificazione diretta alle spalle degli Stati Uniti (2’59”89) e della Colombia (3’01”06). L’ultima staffetta italiana in grado di centrare la finale mondiale della staffetta 4×400 risale all’edizione di Atene 1997 quando Ashraf Saber, Marco Vaccari, Andrea Nuti e Fabrizio Mori si piazzarono al settimo posto. La Giamaica ha vinto l’altra semifinale in 3’00”76 davanti al Belgio (3’00”87).

Semifinali staffetta 4×400 femminile: Italia prima delle escluse dalla finale

Il quartetto azzurro formato da Maria Benedicta Chigbolu, Ayomide Folorunso, Giancarla Trevisan e Raphaela Lukudo si è battuta bene classificandosi quinta in 3’27”57 (nono miglior tempo delle due semifinali) ma è stata eliminata come prima delle escluse dalla finale. Le azzurre sono state precedute di 17 centesimi di secondo dal Belgio. Le statunitensi Jessica Beard, Allyson Felix, Kendall Ellis, Courtney Okolo si sono qualificate realizzando il miglior tempo delle due semifinali con 3’22”96.

Staffetta 4×100 maschile: Gli USA trionfano con il secondo miglior tempo di sempre

Gli Stati Uniti hanno conquistato il titolo mondiale in 37”11 con un quartetto formato da Christian Coleman, Justin Gatlin, Michael Rodgers e Noah Lyles precedendo i campioni in carica della Gran Bretagna (Adam Gemili, Zharnel Hughes, Richard Kilty, Nethaneel Mitchell Blake), che hanno demolito il primato europeo. Per gli statunitensi di tratta del secondo miglior tempo di sempre. Coleman e Lyles hanno vinto il loro secondo titolo di questi campionati dopo i successi rispettivamente sui 100 e sui 200 metri. Il Giappone con il primatista nipponico Hakim Sani Brown ha conquistato il bronzo in 37”43 (record asiatico) davanti al Sudafrica (37”73) e alla Cina (38”07).  

Finale getto del peso maschile: migliore gara di sempre con quattro pesisti oltre i 22 metri

I primi tre classificati divisi da appena un centimetri con misure strepitose nella più grande gara di sempre con quattro atleti ben oltre il precedente record dei campionati. Lo statunitense Joe Kovacs ha vinto l’oro con 22.91m all’ultimo tentativo a sua disposizione precedendo Ryan Crouser e Tom Walsh, secondo e terzo con la stessa misura di 22.90m. A livello mondiale non si registravano misure così lunghe dal giorno del record mondiale di Randy Barnes (23.12m nel 1990). Anche il brasiliano Darlan Romani ha sparato l’attrezzo oltre i 22 metri a 22.53m (misura che gli avrebbe permesso di vincere tutte le precedenti edizioni dei Mondiali). In otto hanno superato la barriera dei 21 metri.

Finale salto triplo femminile: Rojas a 13 centimetri dal record del mondo

La venezuelana Yulimar Rojas ha vinto il secondo titolo mondiale outdoor della sua carriera due anni dopo Londra 2017 avvicinando di soli 13 centimetri il record del mondo di Inessa Kravets stabilito in occasione dei Mondiali di Goteborg 1995. La sudamericana ha sfiorato anche il record personale di 15.41m realizzato a inizio Settembre ad Andujar.

La giamaicana Shanieka Ricketts ha vinto la medaglia d’argento con 14.92m (ad un centimetro dal record personale) precedendo la fuoriclasse colombiana Caterine Ibarguen (bronzo con 14.73m).

 

Batterie 100 ostacoli femminili: Bogliolo vince la batteria in 12”80

 

Luminosa Bogliolo ha vinto la batteria dei 100 ostacoli in 12”80 (undicesimo miglior tempo complessivo a 4 centesimi dal record italiano di Veronica Borsi) precedendo la giamaicana Yanique Thompson di cinque centesimi di secondo e la belga Anne Zagré (12”91). La campionessa olimpica Brianna McNeal è stata squalificata per una falsa partenza.

 

La nigeriana Tobi Amusan ha ottenuto il miglior tempo delle batterie con 12”48 precedendo Danielle Williams (12”51) e Kendra Harrison (12”55). Tra il settimo posto di Nadine Visser (12”75) e l’undicesimo di Bogliolo ci sono appena cinque centesimi di secondo.

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