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Mondiali – Cronaca della 7a giornata: doppiette per Farah e Fraser Pryce

17 Agosto, 2013

Mo Farah ha completato la doppietta che aveva mancato due anni fa a Daegu quando fu oro sui 5000 metri e argento sui 10000 metri. Il fuoriclasse britannico ha ripetuto il successo sui 5000 di Daegu in 13’26”98. L’etiope Gebrehiwet, che ha appena compiuto i 19 anni, ha avuto la meglio addirittura per un millesimo di secondo negli ultimi metri su Isiah Koech, altro giovane talento, in 13’27”26.

La finale dei 5000 è partita ad un’andatura molto lenta con il primo 400 corso in 1’11” ma il ritmo si è ravvivato grazie all’iniziativa dei due keniani Koech e Longosiwa. Successivamente il ritmo è calato nuovamente con il 2 km corso in 2’52”.

Dopo il passaggio ai 3 km in 8’27”29 la gara è entrata nel vivo quando Koech è andato a condurre insieme a Longosiwa e all’etiope Muktar Edris. Farah è partito a 650 metri dalla fine ad una velocità che gli avversari non sono riusciti a tenere. Il campione britannico ha fatto registrare l’ultimo chilometro in 2’22”28 e l’ultimo 600 in 1’22”28, un’andatura da gara di 800 metri da 1’46”-1’47”.

Farah è il secondo atleta della storia a centrare la doppietta sui 5000 e sui 10000 metri alle Olimpiadi e ai Mondiali in due anni consecutivi dopo Kenenisa Bekele che trionfò su entrambe le distanze ai Giochi di Pechino 2008 e ai Mondiali 2009 di Berlino.

Se Farah è il personaggio maschile die Campionati, la giamaicana Shelly Ann Fraser Pryce si candida al ruolo di regina di Mosca 2013 con il doppio trionfo sui 100 e sui 200 metri. “Pocket Rocket” come viene chiamata la velocista giamaicana ha dominato la finale dei 200 metri dall’inizio alla fine in 22”17. Solo sei millesimi di secondo hanno diviso l’ivoriana Murielle Ahouré (argento sui 100 sempre dieto alla Fraser) dalla nigeriana Blessing Okagbare in un finale molto avvincente per il secondo e il terzo posto. Per Okagbare si tratta della seconda medaglia di questi campionati dopo l’argento nel salto in lungo.Purtroppo la campionessa olimpica dei 200 Allyson Felix, che aveva corso il miglior tempo della semifinale con 22”59, si è infortunata alla coscia ed è stata prontamente soccorsa.

Gli Stati Uniti guidati dal campione mondiale Lashawn Merritt hanno la dominato la finale della 4×400 in 2’58”71 con oltre un secondo di vantaggio sulla Giamaica (2’59”88) e sulla Russia (2’59”90). Il Belgio che schierava i tre fratelli Borlée (Jonathan, Kevin e Dylan) si è ottimamente comportato chiudendo in quinta posizione.

Il risultato di maggiore spessore tecnico è stato il 78.80 con il quale la campionessa olimpica e mondiale in carica Tatyana Lysenko ha bissato il successo di due anni fa a Daegu. Lysenko ha completato la tripletta in due anni avendo vinto l’anno scorso le Olimpiadi. Lysenko si è portata in testa con un lancio da 77.58 alla prima prova ma l’ex campionessa mondiale di Berlino Anita Wlodarczyk l’ha sorpassata in classifica con un lancio di 77.79 al terzo tentativo. Lysenko ha risposto prontamente al tentativo successivo con 78.80, stabilendo il record dei Campionati Mondiali e il record nazionale. Wlodarczyk ha risposto con il lancio di 78.46 che gli valeil record nazionale e la quarta migliore prestazione di sempre. Inuna delle più belle gare della storia la cinese Zhang Wenxiu ha conquistato il bronzo con 75.58.

Aleksander Menkov ha mandato in delirio il pubblico di casa nella finlae del lungo maschile ben due volte prima con un salto da 8.52 seguito da un 8.43 nella prova successiva prima di migliorarsi ulteriormente con 8.56 al quarto tentativo. L’ex ghanese Ignisious Gaisah che ora gareggia con la maglia arancione dell’Olanda, étornato a grandissimi livelli dopo tanti guai fisici vincendo l’argento con 8.29 per due centimetri sulla rivelazione stagionale del Messico Luis Rivera che ha centrato il primo podio mondiale della sua carriera con 8.27 superando in classifica lo spagnolo Eusebio Caceres.

Il giovane tedesco David Storl ha rivinto la medaglia d’oro iridata due anni dopo il successo di Daegu con un lancio di 21.73 confermandosi grande agonista nei grandi campionati quando le medaglie sono in palio. Il capofila stagionale Ryan Whiting ha lanciato a 21.57 al primo tentativo ma non è più riuscito a migliorarsi e si è dovuto accontentare del secondo posto davanti al canadese Dyalan Armstrong che ha effettuato un miglior lancio di 21.34 al quinto tentativo.

Semifinali 1500 metri maschili: La prima semifinale che metteva di fronte il primo e il secondo dei Mondiali di Daegu, il campione del mondo Asbel Kiprop ha preceduto l’argento Silas Kiplagat in 3’43”30. Molto più veloce è stata la seconda semifinale l’altro keniano Nixon Chepseba con 3’35”88 per sette centesimi di secondo sullo statunitense Matthew Centrowitz.

Semifinali 800 metri femminili: La statunitense Alysia Montano si è imposta nella prima semifinale in 1’58”93 precedendo la connazionale Brenda Martinez (1’59”03) e la campionessa europea indoor Natalia Lupu (1’59”63). La seconda semifinale più lenta è stata vinta dalla keniana Eunice Sum in 2’00”70 per otto centesimi sulla campionessa olimpica e mondiale Maria Savinova. La campionessa mondiale juniores Ajee Wilson ha garantito agli Stati Uniti tre posti in finale con il terzo posto in 2’00”90.

Semifinali 200 metri: I tempi più veloci a sorpresa sono arrivati dallo statunitense Curtis Mitchell e dal britannico Adam Gemili che hanno fermato il cronometro rispettivamente in 19”97 e in 19”98. Mitchell ha avuto la meglio su Warren Weir (20”20), mentre Gemili ha vinto la terza semifinale per due centesimi sul giamaicano Nickel Ashmeade. Usain Bolt si è limitato a vincere la seconda semifinale in 20”12 per un centesimo sul sudafricano Anaso Jobodwana.

Sessione mattutina

Grande dispiacere per Daniele Greco che deve rinunciare alle qualificazioni a causa di uno stiramento subito in qualificazione. Sfumano così le più concrete speranze di medaglia per l’atletica italiana. Fuori anche Fabrizio Donato che non va oltre il quindicesimo posto in qualificazione con 16.53, arrivando a dieci centimetri dalla qualificazione. Passa invece con la nona misura di 16.83 il carabiniere di Rovellasca Fabrizio Schembri dopo un 16.57 di apertura a conferma del suo ottimo stato di forma dopo il titolo italiano vinto a Milano con 16.98.

“E’ successo quello che non t’aspettii. Avevo quasi completato il riscaldamento. Alla prima rincorsa con le chiodate e appena ho appoggiato il piede destro a terra, ho sentito una fitta al bicipite femorale destro. Sono cose che purtroppo succedono nello sport. Uno si allena per nove mesi e poi crolla tutto in un attimo. Avrei voluto continuare ma non si poteva fare nulla”, ha detto Greco.

Donato é uscito deluso dal mondiale di Mosca. “Il problema emerso in gara è figlio del poco lavoro. Non riesco a correre come vorrei e a essere fluido nella rincorsa. Alla delusione personale si somma il dispiacere per Daniele. Sono corso subito da lui e gli ho consigliato di rinunciare a saltare per non aggravare la situazione.

Alla delusione di Donato e Greco si contrappone la felicità di Schembri. “E’ un’ottima pedana. In finale voglio fare 17 metri. Mi dipaice per Daniele. L’ho abbracciato in segno di affetto. Daniele e Fabrizio sono ottimi atleti e ottime persone. La parte difficile è finale.Ora arriva il divertimento”. Tra i favoriti brillano soprattutto i francesi Teddy Tamgho, autore della migliore misura di 17.41, e Yoann Rapinier (17.39) e il campione mondiale e olimpico Christian Taylor (17.36), Wil Claye (17.08) e il campione del mondo juniores di Barcellona Pedro Pablo Pichardo (17.06).

Nella mattinata in chiaroscuro dell’atletica italiana brilla la staffetta 4×400 che passa in finale di diritto grazie al secondo posto in 3’29”62 alle spalle degli Stati Uniti che vincono in 3’25”18.

Il quartetto azzurro era formato da Chiara Bazzoni, Marta Milani, Maria Benedicta Chigbolu e Libania Grenot.La Panterita compie un grande sforzo per effettuare il sorpasso decisivo per acciuffare la qualificazione e finisce per rischiare nel finale di fronte alla rimonta dell’ucraina Pygyda. Alla fine le azzurre centrano una splendida finale per appena un centesimo di secondo. La Russia ha realizzato il miglior tempo delle tre semifinali con 3’23”51.

Nei 100 ostacoli Marzia Caravelli passa brillantemente il turno accedendo in semifinale grazie al secondo posto in 13”07 alle spalle della canadese Angela Whyte che scende sotto i 13 secondi con 12”93. Veronica Borsi, purtroppo reduce da malanni fisici nell’ultimo periodo, è stata eliminata con il quinto posto nella sua batteria in 13”35 finendo a due centesimi dal quarto posto della trini degna Aleesha Barber che le avrebbe dato la qualificazione. La batteria della braccianese è stata vinta dal fenomeno statunitense Brianna Rollins con un eccellente 12”55. Ha destato un’eccellente impressione anche la campionessa uscente australiana Sally Pearson che ha realizzato il secondo miglior tempo con 12”62, sua migliore prestazione dell’anno.