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Giancarlo Colombo

Intervista a Mo Farah, star dell’atletica inglese

Ha riscritto la storia del mezzofondo prolungato nelle ultime due stagioni vincendo i titoli olimpici dei 5.000 e dei 10.000 m davanti al suo pubblico, a Londra, e ha ripetuto l’impresa quest’anno trionfando su entrambe le distanze ai Mondiali di Mosca. Nella capitale russa ha bissato il successo di Daegu sui 5.000 m e ha riscattato la sconfitta sui 10.000 m subita nella città coreana dall’etiope Ibrahim Jeylan, che a Mosca ha conquistato la medaglia d’argento sulla distanza più lunga. Questi cinque titoli, ai quali si aggiungono la doppietta a livello europeo su entrambe le distanze a Barcellona 2010 e la medaglia d’oro agli Europei di Helsinki 2012 sui 5.000 m, fanno di Mo Farah uno dei più grandi campioni della gloriosa storia dell’atletica britannica.

E sempre a proposito di storia, ma in questo caso di quella mondiale dell’atletica, vogliamo precisare ai nostri elttori che Farah è diventato il secondo atleta dopo Kenenisa Bekele capace di realizzare la “double-double”, cioè vincere i 5.000 e i 10.000 m alle Olimpiadi e ai Mondiali in anni consecutivi. Questo è Mo Farah.

Grazie a queste imprese sportive, alla sua vicenda umana e alla sua straordinaria simpatia, Mo Farah è uno dei campioni più popolari non solo dell’atletica, ma di tutto lo sport in Gran Breatgna.

Nato a Mogadiscio in Somalia il 23 Marzo 1983, Mo trascorse gli anni dell’infanzia in Gibuti con il fratello gemello Hassan. Fuggì dalla guerra civile in Somalia all’età di otto anni per raggiungere il padre a Londra. Gli inizi furono difficili anche perché Mo non parlava una parola di inglese.

La storia di Mo Farah ha commosso il mondo quando il quotidiano britannico Daily Mail raccontò all’indomani dei successi olimpici di Londra la vicenda del fratello gemello Hassan rimasto in Africa con la madre quando la famiglia prese la dolorosa decisione di inviare tre dei sei fratelli in Gran Bretagna per sfuggire dalla sanguinosa guerra civile. Hassan era un buon corridore ma non ebbe la stessa fortuna di inseguire una carriera nell’atletica come il fratello; è riuscito a costruirsi un’esistenza dignitosa diventando ingegnere delle telecomunicazioni. Si è sposato e ha cinque figli. “Per me la separazione da Mo è stata particolarmente dolorosa perché è come se la sua partenza avesse lasciato uno spazio vuoto nelmio cuore. Questo spazio non è mai stato colmato. E’ stato come perdere una parte di me. Lui ha avuto la fortuna di potersi allenare nei migliori impianti mentre per me è stato impossibile continuare a correre. Ci siamo rivisti dopo tanti anni nel 2003.  Guardandolo vincere alle Olimpiadi non ho mai smesso di pensare che avremmo potuto diventare una coppia di gemelli di successo ma non ho rimpianti. E’ mio fratello e gli voglio bene. Sono orgoglioso dei suoi successi”, raccontò Hassan.

La svolta avvenne durante gli anni trascorsi alla Feltham Community College di Londra dove il suo insegnante Alan Watkinson scoprì il suo talento per la corsa su un campo di calcio. “Quando incontrai Mo per la prima volta, faceva fatica a livello accademico a causa della barriera linguistica. Aveva bisogno di aiuto. Mo sognava di diventare un calciatore dell’Arsenal, il suo club di calcio preferito ma capii che aveva talento per emergere nella corsa. Mi colpì il suo cambio di velocità”, disse Alan Watkinson

Il mondo dell’atletica deve ringraziare Watkinson per aver intuito le grandi potenzialità di Farah. I primi successi non tardarono ad arrivare. Nel 1997 vinse a 14 anni il primo dei suoi cinque titoli scolastici inglesi di corsa campestre. Nel 2001 conquistò il titolo europeo juniores dei 5000 a Grosseto. L’Italia gli ha portato fortuna nel 2006 quando vinse gli Europei di cross a San Giorgio su Legnano sui prati del mitico Campaccio sotto la guida del suo primo allenatore Alan Storey. Questo è stato solo l’inizio della sua favola sportiva che lo ha portato a conquistare il tetto del mondo.

Mo, quali sono sono state le persone più influenti della sua carriera?

“E’ una domanda difficile perché sono state tante le persone che mi hanno sostenuto durante la mia carriera. E’ difficile citare tutti. Se dovessi scegliere, penso al mio insegnante di educazione fisica Alan Watkinson che ha fatto tanto per aiutarmi in un periodo difficile della mia vita. Desidero ringraziare anche Paula Radcliffe che mi ha dato molti consigli quando ero agli inizi e la consideravo come un modello da seguire. Il mio manager Rick Simms è stata una figura molto importante perché mi ha permesso di allenarmi in Kenya. I corridori keniani seguono uno stiledi  vita molto semplice: mangiano, dormono e si allenano. E’ stato proprio allenandomi con loro che ho capito che dovevo cambiare il mio stile di vita per avere successo. In Kenya spero che tutte le persone che hanno contribuito alla mia carriera sappiano che sono grato nei loro confronti e desidero ringraziare tutti per quello che hanno fatto per me”

La sua famiglia ha giocato un ruolo importante nella sua carriera. Quanto è difficile stare tanto tempo lontano dai figli?

“Sono sposato con Tania dall’Aprile 2010 e ho tre figlie: Rihanna di sette anni e due gemelle Aishi e Amani nate nell’Agosto 2012 pochi giorni dopo le due medaglie d’oro alle Olimpiadi di Londra. Le mie figlie sono la mia fonte d’ispirazione. Purtroppo la mia carriera comporta molti sacrifici. Per allenarmi sono costretto a stare lontano dalla mia famiglia per tanto tempo. Non è facile per me tornare a casa dopo tanto tempo. Rihanna ha sette anni e sa cosa fa suo padre ma le gemelle sono ancora troppo piccole. A volte succede che non mi riconoscono e scappano quando provo ad abbracciarle. La vittoria di Mosca è stata la compensazione di tanti sacrifici che ho dovuto affrontare”.

Ha vinto le Olimpiadi in casa davanti alla sua gente. Cosa ricorda del Super Saturday quando la Gran Bretagna vinse tre medaglie d’oro in 45 minuti grazie a lei, Jessica Ennis e Greg Rutherford?

“E’ un ricordo straordinario. Vincere le Olimpiadi nella città dove sono cresciuto e sono andato a scuola  è semplicemente fantastico. Quando ho visto Jessica Ennis festeggiare la sua medaglia d’oro nell’eptathlon, mi sono detto: “Anch’io voglio la mia medaglia d’oro.” Ero elettrizzato dall’atmosfera creata dal pubblico che scandiva il mio nome: “Go Mo, Go Mo”. Sapere che mia moglie e mia figlia Rihanna erano nello stadio mi ha dato una motivazione speciale. Ho chiesto a mia figlia di fare il giro d’onore con me dopo i 10000 metri. All’inizio era spaventata perché il rumore all’interno dello stadio era assordante. E’ stato incredibile. Il sogno di ogni atleta è vincere una medaglia d’oro ma due è una cosa che non avrei mai immaginato, Le medaglie vinte a Londra sono per le mie figlie nate pochi giorni dopo le Olimpiadi. Ringrazio il sostegno del pubblico. Senza di loro probabilmente non sarei mai riuscito a vincere anche i 5000 metri. All’interno dello stadio c’era un rumore paragonabile a quello di uno stadio di calcio quando una squadra segna un goal.

Nella storia olimpica soltanto sei uomini sono riusciti a vincere 5000 e 10000 metri nella stessa edizione delle Olimpiadi. Si tratta di Lasse Viren, Hannes Kolehmainen, Emil Zatopek, Vladimir Kutz, Miruts Yifter e Kenenisa Bekele. Cosa ha provato ad entrare in questa elite di campioni?

“Vedere il mio nome accanto a quelli di leggende della corsa é incredibile. Devo i miei successi al mio allenatore Alberto Salazar che mi allena nell’Oregon dall’inizio del 2011. Alberto è una persona straordinaria che si prende cura di ogni aspetto dei suoi atleti”

Che rapporto ha con il suo compagno di allenamenti Galen Rupp?

“Mi piace anche ricordare il mio rapporto speciale con il mio compagno di allenamenti Galen Rupp (argento a Londra sui 10000). Ci aiutiamo a vicenda in allenamento e in gara. Siamo amici anche al di fuori della pista e ci divertiamo a giocare insieme alla Play Station”

Al meeting di Montecarlo di quest’estate ha battuto con il tempo di 3’28”81 il record europeo dei 1500 metri di Fermin Cacho e il record britannico detenuto da Steve Cram che quella serata commentava la tua gara come telecronista della BBC. Si aspettava di correre così forte sulla distanza più breve?

“Il mio allenatore Alberto Salazar mi ha proposto di correre i 1500 a Montecarlo per fare un test di velocità in vista dei Mondiali di Mosca. Prima di correre a Monaco ho svolto una buona sessione di allenamenti a St. Moritz e sapevo di stare bene e di poter correre in 3’30 ma onestamente non pensavo di poter correre ancora più forte. Le condizioni per correre erano ottime e a Montecarlo avevo già battuto i miei record sia sui 1500 che sui 5000.

Ha mantenuto il suo legame con il suo paese di origine attraverso la Mo Farah Foundation. Di cosa si occupa la sua Fondazione?

“Ho creato la mia Fondazione insieme a mia moglie Tania. La Mo Farah Foundation lavora per fornire un sostegno alla gente colpita dalla siccità nel Corno d’Africa procurando acqua e cibo.  Molti bambini in Somalia muoiono perché malnutriti. “

Ci parli di come é nato il suo celebre gesto del Mobot, diventato ormai popolarissimo in tutti gli eventi britannici di atletica?

“Tutto é nato quasi per scherzo durante una trasmissione televisiva britannica di Sky “A League of their Own”. Il presentatore propose un gesto di esultanza in caso di vittoria alle Olimpiadi di Londra e lanciò l’idea della M che stava a significare sia l’iniziale del mio nome Mo sia la lettera contenuta nel titolo della canzone Ymca dei Village People. Da allora ho riproposto il Mobot tante volte anche per raccogliere fondi in favore dalla mia fondazione. E’ stato bello vedere la gente imitare il mio gesto per esprimere la gioia dopo le mie vittorie”

                                                                                        

Scheda di Mo Farah:

Nato a: Mogadisho (Somalia) il 23 Marzo 1983

Altezza/Peso: 1.71m/65kg

Allenatore: Alberto Salazar

Manager: Ricky Simms

Palmares:

2001: Oro agli Europei Juniores sui 5000m a Grosseto; argento agli Europei Juniores di Corsa Campestre a Thun

2003: Argento agli Europei Under 23 a Bydgoszcz;

2005: Oro agli Europei Under 23 sui 5000m a Erfurt

2006: Argento agli Europei di Goteborg 2006 sui 5000m; Oro agli Europei di Cross a San Giorgio su Legnano

2007: Sesto ai Mondiali di Osaka 2007 sui 5000 metri

2008: Argento agli Europei di Cross a Bruxelles

2009: Oro ai Campionati del Mondo di Torino 2009; Argento agli Europei di cross

2010: Oro agli Europei sui 5000 e sui 10000 metri a Barcellona

2011: Oro sui 5000m e argento sui 10000m ai Mondiali di Daegu; record europei sui 10000 metri (26’46”57 Eugene) e record britannico sui 5000 (12’53”11 a Montecarlo)

2012: Doppio oro sui 5000 e sui 10000 metri alle Olimpiadi di Londra; Titolo europeo sui 5000m a Helsinki sui 5000m; quarto sui 3000m ai Mondiali Indoor di Istanbul

2013: Doppio oro ai Mondiali sui 5000 e 10000 metri a Mosca; record europeo dei 1500m (3’28”81 a Montecarlo)

Primati personali:

1500m: 3’28”81 (Montecarlo 2013)

3000m: 7’36”85 (Londra 2013)

5000m: 12’53”11 (Montecarlo 2011)

10000m: 26’46”57 (Eugene 2011)

Mezza maratona: 1h00’59” (New Orleans 2013)