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L’arte di allenare

Di: a cura di Chiara Collivignarelli

L’arte di allenare è complessa ed essere un coach vuol dire assumersi la responsabilità di stimolare la crescita di un atleta. Si tratta di una sfida enorme, simile allo sforzo che accompagna uno sportivo nel suo cammino per raggiungere un obiettivo.

Il libro

Nel volume L’arte di allenare Max Monteforte, tecnico nazionale ed ex azzurro di ultramaratona, offre al lettore tutto il suo bagaglio di conoscenze tecniche e scientifiche sul running. Lo fa alternandole a momenti di narrazione autobiografica, suggestioni e aneddoti che hanno l’obiettivo di svelare la poesia nascosta dietro alla fatica che ogni performance atletica porta con sé. Organizzato il 6 sezioni e 42 capitoli, il racconto è un viaggio attraverso la storia della corsa, la scoperta dei meccanismi del corpo, la psicologia che governa la mente di un atleta, l’alchimia dei numeri che determinano i risultati sportivi.

Respirare con gli occhi

La filosofia de L’arte di allenare viene esplicitata man mano che si procede con la lettura ma è già racchiusa nel sottotitolo del libro: respira con gli occhi. Cioè lo sfruttare l’aria che esce dalla bocca mentre si corre, familiare a chi è abituato a uscire la mattina presto per allenarsi, per stabilire la distanza da mantenere rispetto a un altro runner. Così facendo si imparerà a mettersi in scia, a sentirsi parte di un gruppo, a gestire le forze e a misurare i tempi di una prestazione. Ancora: corri con la mente, cioè non sottovalutare la dimensione mentale della corsa. Un’esperienza che mette in contatto con la propria essenza profonda, armonia di mente e corpo.

L’autore

Max Monteforte è allenatore nazionale in qualità di tecnico e maestro di sport al Centro Sportivo Carabinieri. Organizzatore di eventi, talent scout (ha selezionato campioni che oggi corrono per il Progetto Purosangue). Ex azzurro di ultramaratona, ha cominciato a correre con l’associazione Atletica La Rustica per poi passare al Club Atletico Campidoglio prima e al Centro Sportivo Esercito dopo. Fino a gareggiare per il Centro Sportivo del Corpo Forestale dello Stato. Ha all’attivo oltre 120.000 km percorsi in carriera, tutti registrati sulle sue agende degli allenamenti.

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