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Jos Hermens: “Servirà creatività quando torneranno le gare”

Giancarlo Colombo
Di: Diego Sampaolo

Il manager olandese Jos Hermens si augura che le gare di atletica possano tornare nella seconda parte dell’anno, in tempo per l’inizio della stagione delle corse su strada. Ma servirà creatività da parte degli organizzatori.

Jos Hermens, ex primatista mondiale dell’ora di corsa, è il manager di Eliud Kipchoge e di Kenenisa Bekele, che nell’ultimo fine settimana avrebbero dovuto sfidarsi nella super gara della maratona di Londra, rimandata al 4 Ottobre.

L’organizzatore della London Virgin Marathon Hugh Brasher ha dichiarato che la classica corsa britannica potrebbe essere aperta soltanto agli atleti professionisti, sull’esempio della maratona di Tokyo.

In un’intervista con il sito internet della rivista britannica Athletics Weekly il manager olandese ha proposto alcune possibili idee che potrebbero aiutare un veloce ritorno delle maratone.

“E’ triste che la maratona di Londra non si sia svolta Domenica. Non vedevamo tutti l’ora di assistere alla grande sfida, ma ci sono problemi molto più gravi. Cosa succederà tra alcuni mesi? Sarà possibile vedere 40.000 corridori tutti insieme sulla linea di partenza? Cosa succederà con i viaggi internazionali?” alcuni degli interrogativi sollevati da Jos Hermens.

“Un’idea potrebbe essere organizzare gare soltanto con corridori locali o soltanto con top runner professionisti. L’altra idea possibile è organizzare gare a tempo, nelle quali ogni atleta incomincia mezzo minuto o un minuto dopo un altro concorrente e può superare altri atleti. Se qualcuno ti supera, devi lasciarlo passare. Gli atleti non potranno correre insieme. Bisogna essere creativi, se succederà che non tutti potranno correre. Se non è possibile chiudere il centro di una città, si può trovare un circuito. Ci sono molte possibilità”, ipotizza Jos Hermens.

Il manager olandese ha parlato anche del momento che stanno vivendo i corridori africani ai tempi del lockdown.

“Gli atleti hanno la possibilità di allenarsi, ma non troppo duramente. In Africa c’è più libertà, ma i nostri atleti si stanno comportando bene e in modo responsabile. Hanno imparato a rispettare le regole come in Cina e in Europa. Gli atleti stanno affrontando il problema cercando di rimanere sereni, ma tutti stanno aspettando. Se non ci sarà la stagione autunnale, la situazione diventerà difficile”.