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Il pagellone di Rondelli: e tu, che voto ti dai?

Il mese di novembre sta bussando alle porte, la stagione agonistica è definitivamente alle spalle. È il momento di iniziare a programmare quella successiva, ma è anche il periodo dove forse con maggiore lucidità si può analizzare quanto successo nei mesi scorsi, magari provando a dare un voto su una scala da 1 a 10 a quanto è stato realizzato. Già, ma cosa è meglio analizzare per essere il più oggettivi possibili? Ce lo insegna Giorgio Rondelli alla luce della sua lunga esperienza di allenatore.

1. Risultati agonistici

Partiamo dall’analizzare i risultati agonistici ottenuti, confrontandoli con quelli programmati a inizio stagione. Se sono stati tutti centrati il voto non può che oscillare fra 7 e 8, se addirittura si è fatto meglio si può arrivare anche a 10 e lode. Al contrario, un’insufficienza più o meno grave sarà inevitabile se sono stati falliti in pieno o in buona parte.

2. Risultati tecnici

I risultati tecnici non sempre vanno a braccetto coi risultati agonistici, poiché il miglioramento dei propri primati personali non sempre coincide con un piazzamento di prestigio. Se avete riscritto i vostri PB con ampio margine, il voto non può che oscillare fra 7 e 9; se sono stati migliorati di misura, si può aspirare alla sufficienza; se invece non c’è stato alcun progresso cronometrico, pur non essendo incappati in infortuni di sorta, l’insufficienza, più o meno grave, diventa inevitabile.

3. Risultati di preparazione

La terza voce da analizzare rappresenta i livelli di preparazione che si sono raggiunti, che potrebbero essere stati molto buoni anche se poi non sono coincisi con risultati tecnici e agonistici di pari livello. In quest’ultimo caso, che non è infrequente, non è semplice arrivare a una valutazione oggettiva che si concretizzi in un voto finale. Spesso, pur riuscendo ad allenarsi duramente e a migliorare tutti i propri parametri di lavoro, non si è in grado di trasformare il lavoro svolto in progressi cronometrici in gara. 

Perché? Perché si corre anche con la testa, non solo con le gambe. Valutazione positiva (da 6 a 9) se siete riusciti a svolgere carichi di lavori più importanti rispetto al passato in termini di qualità e quantità, oppure anche se avete accorciato i tempi di recupero. Insufficienza se, invece di migliorare, siete regrediti rispetto alle stagioni precedenti.

4. Risultati di personalità

Un quarto livello d’indagine riguarda lo sviluppo della propria personalità di atleta, sia essa agonistica, in quanto presa di coscienza delle proprie capacità e rafforzamento della propria autostima, o tattica, relativa alla capacità di gestire al meglio le proprie risorse fisiologiche, muscolari e psicologiche in relazione agli avversari da affrontare. 

La crescita psicologica è un tassello indispensabile per essere protagonisti a qualsiasi livello in uno sport che non fa sconti a nessuno, come la corsa di fondo e mezzofondo. In questi casi il voto finale può subire sbalzi rispetto alle voci trattate precedentemente: si può passare da una insufficienza netta (4) a un voto molto elevato, arrivando addirittura al 10

5. Risultati di programmazione agonistica

La programmazione agonistica consiste nell’individuare le gare più importanti, alcune gare di verifica o test, competizioni per l’ottenimento dei minimi oppure con preciso obiettivo cronometrico. Di sicuro, se si sbaglia la programmazione o se la si cambia troppe volte senza che siano sopraggiunti infortuni, si finisce per pagare dazio. In questo caso ritengo che atleta e relativo staff meritino una netta insufficienza: 3 o 4 in pagella. Al contrario, in caso di programmazione riuscita, il voto può essere compreso fra 8 e 9.

6. Risultati di salute fisica

Il primo ostacolo sulla via per grandi risultati è il rischio infortuni, non solo perché interrompono la dinamica della preparazione, ma anche perché possono incidere pesantemente sulla psiche dell’atleta in fase di evoluzione. Anche se non esiste la vaccinazione contro gli infortuni, certamente si possono evitare i rischi inutili. Da qui si vede se un atleta è maturo e pronto per collaborare nelle stesura dei carichi di lavoro, dei recuperi e delle scelte agonistiche. Chi ci riesce merita un bel 9; chi pensa di sapersi autogestire vivendo alla giornata non va oltre il 4. Proviamo con sincerità a darci un voto per ognuna delle 6 voci analizzate. Il risultato ci fornirà un pagellone di fine anno attendibile.

Il Pagellone

Da 18 a 25 punti: Gravemente insufficiente

Da 26 a 35 punti: Insufficiente

Da 36 a 40 punti: Sufficiente

Da 41 a 45 punti: Piu’che sufficiente

Da 46 a 50 punti: Ottimo

Da 51 a 60 punti: Straordinario

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