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Il microbiota intestinale, nostro padrone di casa

Contributi mirati da voci competenti, che si aggiungono ad arricchire la nostra già ampia panoramica di temi legati alla salute del runner. Medici che la corsa la praticano. Con questo obiettivo Correre ospita nel numero di gennaio Guido Marini. Gastroenterologo a Grosseto, medico di base e medico di segnale, per due anni consecutivi, da over 60, campione italiano medici di mezza maratona. Esperto di patologie intestinali e di microbiota, ha al suo attivo diversi studi sugli effetti dei batteri intestinali su digestione, assimilazione, ingrassamento. Dal 2015 collabora con Luca Speciani e con altri medici al progetto Runcard della Fidal.

Nel numero in edicola Marini ci parla del mirobiota, ossia un ecosistema complesso, attivo dal punto di vista metabolico, costituito da miliardi di microrganismi vivi (batteri, miceti e virus) abitanti nel nostro intestino. il nostro microbiota svolge numerosissime funzioni nell’organismo: stimola il sistema immunitario, sintetizza le vitamine del gruppo B e la vitamina K, regola la motilità intestinale e la funzione del tratto gastrointestinale, inibisce il contatto con i germi patogeni, partecipa attivamente al metabolismo dei farmaci e del cibo ingerito, trasformando i carboidrati in acidi grassi a catena corta (butirrato) con spiccata attività antiinfiammatoria e antitumorale.

Da quanto sopra si capisce come sia importante mantenere un buon equilibrio del microbiota. Se abbiamo un’alimentazione scorretta, sbilanciata su zuccheri raffinati (pasta, pane e riso “bianchi”, dolci industriali, bevande gassate e dolcificate) la composizione del microbiota cambia facendoci rischiare l’obesità.

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