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Idratazione, sudore e resistenza

Il caldo ha un peso non indifferente nelle prestazioni dei runner che si misurano sulle lunghe distanze. È quindi fondamentale che il processo di traspirazione funzioni nella maniera corretta, perché più si riesce a non surriscaldare il nostro organismo, più si manterrà un ritmo elevato, soffrendo meno il clima estivo Un aspetto spesso poco considerato tra quelli in grado di condizionare una prestazione sportiva di endurance è legato all’idratazione. Eppure, se ci si ferma a considerare il calendario delle maratone, si scopre subito che i mesi più affollati sono quelli primaverili e autunnali, con notevoli concessioni anche ai mesi invernali più freddi. Si ha invece il vuoto in estate, quando le maratone spariscono, con l’eccezione di qualche prova nel nord Europa o in altre località fredde. Chi corre, in quel periodo, troverà gare nei boschi o sui ghiacciai, o competizioni notturne brevi di pochi chilometri. Il che significa che i fattori caldo, sudore, traspirazione qualcosa contano, e non poco.

Rimuovere in fretta il calore
Tra le modifiche genetiche e fenotipiche sviluppate nell’evoluzione da scimmia a uomo spiccano quelle rivolte alla riduzione delle perdite idriche dovute alla elevata produzione di calore conseguente a un prolungato lavoro metabolico e muscolare. La capacità di rimuovere rapidamente il caldo in eccesso (consentendo così tempi di caccia più lunghi) è diventata dunque una caratteristica evolutiva fondamentale dell’Homo sapiens, che ha aperto nuove possibilità alimentari. Quelli che esprimevano la potenza idonea a salire sugli alberi, ma che producevano troppo calore nell’unità di tempo, non sono qui a raccontarcelo. Noi siamo tutti corridori di endurance a bassa produzione di calore e grazie a questa caratteristica, solo umana, siamo i cacciatori più spietati ed efficienti di tutto il regno animale.

Abbassare la temperatura
Per riuscire a diminuire in modo efficace la temperatura corporea, che tenderebbe ad alzarsi repentinamente durante lo sforzo le modifiche più importanti, rispetto ad esempio a scimpanzé e oranghi, sono state la perdita della pelliccia e la moltiplicazione delle ghiandole sudoripare sulla pelle. Queste ultime sono aumentate di ben sei volte nel passaggio tra scimpanzé e uomo. Il mezzo principale attraverso il quale l’essere umano cacciatore rimuove il calore è quindi il sudore. La distribuzione dei peli residui del corpo umano serve a distribuire in piccole gocce il sudore prodotto dalle zone più ricche di ghiandole, così da sfruttarne interamente la sottrazione di calore. Nel caso di un individuo che abbia rasato i peli ascellari o pubici, quindi, il sudore non riesce a evaporare sul corpo e viene completamente sprecato. Le atlete ci pensino due volte prima di depilarsi: il loro sistema naturale di raffreddamento potrebbe essere funzionalmente ridotto.
Discordo diverso per i capelli, che hanno la funzione di proteggere il cranio e il collo da un’eccessiva insolazione che, soprattutto per le popolazioni a ridosso dell’equatore, potrebbe davvero surriscaldare il cervello.

Il caso Calcaterra
Giorgio Calcaterra è un cyborg. Un mutante. Un individuo che dispone per natura di una caratteristica molto particolare: a parità di intensità di sforzo, produce meno calore degli altri. Ciò non gli permette risultati di eccellenza nelle gare più brevi (10 km, mezza, maratona), ma gli consente ritmi inaccessibili ai comuni mortali su gare più lunghe. Quando gli altri, a un certo ritmo, “surriscaldano” (e sono quindi costretti a rallentare) lui può permettersi di mantenere quel ritmo ancora per molti chilometri. In parole semplici: più riusciamo a non surriscaldare il nostro organismo con la corsa, più a lungo potremo mantenere un ritmo elevato e meno soffriremo di disidratazione, cali pressori, gambe molli, collassi o iponatremia. L’uomo è una macchina da corsa che va tenuta in perfetta efficienza. Ricordiamoci di mantenere efficace anche la nostra capacità di rimuovere con velocità il calore, idratandoci in modo adatto in gara, presentandoci bene allenati agli appuntamenti importanti, acquisendo gradualità di sforzo, vestendoci con materiali traspiranti adeguati e di colore chiaro, proteggendo il capo se i capelli sono radi o assenti.

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