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Ginocchia: 5 sintomi da interpretare in modo corretto

Abbiamo più volte affermato come una delle caratteristiche salienti dell’atleta evoluto sia quella di ascoltare i segnali del proprio corpo in relazione agli stimoli allenanti:

Ciò può avvenire in modo frequente durante e dopo una seduta e risulta particolarmente importante per alcuni distretti anatomici, tra cui le ginocchia, serie protagoniste della locomozione dell’atleta. Si tratta di articolazioni sottoposte inevitabilmente a un certo grado di usura che, soprattutto da una certa età in poi, può dare dei segnali che vanno interpretati nel modo corretto.

USURA E MENISCHI

L’usura in generale può essere connessa allo stato in cui si trova la cartilagine, condizionata da situazioni generali dell’articolazione come le caratteristiche anatomiche e la stabilità, determinata a sua volta dalle strutture legamentose. Le ginocchia che hanno subito lesioni ai legamenti sono quindi più esposte ai fenomeni di usura: in questi casi un monitoraggio delle stesse risulta ancora più importante. Anche l’anatomia dell’articolazione può incidere fortemente. In presenza di un ginocchio varo o valgo, le forze si distribuiscono in modo anomalo e di solito i primi a farne le spese sono i menischi, con fenomeni di deterioramento precoce. I menischi sono due cartilagini di forma semilunare che, all’interno del ginocchio, svolgono un’azione di giustapposizione dei capi articolari e sono elementi ammortizzanti particolarmente attivi durante la corsa, dove l’impatto del piede con il terreno si trasmette per via ascendente, passando attraverso questa importante articolazione. Oltre alla compressione data dalle forze in gioco, a livello dell’articolazione del ginocchio ci sono dei fenomeni di carattere torsionale dipendenti dalla stabilità dell’appoggio del piede. Queste rotazioni, quando diventano eccessive, possono accelerare i fenomeni di usura dei menischi e creare situazioni infiammatorie in corrispondenza dei legamenti.

I SINTOMI

Vediamoli punto per punto.

  1. Difficoltà alla flessione o all’estensione completa.
    È un sintomo importante, da tenere in considerazione e che suggerisce di consultare un ortopedico. Di solito sta a significare che l’articolazione non è a posto a causa di qualche impedimento, di tipo meniscale come una rottura, o di tipo legamentoso per situazioni infiammatorie. Ci sono anche situazioni particolari come quelle riguardanti, ad esempio, le pliche sinoviali, che possono creare l’impedimento articolare ma anche esiti distorsivi con interessamento del legamento crociato anteriore. Proprio per le numerose possibilità legate a questo sintomo sono importanti il parere del medico e le eventuali indagini stru mentali che uno specialista può suggerire.
  2. Dolore articolare ai primi appoggi dopo essere stati seduti, che tende ad affievolirsi continuando a camminare.
    Potrebbe essere un segnale di sofferenza cartilaginea, magari non presente durante la corsa. I sintomi sono solitamente rilevabili a freddo o ai primi passi mattutini, ma anche una mezz’ora dopo l’allenamento.
  3. Gonfiore dopo l’attività fisica.
    Il gonfiore è legato a un’iperattività delle cellule sinoviali presenti all’interno del ginocchio. Si tratta di una sorta di difesa naturale che porta a un’iperlubrificazione articolare. Di contro, il liquido conduce a una diminuzione della capacità di movimento articolare e a un dolore posteriore. La reazione di solito avviene in seguito a eventi traumatici, spesso di carattere distorsivo o contusivo, ma può essere anche un segno di usura dei menischi o più semplicemente di patologia artrosica nei soggetti in là con l’età.
  4. instabilità-insicurezza in situazioni di appoggio diffcile.
    La corsa non viene sempre esercitata su super- fici ottimali e quando il terreno è irregolare ci possono essere situazioni di disagio legate a una non perfetta stabilità del ginocchio. In altre occasioni possono esserci dei cedimenti improvvisi, con una flessione involontaria dell’articolazione. un’instabilità importante può portare a un’usura precoce della cartilagine, con i sintomi legati a quest’ultima. – Dolore sotto la rotula. Di solito è riferibile a una situazione infiammatoria del tendine rotuleo. La sede della sofferenza è comunemente localizzata proprio in corrispondenza del polo inferiore dell’osso: il dolore può limitare in modo importante l’esercizio. Può essere una situazione transitoria ma se, invece, il problema tende a cronicizzarsi, è consigliato fare un esame appropriato come l’ecografia e poi ricorrere a opportune terapie in relazione all’esito.
  5. Dolore all’esterno del ginocchio dopo 15-20’ di corsa.
    È solitamente un dolore extra-articolare riferibile alle strutture legamentose del comparto esterno, in particolare della bendelletta ileo-tibiale. Si manifesta in modo specifico in relazione all’espletamento del gesto della corsa, quando l’intrarotazione della tibia risulta eccessiva. Il dolore di solito passa sospendendo l’attività fisica, salvo ripresentarsi alla ripresa; può inoltre accentuarsi a ritmi particolarmente lenti, quando aumenta il tempo di appoggio. Questa sintomatologia compare dopo qualche tempo dall’inizio di un programma di allenamento mirato e in alcuni casi addirittura dopo qualche anno dall’inizio della pratica.
LE CURE

Una diagnosi non attenta e precoce può portare a danni più seri nel giro di pochi mesi ed è quindi opportuno affidarsi a un ortopedico di fiducia per le cure del caso, riportando la storia personale, con la descrizione dei sintomi che, in parte, possiamo trovare già descritti sopra. Sarà il medico a indicarvi la strada migliore per il recupero.

Queste, in sintesi, le possibilità di intervento:

  • sul tono muscolare dei quadricipiti, nell’ambito di un programma di esercizi specifici.
  • Sulla propriocettività, con esercitazioni specifiche.
  • terapie infiltrative di tipo conservativo con acido ialuronico.
  • terapie infiltrative conservative con fattori di crescita.
  • Interventi chirurgici per ricostruzioni capsulo-legamentose e/o sui menischi.
  • Ortesi plantari per migliorare la biomeccanica del ginocchio.

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