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Gabriele Rosa

Gabriele Rosa: «il nostro obiettivo di runner e camminatori, ora, è aiutare gli altri»

Foto: Francesca Grana
Di: A cura della redazione
In una lettera aperta rivolta a tutti gli appassionati di corsa e di cammino, il grande allenatore di alcuni dei più forti corridori al mondo invita a mettere la resilienza di ognuno a disposizione degli altri. Rispetto delle regole e senso di responsabilità. Per correre e camminare ci sarà tempo, scrive. Ecco il suo messaggio. 

Conosce la corsa come pochi al mondo. Gabriele Rosa, medico cardiologo e allenatore, ha scritto la storia del fondo, e in particolare della maratona, attraverso atleti-mito come Gianni Poli e i kenyani del Rosa Team (Moses Tanui, Paul Tergat, Martin Lel, Samul Wanjiru, Margareth Okayo e l’attuale primatista del mondo della maratona femminile, Brigid Kosgei). 

Ma fu sempre lui, nel 2006, a dare il via alla seconda parte della sua esperienza di allenatore, dedicandosi a inserire il movimento, corsa o cammino a seconda dei casi, prima nella vita dei diabetici, poi nel percorso di recupero dalla tossicodipendenza, e quindi nella dimensione delle persone affette dalla sindrome di down, per poi allargare il coinvolgimento alla convivenza con altre patologie. 

Il momento della resilienza

«È il momento di tirare fuori la nostra e vostra resilienza – dice in una lettera aperta che ha chiesto di far arrivare a tutti i podisti e i camminatori -. Quella forza interiore che avete tutti sviluppato praticando sport, quella capacità di superare i limiti della fatica, di tenere duro per arrivare al traguardo raggiungendo talvolta, contro ogni previsione, obiettivi insperati e risultati impensati. Vi chiedo di applicarla ora a questa incredibile quotidianità che ci viene indicata, per superare i grandi sacrifici ai quali tutti siamo chiamati.»  

«Vi chiedo di metterla a disposizione delle persone più deboli e bisognose di sostegno morale e fisico. Voi siete forti, motivati, allenati e per questo fondamentali per il superamento di questa crisi ed il rilancio di questa meravigliosa popolazione.»

Il senso della responsabilità 

«Sono ormai più di cinquant’anni che mi interesso a voi – scrive Rosa-. Siete stati il filo conduttore della mia vita e in questo momento mi rivolgo a voi perché sono assolutamente certo che potrete essere molto utili ai vostri genitori, ai vostri figli e a tutti coloro a cui volete bene. So che state vivendo questo dramma con grande senso di responsabilità e so anche che dalla condivisione di questo difficile momento avrà inizio la nostra ripresa, quando tutto sarà superato.

«Il modo e le attività con cui potrete operare sono a vostra discrezione ma so che, ognuno di voi, ha la forza morale per fornire un contributo fondamentale a tutti coloro che vi circondano.»

Le regole innanzitutto

«Lavorate da casa. Attenetevi alle regole che ci hanno proposto- si raccomanda il grande allenatore -. Sono più che mai certo che con la stessa grande motivazione con cui per anni vi siete allenati, potrete fornire un contributo fondamentale a tutta la popolazione italiana.»

 «Ci ritroveremo presto sulle strade e sui cammini di tutta Italia e del mondo a esercitare questi meravigliosi, semplici e naturali gesti, a noi tanto cari, che sono il cammino e la corsa.»

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