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Foto Giancarlo Colombo

Europei per Nazioni: l’Italia torna alla ribalta

Cheboksary, capitale della Repubblica della Chuvasha, 650 mila abitanti, ha visto tornare sulla ribalta l’atletica italiana che ha ottenuto due vittorie, un secondo posto e sette terzi posti. Si tratta del secondo miglior bottino di podi dell’Italia al Campionato Europeo per Nazioni dopo i 12 piazzamenti da podio di Leiria 2009.

Il mezzofondo azzurro ha festeggiato il successo dell’ottocentista trentino Giordano Benedetti che con un rettilineo finale eccellente ha superato due dei più grandi talenti del doppio giro di pista come Pierre Ambroise Bosse e Adam Kszczot. Benedetti ha migliorato il record dei campionati con 1’45”11, tempo che avvicina il record stagionale (1’45”07) stabilito al Golden Gala.

Era dal successo del triplista Fabrizio Schembri a Stoccolma 2011 che l’Italia non vinceva in questa manifestazione. Bisogna risalire al trionfo di Andrea Longo a San Pietroburgo 1998 nella vecchia Coppa Europa Bruno Zauli che l’Italia non vinceva sugli 800 metri.

La vittoria di Benedetti non è stata l’unica gioia azzurra perché pochi minuti dopo è arrivato il successo del capitano della squadra italiana Fabrizio Donato che al debutto stagionale ha superato la barriera dei 17 metri con 17.11 con vento a favore (+3.3 m/s). Il campione europeo di Helsinki 2012 ha battuto il forte russo Aleksey Fyodorov (16.92).

Grazie a questi due successi l’Italia ha superato nella seconda giornata l’Ucraina nella classifica generale raggiungendo il sesto posto a soli tre punti dalla Gran Bretagna (è il miglior risultato eguagliato della storia della rassegna continentale).

Il successo finale è andato alla Russia con 368,5 punti davanti alla Germania (345,5), alla Francia (319,5) e alla Polonia (317).
L’Italia ha persino sognato il quinto posto sfuggito soltanto dopo la 4×400 dove la Gran Bretagna si è piazzata seconda in 3’00”54 alle spalle della Francia (3’00”47) mentre Davide Re, Francesco Cappellin, Eusebio Haliti e Davide Manenti hanno chiuso ottavi.

Prima giornata

L’Italia ha concluso la prima giornata al settimo posto con 7 punti e mezzo di svantaggio nei confronti dell’Ucraina grazie al secondo posto del primatista italiano Marco Fassinotti nel salto in alto con 2.28 alle spalle del campione europeo indoor russo Danyl Tsyplakov che ha superato 2.33m e ai sei terzi posti dell’ottima 4×100 maschile (Masimiliano Ferraro, Enrico Demonte, Davide Manenti, Delmas Obou) in 38”71), di Libania Grenot nei 400 metri in 51”82 (poco meno di 3 decimi dalla vincitrice Flora Guei 51”55), di Simona La Mantia nel triplo con 14.22m, di Yadisleidy Pedroso nei 400 ostacoli femminili in 55”18 (quinto tempo europeo dell’anno) e di Leonardo Capotosti nei 400 ostacoli maschili con il personale (49”93).

Il mezzofondo italiano si è messo in luce soprattutto con Margherita Magnani che, al rientro agonistico dopo un infortunio, si è piazzata quinta nei 3000 al debutto stagionale in 9’24”81 nella gara vinta dalla polacca Sofia Ennaoui in 9’20”39, e Jamel Chatbi, quinto nei 5000 metri in 14’16”54.
Irene Baldessari ha migliorato il suo record personale con 2’04”23 negli 800 femminili vinti dalla francese Renelle Lamote in 2’00”18.

Tra i tanti risultati di spicco della prima giornata vanno ricordati il 21.20 del tedesco David Storl nel peso maschile, l’ottimo 81.64 di Pavel Fajdek nel martello (quinto Marco Lingua con 72.98), il 4.75 nell’asta della tedesca Silke Spiegelburg nell’asta e l’8.26 nel lungo del campione mondale Alexander Menkov e le ottime gare dei 400 ostacoli vinti dalla britannica Elidh Child in 54”46 e dal russo Denis Kudryavtsev in 48”66 (primato dei campionati) e il 10”26 controvento di Christophe Lemaitre sui 100 metri (-1.7 m/). Bravo Massimo Ferraro che nella serie più debole dei 100 corre in 10”56 con vento contrario di -3.4 m/s

Seconda giornata

Benedetti a parte, il mezzofondo azzurro ha raccolto un altro piazzamento da podio con un altro trentino Yuri Floriani che ha colto un bel terzo posto nei 3000 siepi in 8’40”47 alle spalle dell’argento europeo Krysztian Zalewski (8’37”51).

Tour de force dopo i 3000 della prima giornata per Margherita Magnani che si è piazzata al settimo posto nei 1500 metri in 4’18”04 nella gara vinta dalla russa Anna Schcagina in 4’15”22.

La Polonia ha fatto en-plein nel mezzofondo prolungato femminile con Renate Plis, prima nei 5000 in 15’49”31. Sesta Silvia Weissteiner in 16’15”09.

Una delle note più liete è arrivata dal ligure Enrico Demonte che nei 200 ha migliorato il suo stagionale con 20”67 alle spalle di Sergiy Smelyk (20”45), risultando terzo al termine delle due serie vinta dal britannico Danny Talbot in 20”62.
La 23enne velocista milanese Giulia Riva ha eguagliato il record personale sui 200 metri con 23”30 alle spalle dell’ucraina Natalya Pogrebnyak in 22”76.

Renaud Lavillenie ha vinto il duello dell’asta con Raphael Holzdeppe per un numero minore di errori alla quota di 5.85m prima di sbagliare tre prove a 6.02. Il polacco Piotr Lisek è terzo con 5.80. Dietro ai tre big si è ben comportato Claudio Stecchi, quarto con il record stagionale di 5.45m.

Alessia Trost ha migliorato il record stagionale outdoor con 1.94 ma in un contesto molto competitivo non è bastato per andare oltre l’ottavo posto nell’alto femminile dove la rivale russa Mariya Kuchina ha superato la quota di 1.99m precedendo Ruth Beitia e Kamila Lichwinko, seconda e terza con 1.97m.

Bravo il giavellottista Norbert Bonvecchio che ha ripetuto il quarto posto della passata edizione con 77.33m nella gara vinta dal finnico Tero Pitkamaki con 84.44m.

La 4×400 femminile con Libania Grenot, Marta Milani, Elena Bonfanti e Chiara Bazzoni ha colto un bel terzo posto nella serie migliore in 3’29”83 che ha permesso alle azzurre di classificarsi quarte in 3’29”83 nella classifica finale delle due serie dove si sono imposte le padrone di casa della Russia in 3’24”98.

Buon quarto posto di Chiara Rosa nel peso con il personale stagionale di 17.85m. Il successo è andato alla tedesca Christina Schwanitz con 19.52m.
Il figlio d’arte russo Sergey Shubenkov ha vinto il duello con il francese Pascal Martinot Lagarde sui 110 ostacoli con 13”22 con vento contrario -2.6 m/s). Bravo il campione italiano Hassane Fofana che ha vinto la serie più debole in 13”79 con vento contrario (-1.7 m/s) ottenendo il quinto posto finale.
Buono anche il quarto posto di Hannes Kirchler nel lancio del disco con 59.03m. Il successo è andato al polacco Robert Urbaniek con 63.03m.

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