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Euroindoor – Terza giornata: bronzo di Simona La Mantia

L’atletica italiana torna dagli Europei Indoor di Goteborg con cinque medaglie (un oro, un argento e tre bronzi) e un lusinghiero ottavo posto sia nel medagliere sia nella classifica finale per nazioni che tiene conto di tutti i finalisti. Nell’ultima giornata l’Italia ha raccolto la medaglia di bronzo di Simona La Mantia con la misura di 14,26 m e due quarti posti con Alessia Trost nel salto in alto e Chiara Rosa nel lancio del peso.

Nel mezzofondo, l’ultima giornata è stata caratterizzata dal secondo oro europeo indoor di Adam Kszczcot negli 800 m e dal successo nei 1.500 m del francese Mekhissi Benabbad, conosciuto soprattutto come il due volte campione europeo e vicecampione olimpico dei 3.000 siepi.
1500 m uomini finale Mekhissi Benabbad ha arricchito la sua bacheca di un nuovo successo vincendo in volata in 3’37”17 per cinque centesimi di secondo sul turco di origini keniote Ozbilen Tanui (l’ex William Biwott Tanui). La Francia ha piazzato sul podio anche Simon Denissel, che ha battuto a sorpresa il polacco Marcin Lewandowski in 3’37”70.
800 m uomini – finale – Il polacco Adam Kscczot ha bissato il titolo vinto due anni fa a Parigi Bercy battendo in 1’48”69 lo spagnolo Kevin Lopez (1’49”31) e il britannico Muktar Mohammed, che ha avuto la meglio sul bielorusso Anis Ananena per un centesimo al termine di un tiratissimo sprint.
3.000 m donne – finale La portoghese Sara Moreira, seconda agli Europei indoor di Torino 2009 prioprio sui 3.000 m e medaglia di bronzo sui 5.000 m agli Europei outdoor di Barcellona 2010, si è aggiudicata la medaglia d’oro in 8’58”50 con due secondi esatti di vantaggio sulla specialista tedesca dei 1.500 m Corinna Harrer (9’00”50), che ha avuto la meglio allo sprint per quattro centesimi di secondo sulla due volte campionessa europea di cross, Fionnuala Britton, per la prima volta sul podio in pista.
800 m donne – finale – L’ucraina Natalia Lupu si è imposta con il suo personale stagionale di 2’00”26 superando la russa Yelena Kotulskaya (2’00”98) e la bielorussa Marina Arzamasova (2’01”21 primato stagionale).

La Mantia di bronzo due anni dopo l’oro di Parigi
La mattinata dell’ultima giornata è iniziata con il quinto posto di Simona La Mantia, che con un salto da 14,26 m ha aggiunto un’altra medaglia europea agli ori ottenuti agli Europei under 23 di Erfurt 2005 e agli Europei indoor di Parigi 2011, e all’argento all’aperto di Barcellona 2010.
Simona, figlia dei mezzofondisti azzurri Monica Mutschlechner e Antonio La Mantia, ha iniziato la sua prova con 14,24 m al primo tentativo e si è migliorata alla terza prova con 14,26 m. Olga Saladukha, campionessa mondiale e europea all’aperto, ha trionfato come da pronostico con 14,88 m al terzo tentativo. La russa Irina Gumenyuk ha scavalcato in classifica La Mantia al quarto tingresso in pedana, con un salto da 14,30 m.
“Ero qui per difendere il mio titolo di Parigi con le unghie e i denti. Non mi accontento della medaglia. Senza la sublussazione all’anca avrei potuto fare misure ben diverse. Dedico la medaglia a mio marito, alle Fiamme Gialle, alla Fidal e al fisioterapista”, ha dichiarato Simona La Mantia
Alessia Trost non è riuscita a salire sul podio, ma non deve rimproverarsi nulla per il quarto posto con 1.92 m, una misura che solo un anno fa era il suo primato. Purtroppo ha pagato l’emozione della prima grande manifestazione assoluta al cospetto di una campionessa consumata come la spagnola Ruth Beitia, che ha aggiunto un altro oro europeo a quello vinto all’aperto a Helsinki.
Beitia ha vinto il primo titolo continentale indoor dopo i tre argenti conquistati a Madrid 2005, a Torino 2009 e a Parigi 2011 e il bronzo a Birmingham 2007. La spagnola ha superato tutte le misure al primo tentativo fino a 1,97 m e 1,99 m alla seconda prova.
La Svezia ha festeggiato l’argento e il bronzo di Ebba Jungmark ed Emma Green Tregaro, che hanno superato tutte e due 1,96 m. La più giovane Jungmark ha prevalso per l’argento avendo realizzato un errore in meno.
“Ho sensazioni contrastanti. Da un lato sono dispiaciuta per la misura di oggi nella peggiore gara della stagione. Dall’altro lato se mi avessero detto a dicembre che sarei arrivata quarta agli Europei, ci avrei messo la firma. Ho interpretato al meglio la gara e pensavo davvero di potercela fare a superare 1,96 m. Ora brucia un po’, ma penso che in questi appuntamenti conti soprattutto l’esperienza. Ruth Beitia è un’atleta straordinaria, che ammiro moltissimo come Tia Hellebaut.
Brava anche la simpatica pesista padovana Chiara Rosa, che ha concluso la sua prova al quarto posto nella finale del lancio del peso con la misura di 18,37 m, pochi mesi dopo la medaglia di bronzo all’aperto a Helsinki. La primatista mondiale stagionale, la tedesca Christina Schwanitz, ha vinto come da pronostico con la misura di 19,25 m. Yevgeniya Kolodko, argento alle Olimpiadi, si è dovuta accontentare di un altro secondo posto con 19,04 m. La bielorussa Alena Kopetz ha preceduto Chiara Rosa per la medaglia di bronzo con 18,85 m.
Il meglio dell’ultima giornata
Salto con l’asta uomini – finale – Renaud Lavillenie si è confermato il re del salto con l’asta vincendo il suo terzo oro europeo indoor dopo i trionfi di Torino 2009 e Parigi 2011.
Il campione transalpino ha superato tutte le misure al primo tentativo e ha migliorato la già sua miglior prestazione mondiale dell’anno, stabilita la settimana scorsa a Metz con 5,94 m, saltando prima 5,96 e poi 6,01 m. Alla quota di 6.07 m, ha superato l’asticella, ma il risultato è stato annullato, perché l’asticella, pur non cadendo, si è spostata dal ritto ed è rimasta appoggiata al sostegno. “Le regole sono regole e le devo accettare. Ho sensazioni contrapposte perché tutti hanno visto che avevo saltato 6.07. Tuttavia sono contento per il mio terzo titolo europeo”, ha detto Lavillenie.
Come agli Europei di Helsinki e alle Olimpiadi di Londra, il trentacinquenne tedesco Bjorn Otto ha vinto la medaglia d’argento con 5,76, ottenendo la stessa misura realizzata anche dal terzo classificato, Malte Mohr, che ha avuto la meglio nella lotta per il bronzo nei confronti del greco Konstantinos Filippidis.
salto in lungo uomini – finale – Gara emozionante tra il russo Aleksander Menkov e lo svedese Michael Torneus. Vince il russo per appena due centimetri in un susseguirsi di emozioni. Torneus parte subito forte saltando 8,27 al primo tentativo realizzando la migliore prestazione mondiale dell’anno. Subito arriva la risposta di Menkov, che passa in testa con 8,28 che migliora ulteriormente portandosi a 8,31. Torneus reagisce e sfiora il colpaccio all’ultimo tentativo con un salto di 8,29 che gli regala il nuovo record nazionale.

60 metri donne – finale – L’ex campionessa mondiale juniores Tedzhan Naimova ha vinto la medaglia d’oro dei 60 m per la Bulgaria con il suo primato personale di 7”10 battendo al photo-finish la capofila stagionale Mariya Ryemen. In un arrivo serratissimo, l’ex campionessa europea dei 200 m, Myriam Soumaré, ha vinto la medaglia di bronzo in 7”11.
60 metri donne – semifinale – Brava Audrey Alloh, che sfiora il suo personale ottenuto in batteria con 7”30 correndo in 7”33 nella semifinale dei 60 vinta dall’ucraina Mariya Ryemyen con 7”10. Più veloce è stata la seconda semifinale, dove Maryam Soumaré ha fermato il cronometro in 7”05, miglior tempo europeo e terza prestazione mondiale dell’anno.
400 metri donne – finale Strepitosa prestazione della britannica Perry Shakes Drayton, più conosciuta come semifinalista olimpica dei 400 ostacoli a Londra. La Shakes Drayton, che vanta un eccellente 53”77 nei 400 m a ostacoli, ha dominato la finale fermando il cronometro in 50”85, stabilendo così la migliore prestazione mondiale dell’anno e il suo record personale con 50”85. La Gran Bretagna ha fatto doppietta vincendo anche l’argento con l’altra quattrocentista ad ostacoli, Elidh Child, che ha stabilito a sua volta il record personale con 51”45. Grande soddisfazione per la Svezia per la medaglia di bronzo della campionessa europea Moa Hjelmer con il nuovo record nazionale (52”04).
400 metri uomini – finale Secondo successo continentale del giovane Pavel Maslak, che ha bissato il successo dell’anno scorso all’aperto a Helsinki con un ottimo 45”66, migliore prestazione europea dell’anno e nuovo record nazionale. Il britannico Nigel Levine si è aggiudicato la medaglia d’argento in 46”21 (primato stagionale) davanti al russo Pavel Trenikhin (46”70).
Eptathlon uomini – L’olandese Eelco Sintnicolaas, medaglia d’argento europea all’aperto a Barcellona 2010, si è imposto come da previsioni nell’eptathlon con 6.372 punti, migliore prestazione mondiale dell’anno e nuovo record nazionale. Il francese Kevin Mayer, campione del mondo juniores a Moncton 2010, ha vinto la medaglia d’argento (il suo primo podio da senior) con 6.297 punti davanti al serbo Mihail Dudas, che con 6.099 punti ha migliorato il record nazionale. Sintnicolas ha realizzato le seguenti prestazioni individuali: 6”88 nei 60 m, 7.61 m nel lungo, 14.11 m nel peso, 2,02 m nel salto in alto, 7”91 nei 60 m ostacoli, 5,40 m nel salto con l’asta (la sua specialità preferita) e 2’38”73 nei 1.000 m.
Staffetta 4×400 donne – finale – La Gran Bretagna, che schierava un quartetto di altissimo livello con Elidh Child, Shana Cox, Christine Ohuruoghu e Perry Shakes Drayton, ha vinto l’oro come da previsione con il nuovo record nazionale e la migliore prestazione mondiale dell’anno di 3’27”65. Per la Shakes Drayton si è trattato della seconda medaglia d’oro in questi campionati. Argento per la Russia in 3’28”18 davanti alla Repubblica Ceca delle quattrocentiste ad ostacoli Zuzana Hejnova e Denisa Rosolova(3’28”49) e alla Francia (3’28”71).
Staffetta 4×400 uomini – finale – La Gran Bretagna ha tenuto fede ala tradizione della staffetta del miglio vincendo anche la 4×400 maschile in 3’05”78 davanti alla Russia (3’06”96) e alla Repubblica Ceca (3’07”64). Il quartetto britannico era formato da Michael Bingham, Richard Buck, Nigel Levine e Richard Strachan. Quarto posto per il Belgio (con Kevin Borlée in seconda frazione) in 3’07”98.
Medagliere: L’Italia ha vinto un oro, un argento e tre bronzi e ha terminato in ottava posizione nel medagliere finale e all’ottavo anche nella classifica finale con 51 punti con un totale di 10 finalisti. La Russia ha vinto il medagliere con 4 ori, sette argenti e tre bronzi. Si confermano grandi potenze europee la Gran Bretagna (quattro ori, tre argenti e un bronzo) e la Francia (quattro ori, due argenti e tre bronzi). Anche nella classifica per nazioni la Gran Bretagna è seconda davanti alla Francia, alla Germania e alla Svezia che con un oro, due argenti e tre bronzi sta tornando ai fasti di un tempo.